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Osservazioni sulla bozza degli schemi dei decreti GOM, Uspev e Nic.

 
 

Nella giornata odierna le organizzazioni sindacali del Cartello maggioritario, che raccoglie oltre il 55% dei consensi del personale di Polizia penitenziaria, hanno incontrato i Vertici dell'Amministrazione Penitenziaria.
Le scriventi sigle hanno aderito alla convocazione del Capo del Dipartimento, presenziando all'incontro solo per "senso di responsabilità" nei confronti del personale del Corpo.
Una partecipazione contingentata, limitata esclusivamente alla consegna di un documento elaborato congiuntamente e che si allega a margine di queste poche righe di preambolo.
La nostra è stata una scelta sindacale ponderata e condivisa.
L'assordante silenzio in cui sembra essere precipitata l'Amministrazione Penitenziaria in relazione alle problematiche rappresentate ci ha indotto ad assumere una diversa condotta.
Alla nostra ferma decisione di interruzione delle trattative con l'Amministrazione Penitenziaria, il Capo del Dipartimento ha fatto seguire dei timidi segnali di apertura.
Ma le parche rassicurazioni del dott. Ionta non sono state né sufficienti né, tantomeno, esaustive.
Con la consegna delle osservazioni sugli schemi dei decreti relativi alla determinazione degli organici e delle modalità di accesso al Gruppo Operativo Mobile, all'Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza ed al Nucleo Investigativo Centrale, le compagini del Cartello hanno contestualmente comunicato all'Amministrazione Penitenziaria, ed a Ionta in primis, l'inizio di una stagione di protesta che prenderà le mosse con una manifestazione congiunta calendarizzata per la metà del mese di settembre, che investirà sia il Dipartimento sia il nuovo inquilino di Via Arenula.
Un dissenso, quello nostro, che intendiamo calare anche in periferia: è al vaglio una potenziale ipotesi di separazione dei tavoli di contrattazione dalle sigle non aderenti al Cartello anche a livello regionale.
Questa concezione di politica dell'Amministrazione non ci piace; essa non è volta a curare gli interessi generali del servizio e con essi la tutela della condizione dei lavoratori.
Sinora la politica di gestione messa in campo, è stata capace di raccogliere disaccordo piuttosto che quella collegialità necessaria, nel rispetto delle parti in causa.
Nostro malgrado, i primi ad essere informati delle condizioni di lavoro delle donne e degli uomini in divisa blu, che indefessi lavorano nelle carceri italiane, sarà l'opinione pubblica, la coscienza del nostro Paese.

Roma, 25 luglio 2011


        OSAPP            SiNAPPe            UGL            CISL FNS            CGIL FP            FSA-CNPP
   (L. Beneduci)      (R. Santini)    (G. Moretti)     (P.Mannone)        (F. Quinti)          (G. Di Carlo)


 


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