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Giustizia: Emergenza carceri, domani la FP CGIL Polizia Penitenziaria al sit-in davanti a Montecitorio. Comunicato Stampa di Francesco Quinti Responsabile Nazionale FP CGIL Comparto Sicurezza


Auspichiamo che l'avvio della discussione parlamentare prevista per oggi pomeriggio sull'emergenza carcere e le mozioni presentate da Rita Bernardini e dal Pd, rappresentino concretamente il segno della volontà delle istituzioni di porre finalmente rimedio alla indegna condizione di un sistema penitenziario condotto ormai alla deriva, terribilmente sovraffollato e reso incapace di garantire il mandato costituzionale affidato, come dimostrano da ultimo dai quattro recenti suicidi in carcere.

Un momento di confronto che sappia anche guardare, ci auguriamo, alle precarie condizioni di lavoro e al fortissimo disagio personale e professionale accusato dagli operatori della Polizia Penitenziaria, fortemente sottodimensionati nell'organico - allo stato mancano più di 5.000 unità, e nei prossimi tre anni saranno almeno 2.500 le cessazioni dal servizio per raggiunti limiti d'età -, costretti a subire un insostenibile, straordinario aumento dei carichi di lavoro individuali, oltre che la pressoché sistematica e inaccettabile rinuncia ai più elementari diritti contrattuali.

Speriamo, così, di conoscere le sorti del fumoso "piano carceri", che solo l'ultimo pomposo annuncio di una lunghissima, stancante serie prometteva di regalarci prima delle ultime festività natalizie, visto che il Ministro Alfano continua a garantire l'apertura di altri istituti penitenziari, da ultimo quello di Arghillà in Calabria, senza accennare minimamente al personale necessario, di Polizia Penitenziaria e delle altre professionalità, che ragione vuole dovrebbe esservi destinato: semplice dimenticanza o colpevole trascuratezza?

Noi continuiamo a sostenere che il "piano carceri", se mai sarà attuato, non rappresenti la risposta appropriata ad un sistema penitenziario agonizzante che oggi necessita di interventi e soluzioni immediatamente praticabili. Occorre, invece, favorire in tutti i modi l'accesso e l'ampliamento delle misure alternative alla detenzione, c'è bisogno di affrontare in maniera diversa il problema della tossicodipendenza in carcere, affidandone la soluzione alle comunità, vanno superate alcune scelte legislative che hanno contribuito a generare lo spaventoso sovraffollamento in atto delle strutture penitenziarie, servono risorse umane ed economiche.

Confidiamo nella sensibilità e nel senso di responsabilità di chi siede negli scranni più alti del Parlamento: da tempo, ormai, andiamo sollecitando l'apertura di un simile momento di confronto, lo abbiamo fatto da ultimo anche nell'ambito di un convegno recentemente organizzato a Roma, a cui parteciparono esponenti politici della maggioranza e della minoranza, perché la soluzione dell'emergenza carcere, che è ormai divenuta emergenza umanitaria, deve essere il terreno sul quale la politica non può e non deve dividersi.

Roma, 11 gennaio 2010



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