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Comunicato unitario

A TUTTI I LAVORATORI


Nella giornata di ieri abbiamo sottoscritto l'accordo relativo alla destinazione dei Fondi 2009.

Il raggiungimento dell'accordo è stato molto complicato in quanto la definitiva quantificazione dei Fondi aveva, come ovvia conseguenza, riflessi sul sistema premiante per l'anno 2009.

Tanto si è scritto, spesso a sproposito sulla vicenda in questi giorni.
Crediamo opportuno fare un po' di chiarezza.

Come si ricorderà, nel luglio scorso, sottoscrivemmo l'accordo sul sistema premiante 2009 e successivamente a settembre il CIE 2006/2009.
Facemmo quella scelta, non senza difficoltà, consapevoli che, pur con una decurtazione delle risorse disponibili, era necessario dare delle risposte ai lavoratori di questo Istituto.
Non abbiamo mai creduto ai facili entusiasmi di coloro i quali sbandieravano ai quattro venti il recupero integrale delle somme sottratte; abbiamo sempre ragionato nel rispetto delle disponibilità comunque certe.
Abbiamo chiaramente motivato, con note a verbale allegate agli accordi, la nostra ferma e decisa contrarietà ai tagli previsti dalla legge 133/2008 e dei pericoli che già allora si profilavano con la legge delega 15/2009, premessa al successivo decreto legislativo 150/2009.
Ne abbiamo fatto oggetto di una lunga serie di iniziative di mobilitazione e nessuno può dubitare della nettezza delle nostre posizioni.
Ciò non toglie che ci siamo fatti carico di contribuire alla costruzione di accordi sindacali che, nella situazione data, comunque provavano a dare risposte soprattutto a quei lavoratori che dai tagli previsti subivano le maggiori penalizzazioni economiche.
Ci abbiamo "messo la faccia" attraverso un confronto serrato e una articolata discussione con i nostri iscritti e con tutto il personale, ricevendone sostanzialmente il mandato a sottoscrivere gli accordi sopracitati.

Non lasciamo a nessuno l'esclusiva del rapporto democratico con i lavoratori.

Non sfuggiamo alle responsabilità ed in effetti una volta che condividiamo un accordo ci sentiamo naturalmente impegnati ad onorarlo; lo diciamo con chiarezza alla RdB che negli ultimi comunicati ci accusa di essere coerenti con le posizioni assunte precedentemente (sic!). In un paese civile ed in un sistema delle relazioni sindacali incentrate sul protagonismo dei lavoratori dovrebbe essere normale! Ci dispiace ma questa è la FP CGIL a Roma come in periferia.
Capiamo che tali modalità sono piuttosto incomprensibili per coloro che non firmano mai, o se firmano immediatamente dopo prendono le distanze da quanto sottoscritto o, peggio, che lo fanno scegliendo di fiore in fiore. Purtroppo per tutte queste anime belle gli accordi sono incontri di volontà spesso diverse e senza non si potrebbero avere le conseguenze positive che derivano da quanto le altre OO.SS. si sono fatte carico responsabilmente di sottoscrivere secondo il mandato ricevuto dai lavoratori...... (cfr. CIE 2006/2009 non firmato da RdB e accordo sulle progressioni verticali e orizzontali del personale firmato anche da RdB)..... Troppo comodo!!

E pretendere il rispetto degli accordi regolarmente sottoscritti dovrebbe essere indiscutibilmente naturale per tutti noi; in caso contrario con quale credibilità ci presenteremo in futuro di fronte ai lavoratori? Certo chi non firma mai o al contrario chi è sempre con la penna in mano non ha di questi problemi.
Non possiamo modificare d'ufficio e con piglio burocratico a Roma accordi quando questi sono stati applicati in Provincia in sede di trattativa di posto di lavoro. Quale "vulnus" si vorrebbe determinare al sistema delle relazioni sindacali ed ai due livelli di contrattazione che a parole tutti sembriamo voler rispettare?
Non crediamo siano cose di poco conto!!

E' vero, siamo proprio convinti che - pur con tutte le cautele del caso - introdurre degli elementi di differenziazione nell'apporto individuale, laddove ne ricorrano le condizioni, oltre a far emergere se bene applicate realtà che spesso mortifichiamo in nome di un indistinto appiattimento sia la migliore ricetta da opporre alle schizofrenie della Legge Brunetta, dimostrando noi stessi, con modalità condivise, trasparenti e certamente più idonee, di essere in grado di migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi, in sintesi di riformare dall'interno la Pubblica Amministrazione.
In questo riteniamo importante il ruolo di tutte le famiglie professionali e della dirigenza in particolare, alla quale ci sentiamo di chiedere un cambio di passo nel contribuire alla costruzione di un Servizio Pubblico di maggior qualità, di reale sostegno ad un nuovo modello di welfare in linea con le sfide che ci attendono e meno soggetto alle incursioni del ceto politico......!

Per questo riteniamo opportuno che la loro azione contribuisca quotidianamente a creare le condizioni più idonee al raggiungimento degli obiettivi, condividendo, pur nel sacrosanto rispetto dei ruoli, finalità e metodo con tutti i lavoratori, attraverso un percorso trasparente che consenta di misurare le scelte che alla fine vengono operate.
Da questo punto di vista consideriamo in qualche modo sperimentale ciò che è avvenuto nel corso del 2009; ne faremo oggetto di attenta valutazione per superare fin da quest'anno le criticità che si sono presentate.

Era ciò che intendevamo fare quando insieme a CISL e UIL sottoscrivemmo il Memorandum sulla Pubblica Amministrazione e che troppo presto è finito su un "binario morto".

Le vicende di questi giorni ci impegnano a recuperare quella sfida. Il ritardo che abbiamo accumulato ha creato le condizioni per lasciare campo aperto alle incursioni devastanti che questo Governo - attraverso gli interventi normativi che si sono succeduti negli ultimi anni - ha effettuato con il chiaro intento di smantellare il lavoro pubblico prima ancora di penalizzare i lavoratori pubblici.

Roma, 23 febbraio 2010


IL COORDINATORE NAZIONALE
FP CGIL INAIL

Roberto Morelli


 
 
 
 


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