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La FPCGIL Medici su "Speciale 2011, le aspettative della sanità" di Quotidiano Sanità

 
(www.quotidianosanità.it) Archiviato un anno giudicato dai più negativo, anche se prodromico di nuove iniziative importanti, si avvia un 2011 altrettanto difficile per le categorie della sanità. Almeno a leggere i commenti raccolti da Quotidiano Sanità tra i principali stake holders del settore. Il bilancio 2010 e le aspettative per il nuovo anno di: Cassi, Cozza, Gigli, Lala, Mandelli, Silvestro, Testa e Troise (prima puntata).
 
Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici
La contrattazione aziendale sarà la chiave di volta del 2011
Ci lasciamo alle spalle un anno negativo, ma non privo di segnali positivi. Il primo è il successo della Vertenza Salute che ha visto la quasi totalità dei sindacati medici uniti in difesa del Ssn. Un'esperienza fortemente positiva che si è ripetuta con la battaglia sulla certificazione online per scongiurare alcuni degli aspetti più negativi della legge.
Positivo è stato anche lo stop al testo sul governo clinico, che conteneva elementi molto critici e avrebbe completamente distrutto la legge sull'intramoenia. Soddisfazione anche per il nuovo Statuto dell'Onaosi e la possibilità per i contribuenti di eleggere i propri rappresentanti, nonostante una parte sia ancora disegnata dagli Ordini.
La Fp Cgil Medici ha inoltre condotto, insieme a tutta la Cgil, la battaglia in difesa della legge 180 riuscendo a fermare un testo di riforma che avrebbe peggiorato il sistema di assistenza psichiatrica.
Apprezzabile è stato anche l'impegno del ministro Fazio che, al contrario di altri ministri, ha avviato un confronto positivo con i sindacati ed è intervenuto ripetutamente in difesa del servizio sanitario pubblico.
Altrettanto numerosi sono stati però gli aspetti negativi del 2010. Anzitutto la manovra economica con il blocco dei contratti e il congelamento degli stipendi. E poi la Riforma Brunetta, che svuota la contrattazione nel Pubblico Impiego e rimette tutto in mano al potere politico.
Negativa anche l'approvazione del Collegato Lavoro, che oltre a rendere più facili i licenziamenti e infliggere un ulteriore colpo alla contrattazione, introduce il pensionamento a 70 anni impedendo lo sviluppo professionale dei medici che non hanno posizioni apicali e la stabilizzazione dei precari. Proprio per i precari, auspichiamo che il 2011 porti dei risultati. Qualche segnale arriva già da alcune Regioni, come Lazio, Campania e Sicilia, ma c'è ancora molto da fare.
Punteremo poi ai tavoli di contrattazione integrativa. In mancanza di una contrattazione nazionale, infatti, la contrattazione aziendale diventa di fondamentale importanza per apportare dei correttivi alle condizioni di lavoro dei medici, anche in materia di organizzazione e attribuzione degli incarichi.
Rimarremo vigili sul federalismo affinché garantisca un fondo sanitario nazionale adeguato e avvii un percorso di ottimizzazione e responsabilizzazione delle Regioni.
Infine, il 2011 sarà un anno importante per portare a compimento il sistema di previdenza complementare per i medici, particolarmente importante per i giovani medici e il loro futuro pensionistico.




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