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Il punto sulla Sanità privata: nota di Rossana Dettori Segretaria nazionale FP CGIL


La sottoscrizione dell'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL 2008/2009 del Comparto chiude di fatto, e positivamente (a condizioni date), la stagione contrattuale 2006/2009 per le lavoratrici ed i lavoratori della Sanità pubblica.

Ma l'ipotesi d'accordo del 14 Maggio deve rappresentare per tutti soggetti coinvolti anche un imperativo per arrivare il prima possibile alla sottoscrizione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro della Sanità privata, AIOP e ARIS.

Non è stato ovviamente un caso che nell'accordo con le Regioni che ha reso possibile la sottoscrizione del biennio 2008/2009 della Sanità pubblica abbiamo rivendicato ed ottenuto anche un preciso e vincolante impegno del Presidente della Conferenza On. Vasco Errani ad operare immediatamente affinché le associazioni datoriali, laiche, ma anche religiose, fossero sostanzialmente obbligate a rinnovare i Contratti Collettivi Nazionali scaduti.

L'impegno preso dal Presidente Errani, formalizzato anche in dichiarazioni pubbliche alla stampa è rivolto a subordinare gli adeguamenti dei DRG per le strutture sanitarie private accreditate al rispetto, appunto, dei CCNL.

Sottolineiamo che la questione del mancato rinnovo contrattuale riguarda tanto AIOP, alla quale abbiamo detto NO sulla proposta di aumenti salariali di 1 Euro al mese e/o di regionalizzare il Contratto Nazionale, quanto ARIS, che ha sottoscritto separatamente un accordo che quella regionalizzazione del Contratto Nazionale ha di fatto prodotto.

Abbiamo atteso che quell'impegno, formalmente assunto dal Pres. Errani, trovasse la sua prima soddisfazione nelle riunioni programmate dalla Conferenza delle Regioni nella settimana appena trascorsa. Registriamo, invece, che il tema della Sanità privata non è stato ancora posto all'ordine del giorno dei lavori della Conferenza.

Riteniamo grave questa omissione perché lo scarto fra le dichiarazione di impegno e la coerenze degli atti si scarica su di una situazione ormai insostenibile, che vede lavoratrici e lavoratori senza contratto di lavoro da tre anni e mezzo, 42 mesi.

Richiameremo la conferenza delle Regioni alle sue responsabilità, questo è ovvio, ma a questo punto, forti anche dell'ipotesi di accordo unitario sottoscritto il 14 di Maggio all'ARAN, si rende necessaria la ripresa, con coerenza e determinazione, di un'azione di mobilitazione e protesta non più solo contro le associazioni datoriali, colpevoli di aver utilizzato strumentalmente i lavoratori per ampliare i già ampi margini di guadagno, ma anche nei confronti delle Regioni, che non intervengono su questa gravissima situazione.

Tutto ciò, ovviamente, tentando fin dove è possibile di difendere e rafforzare il patrimonio unitario di azione che il CCNL 2008/09 della Sanità pubblica ci ha riconsegnato.

Roma 29 Maggio 2009

 

 
 
 
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