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Quesiti medici

I tre giorni di permesso mensile per la 104 in frazioni orarie

Quesito
Può un dirigente medico a rapporto esclusivo e a tempo indeterminato, genitore di un bambino portatore di handicap grave ai sensi della legge 104, usufruire dei tre giorni di permesso mensile in frazioni orarie con conseguente riduzione del debito orario giornaliero?

Risposta
La risposta è affermativa. Si allega il testo coordinato della normativa complessiva di riferimento.
PERMESSI PER ASSISTERE FAMILIARI PORTATORI DI HANDICAP GRAVI

Normativa di riferimento
- Artt.3 e 33 L. 104/92 (mod. e int. L. n° 53/2000);
- Art.20 L. 53/2000;
- Art.21, c. 6 CCNL 1/9/95;
- Circ .INPS 133/2000;
- Circ .INPS 138/2001;
- Circ INPS 128/2003;
- Circ INPS 90/2007;

I dipendenti che assistono un parente o un affine entro il 3° grado con handicap in situazione di gravità, purché non ricoverato a tempo pieno, hanno diritto a 3 giorni di permesso mensile retribuito ( giustifica il debito orario giornaliero teorico), fruibili anche ad ore per un massimo di 18 ore mensili per il personale del comparto e 19 per la dirigenza. Eventuali permessi non goduti nel mese di maturazione non possono essere fruiti successivamente.

Condizione primaria per la fruizione di tali permessi è che la persona da assistere sia stata riconosciuta portatrice di handicap in situazione di gravità da parte dell'apposita C.ssione medico-legale costituita presso la ASL competente.

Qualora nel verbale di accertamento dell'handicap sia previsto un accertamento di revisione, il dipendente potrà fruire del permesso fino alla data prevista per la revisione.

Dopo tale data, nelle more del nuovo accertamento cui dovrà essere sottoposto il familiare, il dipendente potrà continuare temporaneamente a beneficiare dei permessi purché presenti una "certificazione provvisoria" redatta da un medico in servizio presso la ASL di competenza, specialista nella patologia denunciata, attestante la persistenza della gravità dell'handicap nella persona da assistere; sarà poi cura del dipendente trasmettere agli uffici competenti l'esito del nuovo accertamento.

In caso di contratto di lavoro part-time verticale, con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese, il numero dei giorni di permesso spettanti va ridimensionato proporzionalmente.

Il periodo minimo dei suddetti permessi non può essere inferiore ad un'ora.

Assistenza a figli minori di età compresa fra 3 e 18 anni:
il diritto ai permessi è riconosciuto al genitore anche qualora l'altro ne sia escluso (perché casalingo/a, disoccupato/a, lavoratore/trice autonomo/a);
non è richiesta la convivenza e nemmeno l'assistenza continuativa ed esclusiva;

fermo restando il limite complessivo di tre giorni mensili, la coppia di genitori lavoratori dipendenti può ripartirsi i permessi anche con assenze contestuali dal rispettivo lavoro (ad esempio, due giorni il padre ed un giorno la madre, anche in coincidenza con uno dei giorni del padre).

Assistenza a figli maggiorenni non conviventi:
Il diritto ai permessi è riconosciuto al genitore qualora ricorrano i requisiti della continuità ed esclusività dell'assistenza.

Fermo restando il limite complessivo di tre giorni mensili, la coppia di genitori lavoratori dipendenti può ripartirsi i permessi anche con assenze contestuali dal rispettivo lavoro (ad esempio, due giorni il padre ed un giorno la madre, anche in coincidenza con uno dei giorni del padre).

Assistenza a figli maggiorenni conviventi:
Il diritto spetta al genitore richiedente, oltre che nel caso in cui l'altro genitore non lavori, anche nel caso in cui siano presenti nella famiglia altri soggetti non lavoratori in grado di prestare assistenza al disabile.

Fermo restando il limite complessivo di tre giorni mensili, la coppia di genitori lavoratori dipendenti può ripartirsi i permessi anche con assenze contestuali dal rispettivo lavoro (ad esempio, due giorni il padre ed un giorno la madre, anche in coincidenza con uno dei giorni del padre).

Il Diritto ai permessi è riconosciuto ai familiari dei lavoratori a condizione dell'esistenza dei seguenti requisiti:
scelta del disabile circa il lavoratore da cui farsi assistere;
assistenza sistematica, adeguata e costante rispetto alle esigenze della persona disabile al di fuori dell'orario di servizio. Resta a carico del dipendente interessato produrre dichiarazioni e documentazioni idonee a comprovare tale condizione .

dichiarazione resa sotto forma di autocertificazione che solo il dipendente beneficia dei permessi o ne beneficia in parte.(indicazione nella dichiarazione di tutti i parenti o affini del disabile che potrebbero beneficiare dei permessi con indicazione del datore di lavoro e della sede lavorativa);

mancanza di ricovero a tempo pieno in istituti specializzati del portatore di handicap salvo le seguenti eccezioni:
bambino di età inferiore ai tre anni;
coma vigile;
malato in fase terminale
le ultime due ipotesi devono essere certificate.

Il lavoratore ha diritto ai permessi in presenza dei precedenti requisiti anche nel caso in cui per il disabile sia previsto personale badante.
E' onere del dipendente provare il possesso dei requisiti sopra menzionati.

Si precisa che il dipendente non potrà prescindere, salvo i casi di comprovato impedimento, da un'attività di pianificazione con il proprio dirigente delle assenze relative a tali permessi, nonché l'indicazione della modalità di fruizione (permessi a ore oppure a giorni).

Qualora le persone da assistere siano più di una e non appartenenti allo stesso nucleo familiare vengono riconosciuti, pure allo stesso lavoratore, una pluralità di permessi; il cumulo dei benefici non può essere riconosciuto quando altre persone possano fornire l'assistenza o quando lo stesso lavoratore possa, per la natura dell'handicap, sopperire congiuntamente alle necessità assistenziali nel corso dello stesso periodo. Quando invece, la presenza del lavoratore sia disgiuntamente necessaria per l'assistenza di più persone con handicap, il cumulo dei permessi deve ritenersi garantito. E' onere del richiedente dare dimostrazione dell'esistenza dei presupposti per il cumulo dei permessi e facoltà del datore di lavoro procedere alle opportune verifiche.

Iter procedurale: Il dipendente interessato ai permessi deve presentare istanza agli uffici competenti con l'indicazione del familiare da assistere unitamente a:
documentazione medico-legale, in originale o copia autentica, che comprova la gravità dell'handicap del familiare;
dichiarazione ai sensi del DPR 28/12/2000 n. 445 , attestante il possesso dei requisiti prescritti.

L'Amministrazione dovrà effettuare i relativi controlli sulle autocertificazioni rese dal dipendente, specificando le conseguenze di accertamenti dai quali emergano false dichiarazioni.

Trattamento economico: Intera retribuzione.






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