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Circolare sui certificati on line, Brunetta assolve i medici. Permangono criticità su pronto soccorso e mancata copertura finanziaria.

 
Dichiarazione di Massimo Cozza, segretario nazionale FPCGIL Medici
e di Nicola Preiti, coord. naz.le FPCGIL Medici Medicina Generale

La nuova Circolare del Ministro Brunetta sulla trasmissione telematica dei certificati di malattia
finalmente riconosce, anche con il nostro contributo, che se il sistema non funziona non è colpa dei
medici, che potranno essere sanzionati solo se si rifiutano di trasmettere on line.
Il Ministro si è anche reso conto di non poter attuare la certificazione di malattia on line da solo con
proclami da Palazzo Vidoni e nella Circolare riconosce il ruolo determinante delle Regioni e dei
sindacati per dare gambe al progetto. Persistono però importanti criticità sul pronto soccorso e la
mancata copertura finanziaria.
La questione del pronto soccorso viene affrontata in modo superficiale in quanto si parla solo di
contestualità della certificazione di malattia on line. Per noi, come rivendicheremo ai tavoli
regionali, il medico non può avere nessun aggravio di lavoro in una situazione già altamente
disagiata per chi vi opera e per gli stessi cittadini.
Così come si evidenziano i problemi del call center, delle guardie mediche, delle visite domiciliari e
degli studi dei medici di famiglia privi di un efficace sistema telematico. In tutte queste situazioni
si riconosce la priorità dell'assistenza al cittadino e si consente la certificazione cartacea senza
sanzioni.
Non è poi definito nella Circolare a chi spetta l'onere di mettere a disposizione gli strumenti tecnici
e le apparecchiature necessarie alla certificazione in ogni struttura e presidio pubblico. Si parla solo
genericamente della "attiva collaborazione ed iniziativa di tutti gli enti istituzionalmente coinvolti".
Anche le Circolari, come le leggi, necessitano della copertura finanziaria. Il Governo non si può
sottrarre dalla responsabilità di finanziare il sistema, altrimenti si rischia il naufragio viste le
condizioni finanziarie delle Regioni.
Il Ministro Brunetta, infine, prende atto - come previsto dal "Collegato Lavoro" - che anche i 14
milioni di lavoratori privati dovranno obbligatoriamente rivolgersi ai medici del servizio sanitario
nazionale per la certificazione di malattia. Un ulteriore impegno per la sanità pubblica.
Siamo comunque pronti ad affrontare tutti i problemi ancora aperti con il Ministro Brunetta e con le
Regioni.

 



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