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Comunicato

 
 



In data odierna abbiamo esperito il tentativo di conciliazione presoo il Ministero del Lavoro, a seguito della proclamazione unitaria dello stato di agitazione e della dichiarazione di sciopero, basata sui tre punti di vertenza, ovvero il pagamento delle competenze accessorie arretrate e l'esigibilità degli accordi relativi alle progressioni economiche e ai passaggi di area.
Sul primo punto l'Amministrazione ha confermato che sono in corso le procedure di registrazione e contabilizzazione dei fondi presso gli Organi di controllo. Al riguardo abbiamo sottolineato che la pur necessaria tempestiva retribuzione di quanto dovuto non elimina il problema ed abbiamo chiesto un impegno preciso e formale all'Amministrazione al fine di regolarizzare le procedure contabili dando carattere di certezza e continuità alla retribuzione nei tempi congrui.
Sul secondo punto, seppur prendendo atto della volontà dell'Amministrazione ad addivenire ad una ipotesi di accordo, che verrà discussa domani nella sua fase conclusiva, venendo incontro alle richieste da noi avanzate, abbiamo sottolineato che per noi la vera fase conclusiva è la registrazione degli Organi competenti (Funzione Pubblica e Mef) dell'accordo stesso. Pertanto sino a quella data la questione rimane punto di vertenza.
Sul terzo punto abbiamo registrato le profonde differenze di impostazione rispetto al comportamento che l'Amministrazione ha deciso di tenere nel prosieguo delle procedure: noi riteniamo che una proposizione di un ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza che ha invalidato i bandi 2009 sia un atto che prolunga indefinitamente i tempi ed espone ad ulteriori contenziosi, ledendo il diritto dei lavoratori che sono nelle condizioni di certezza giuridica all'accesso al processo di riqualificazione sin dall'anno 2007.
In ogni caso abbiamo ribadito la necessità che questa procedura si concluda al più presto, garantendo il diritto alla riqualificazione del personale interessato.
Infine la condizione pregiudiziale che abbiamo posto come condizione complessiva ad una possibile conciliazione è un incontro con il Ministro, dal quale scaturisca un preciso impegno politico alla piena applicazione degli accordi contrattuali e ad una forte limitazione ai tentativi di incursione sul tavolo Mibac da parte di soggetti estranei ed interessati al conflitto ideologico con le Organizzazioni Sindacali.
Per questo abbiamo chiuso la riunione in modo interlocutorio, riconvocandoci per il 4 luglio, perido nel quale verificheremo la volontà della controparte a chiudere in modo positivo la vertenza.
Pertanto continua lo stato di agitazione e restano confermate tutte le iniziative unitarie di protesta programmate.
Roma, 31 maggio 2011
 
 
FP CGIL MIBAC
Claudio Meloni

 
 


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