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Sanità Pubblica: Lettera al quotidiano il "Sole 24 Ore" di Rossana Dettori Segretaria Nazionale FP CGIL

 
Al Dr. Gianni Riotta
Direttore del "Sole 24 Ore" 

Egregio Direttore

in merito all'articolo apparso oggi sul quotidiano da Lei diretto, a firma di Gianni Trovati, chiedo ospitalità per alcune riflessioni sul recente accordo sottoscritto all'ARAN per la riscrittura dell'articolo 10 dell'ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale 2008/2009, comparto Sanità pubblica.

Senza premettere le motivazioni che hanno costretto i soggetti contrattuali a questa operazione di rivisitazione dell'accordo del 14 maggio (motivazioni ben evidenziate nell'articolo di Trovati), intendo soffermarmi su almeno due questioni.

La prima riguarda le novità sostanziali, oserei dire reali, fra il sistema di individuazione di risorse aggiuntive definito nell'accordo osservato dalla Corte dei Conti, e quello deciso nella recente trattativa in ARAN, soprattutto nella parte che lo stesso articolista tende a sottolineare.

Già nella vecchia versione di maggio, l'articolo 10 faceva riferimento al Patto per la Salute (ovviamente quello ancora vigente), ai suoi obiettivi ed ai precisi vincoli economico finanziari che contiene sul tema dell'utilizzo delle risorse.

Sempre l'articolo 10, nella stesura di maggio, già indicava procedure per l'attribuzione delle risorse aggiuntive che rispondevano all'esigenza di una "verifica dell'effettivo raggiungimento degli obiettivi ai dipendenti direttamente coinvolti nell'ambito dei progetti indicati, secondo appositi meccanismi premiali correlati ai risultati conseguiti".

Voglio, quindi, evidenziare che già l'accordo di maggio non rappresentava alcuna minaccia per la tenuta dei bilanci delle singole regioni, né, tanto meno, per quella relativa al Fondo Sanitario Nazionale e che, rispetto alle modalità di erogazione del trattamento accessorio dello 0,8%, non si prefigurava alcun automatismo.

Ciò che è presente nella nuova versione dell'articolo 10 del CCNL 2008/2009 è, quindi, una più articolata formulazione di criteri e principi generali per l'individuazione dei progetti legati alle risorse aggiuntive (che, ricordo ai lettori, è più o meno pari a 20 euro mensili lordi), criteri che sia nella vecchia sia nella nuova formulazione dovranno comunque essere contestualizzati alle differenti e specifiche esigenze territoriali attraverso confronti a livello regionale.

A riguardo mi preme sottolineare che l'individuazione di indicatori di "performance" e le valutazioni alle quali legare quote di produttività per tutti i dipendenti pubblici sono già chiaramente ed inequivocabilmente declinati nel "Memorandum d'intesa su lavoro pubblico e riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche" sottoscritto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Governo il 18 Gennaio 2007.

La seconda considerazione, più generale, riguarda il clima che ha contraddistinto l'intera trattativa e, soprattutto, le attenzioni che il Governo, e nello specifico il Ministro Brunetta, ha riservato all'ipotesi di accordo contrattuale.

Nelle nove pagine della relazione della Corte dei Conti, che comunque ha certificato l'intero impianto contrattuale ad eccezione, appunto, dell'articolo 10 (risorse aggiuntive), sono riassunte egregiamente tutte le varie considerazioni, indicazioni, opposizioni, "consigli" che si sono scaricati, nel corso dell'iter di certificazione, sull'accordo di Maggio.

Un tratto le accomuna tutte: l'insofferenza del Governo Centrale per l'autonomia del tavolo negoziale in Sanità e la paura che l'accordo di maggio potesse mettere a nudo, più di quanto oggettivamente ha fatto, gli enormi limiti dei contratti collettivi sottoscritti per il personale delle Amministrazioni centrali, rispetto a quello del Comparto della Sanità.

L'obiettivo che emerge da quel resoconto è proprio questo: non si poteva fare un contratto migliore di quelli che il Governo centrale aveva già sottoscritto per le Amministrazioni di cui è direttamente responsabile.

Ultimo, ma non per importanza, è la conferma di uno scontro ormai aperto fra sistema delle autonomie e Governo centrale: dal decreto anticrisi all'individuazione dei nuovi LEA, dalle difficoltà per la sottoscrizione del nuovo Patto per la Salute alla diatriba sulla sottostima delle risorse necessarie per alimentare il Fondo Sanitario Nazionale, terminando con la vicenda del Contratto di Lavoro, ciò che emerge è che, nonostante la confusa e per alcuni versi ipocrita spinta verso un federalismo fiscale di "bandiera", il Governo Berlusconi lavora quotidianamente per una ricentralizzazione dell'azione politico-amministrativa dei servizi sanitari regionali.

In barba alle continue dichiarazioni sulla responsabilizzazione dei Governi territoriali e del titolo V della Costituzione.

Cordialità

Rossana Dettori Segretaria Nazionale Fp Cgil



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