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Sanità - Immigrati: Ministro e Regioni chiariscano immediatamente. Non esistono né obblighi né facoltà di denuncia. Comunicato stampa di Rossana Dettori Segretaria Nazionale Fp Cgil Sanità


Il Ministro del Welfare On. Sacconi, la conferenza delle Regioni, i singoli Presidenti devono immediatamente diramare disposizioni che chiariscano inequivocabilmente che permane il divieto di segnalazione dei cittadini extracomunitari non in regola con il permesso di soggiorno, nel caso accedano a strutture del Servizio Sanitario Nazionale.

Gli operatori sanitari, gli infermieri, i medici non possono essere lasciati nel dubbio: sussiste tuttora il divieto di denuncia dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno, così come prevede il decreto legislativo 286 del 1998.

Le Autorità sanitarie nazionali e regionali devono confermarlo.

Abbiamo ripetutamente denunciato i drammatici effetti che il solo annuncio avrebbe provocato: associazioni, operatori, finanche Autorità di Governo, quali sono i Prefetti, stanno confermando in queste ore, dati alla mano, l'allontanamento degli immigrati clandestini dai circuiti del servizio sanitario nazionale e la loro entrata in una clandestinità sanitaria molto pericolosa per la loro salute e per quella di tutti i cittadini.

Chiediamo, quindi, che prima dell'8 di Agosto, data di entrata in vigore della "nuova" legge sulla sicurezza sia lanciato un messaggio rassicurante agli operatori del servizio sanitario nazionale, ai cittadini irregolari, alle donne ed agli uomini di nazionalità italiana.

Per quel che ci riguarda confermiamo la decisione, già assunta, di rendere incompatibile l'iscrizione alla Fp Cgil per quegli infermieri o medici che decidessero di anteporre un inesistente obbligo di denuncia al dovere di curare qualsiasi cittadino, regolare o irregolare che sia.

Senza quel doveroso ed inequivoco chiarimento circa la permanenza del divieto di segnalazione, ci faremo carico di assicurare una precisa e puntuale tutela, sia in sede legale, sia in sede disciplinare, per gli operatori che, non denunciando lo straniero irregolare, potrebbero essere oggetto di eventuali procedimenti, tanto infondati dal punto di vista legale, quanto strumentali sotto il profilo politico.


Roma 30 Luglio 2009



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