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Comunicato

 

BERLUSCONI CHIAMA... L'INAIL SI INCHINA




Abbiamo appreso, non senza qualche stupore, che nell'intervento effettuato nel corso dell'Assemblea annuale di Confartigianato, il Presidente del Consiglio Berlusconi si sia prodotto in un pesante attacco nei confronti dell'Istituto definendo "scandalose" le tariffe Inail applicate a tale categoria produttiva e sollecitando un'immediata iniziativa tesa a ridurre l'onere tariffario per il mondo artigiano.
Pur valutando di per sé non negativamente il concetto che un Ente pubblico come Inail si faccia promotore di iniziative mirate al rilancio di settori produttivi essenziali per il nostro sistema economico, ciò che poco o nulla ci convince è relativo al fatto che, a fronte di un'esplicita richiesta del Governo, l'Inail nello spazio di poche ore, si sia subito fatto carico della sollecitazione "aderendo senza esitazioni" alla richiesta del Presidente del Consiglio.
E' del tutto evidente come l'immediata risposta e la totale disponibilità ad intervenire sulla questione appare, in assenza di valide e motivate giustificazioni, da un lato, come un'assunzione di responsabilità rispetto alle scelte fin qui attuate dall'Istituto sconfessandone palesemente l'operato; dall'altro ponendo l'Istituto in una situazione di debolezza a fronte di eventuali nuove "sollecitazioni".
Ci permettiamo, inoltre, di fare una domanda. Perché a seguito di pressanti, ripetute istanze di coloro i quali, riteniamo con qualche ragione in più, richiamano maggiore attenzione rispetto alle tutele nei confronti dei lavoratori infortunati e tecnopatici, l'Inail non si è ancora mostrato sensibile a recepire immediatamente tale istanza? Attendiamo fiduciosi ........ non senza perplessità e preoccupazione.
La vicenda, peraltro amplificata dai telegiornali e dalla carta stampa, ha reso trasparente un clamoroso rapporto di causa ed effetto (il Governo chiama - Inail risponde) ponendo, per l'ennesima volta ed in maniera sempre più pervasiva, il problema dell'autonomia che Istituti come l'Inail hanno via via perso nel corso di questi ultimi anni e soprattutto durante i Governi guidati dal centrodestra.
Crediamo che si debba prestare ancora più attenzione al problema dell'autonomia anche in previsione di ciò che potrà comportare l'eventuale approvazione dello schema di decreto legislativo attuativo della legge 15/2009 (cd. Legge Brunetta).
Non può sfuggire a nessuno, leggendo attentamente gli articoli del decreto, il ritorno ad una forte centralizzazione del potere contrattuale; inoltre, quando si prevedono interventi di soggetti esterni ed indipendenti su materie proprie della contrattazione, quando si ipotizza la modifica sostanziale del comitato di settore che opererà sotto la diretta dipendenza del Presidente del Consiglio attraverso il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'innovazione in cui il parere delle singole amministrazioni è ridotto al solo parere consultivo, quando il controllo strategico ed il monitoraggio è demandato alla legge sottraendolo al patrimonio degli Enti, è di tutta evidenza che, vicende come quella relativa alla "sollecitazione" del Presidente del Consiglio diverranno prassi comune una volta approvato lo schema del decreto Brunetta.
Significa tornare indietro di parecchi anni quando invece sarebbe necessario guardare avanti per dare efficienza e qualità ai servizi che una Pubblica Amministrazione deve offrire per rispondere ai bisogni e ai diritti di ogni cittadino che quotidianamente con essa si misura.

Roma, 15 giugno 2009

IL COORDINATORE NAZIONALE
FP CGIL INAIL

Roberto Morelli

 
 
 

 


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