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Professioni Sanitarie: dai numeri del Censis un' indicazione. Nuove politiche per il personale - Comunicato stampa di Rossana Dettori Segretaria Nazionale FP CGIL


Al di la' delle classifiche sulla qualita' delle prestazioni e del divario fra nord e sud sulle capacita' di gestione ed organizzazione del servizi sanitari regionali, il dato che emerge dal rapporto Censis sul livello di cure nel nostro paese e' quello relativo ai fabbisogni di personale.

Mentre per la dirigenza medica lo scarto fra il fabbisogno del servizio sanitario nazionale e l'offerta universitaria si restringe, per le professionalita' infermieristiche, per quelle della riabilitazione, per quelle tecniche e della prevenzione assistiamo ad un fenomeno inverso: l'Italia e' uno dei Paesi tuttora più indietro in quanto il rapporto abitanti/infermieri è pari a 1000 a 6!

Uno scarto fra i bisogni attuali del sistema sanitario e l'offerta formativa che oscilla dalle 3000 alle 5000 unita'; scarto che sfiora il doppio se osservato in relazione alla necessita' di migliorare la qualita' delle prestaZioni cosi' come emerge anche dal rapporto.

Sono mesi che inascoltati chiediamo l'attivazione di un tavolo di confronto, per rimuovere le cause di tale stortura (ad esempio il blocco generalizzato delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione e il numero chiuso imposto dalle università per l'accesso alle lauree per le professioni sanitarie) a Governo centrale, Regioni e parti sociali così che si possa concordare un piano generale di rientro a "compatibilita'" del rapporto fra forza lavoro e prestazione resa.

Occorre inoltre che il Ministro Sacconi, la Ministra Gelmini e le Regioni concordino i reali fabbisogni di figure sanitarie necessarie a soddisfare i bisogni di salute della cittadinanza.

Non ci si puo' scagliare, sempre e lancia in resta, contro il servizio sanitario nazionale, magari da una comoda poltrona da Ministro, e concorrere scientificamente al suo progressivo degrado.

La sanita' ha bisogno di un'attivita' di governo diversa da quella fin qui dimostrata dal Ministro Sacconi: si apra un vero confronto sociale sul tema e la si smetta di definanziare il sistema, di minarne i principi di universalita', di destrutturarne l'organizzazione con il chiaro obiettivo di privatizzarne le attivita'.

Roma 10 agosto 2009



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