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Polizia Penitenziaria: 22 luglio 2009 Napoli: Manifestazione unitaria contro le scelte del Governo e l'inerzia del Ministro della Giustizia - Comunicato stampa di Mauro Beschi, Segretario Nazionale FP CGIL e Francesco Quinti, Coordinatore Nazionale Polizia Penitenziaria


DOMANI A NAPOLI CONTINUA LA PROTESTA DELLA POLIZIA PENITENZIARIA CHE MANIFESTA IL PROPRIO DISSENSO CONTRO LE SCELTE DEL GOVERNO E L'INERZIA DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Come deliberato dalle segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali FP CGIL-FNS CISL-SAPPE-OSAPP-SINAPPE e UGL, saranno centinaia i poliziotti penitenziari che domani giungeranno a Napoli per manifestare davanti al carcere di Poggio reale il proprio malcontento e l'insostenibile disagio lavorativo a cui vengono costretti negli istituti penitenziari a causa dell'inerzia del Ministro della Giustizia e delle scelte del Governo.

Sovraffollamento inumano delle strutture (quasi 65.000 i detenuti ristretti in spazi angusti), anche di quelle campane (sono circa 7300 i detenuti rinchiusi a fronte di circa 5400 posti disponibili), con un trend di crescita di mille ingressi al mese, carenza di circa 6.000 unità di Polizia Penitenziaria (in Campania sono circa 400 le unità mancanti), aggressioni quotidiane e pesantissime ai poliziotti, condizioni di lavoro difficili e disagiate, rese per lo più in ambienti insalubri e pericolosi o, anche, in strada con mezzi inadeguati, vetusti e insicuri; stipendi tra i più bassi d'Europa, contratto scaduto dal mese di dicembre 2007, diritti contrattuali negati, mancato pagamento degli emolumenti accessori maturati per l'espletamento degli insostenibili carichi di lavoro straordinari assegnati, degli aumenti contrattuali già percepiti dalle altre forze di Polizia, e molto altro ancora, sono solo alcune delle ragioni che spingeranno i poliziotti penitenziari a scendere domani in piazza e che testimoniano la distanza che intercorre tra la loro reale condizione e le parole del Ministro della Giustizia.

Da parte di quest'ultimo, come del governo, tante parole ma nessuna prospettiva di soluzione per l'immediato, non un programma o una indicazione per affrontare l'emergenza penitenziaria oggi, che sta ormai diventando ingestibile, come dimostra quanto accaduto e sta succedendo tra gli altri anche al carcere di Forlì, solo repressione e carcere.

Tutte le soluzioni vengono sempre rimandate all'attuazione del famoso/lacunoso piano carceri - a noi mai illustrato - che viene da più parti - sempre le stesse - reiteratamente evocato.

Ma quando sarà concretamente avviato e con quale soldi, se da ultimo il Ministro Alfano è stato costretto ad appellarsi anche all'Unione Europea per realizzarlo?

Roma, 21 luglio 2009



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