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CRITICITA' FRONT-OFFICE DELLA DP DI FIRENZE E POSIZIONI ORGANIZZATIVE DELLA DIREZIONE REGIONALE

In questi ultimi giorni si sono svolti due incontri sindacali: uno presso la Direzione Provinciale richiesto da tutte le OO.SS. rappresentative e uno presso la Direzione Regionale richiesto dalla Rsu.
Partiamo dalla situazione più critica, che è quella dei front-office degli uffici territoriali della Direzione Provinciale.


                                           FRONT OFFICE DIREZIONE PROVINCIALE

Ormai da settimane l'insistenza dell'utenza ha assunto dimensioni notevoli rendendo il lavoro degli sportelli più oneroso. Abbiamo richiesto adeguati cambiamenti organizzativi per affrontare al meglio il flusso di cittadini e nuove intese con le associazioni di categoria e i professionisti per implementare l'utilizzo delle piattaforme informatiche al fine di ridurre l'incidenza sui front-office.
L'amministrazione garantisce che presto la riorganizzazione degli uffici territoriali renderà il lavoro più agevole, con una maggiore turnazione agli sportelli (strumento che ci sembra più che utile, necessario) e che appronterà una serie di soluzioni "comunicative" per disincentivare l'affluenza ai front-office.
Staremo a vedere, ma le risposte dell'Amministrazione ci sono sembrate un po' deboli: non vorremmo che lo sforamento costante degli orari di apertura al pubblico, fino alle ore 14,00 a volte (come nel giorno della riunione, il 26 luglio a Santa Caterina), fosse considerato come una caratteristica fisiologica dei front-office e che configurasse surrettiziamente l'ampliamento di fatto dell'apertura al pubblico di decine di minuti al giorno.
O si cambia registro prima possibile o si verificheranno tutte le strade sindacali per tutelare il diritto dei cittadini a ricevere un servizio adeguato e quello delle lavoratrici e dei lavoratori a lavorare proficuamente e con serenità!



                                  POSIZIONI ORGANIZZATIVE DIREZIONE REGIONALE


In Direzione Regionale è stata fornita l'informativa sulle nuove posizioni organizzative e sulla composizione dei nuovi team e reparti.
La Rsu si è rammaricata con il Direttore Regionale perché non ha svolto personalmente i colloqui dei candidati alle posizioni organizzative e di responsabilità ex art. 18 al fine di conoscere meglio i propri collaboratori, la loro professionalità e la loro motivazione. Il Direttore Regionale ha motivato la sua scelta a ragione della complessa struttura a più livelli dirigenziali della Direzione Regionale, che renderebbe poco agevole la scelta dei colloqui individuali, ma ha preso nota delle argomentazioni di parte sindacale, che ha ritenuto condivisibili.
Per quanto riguarda la composizione dei team e dei reparti, ci è stato fornito su richiesta il relativo documento con allegati, datato 29 giugno.
Detto documento, di cui le parti sindacali non erano mai state informate preventivamente, come vorrebbero le norme contrattuali e che la Rsu aveva richiesto formalmente, era stato pubblicato sull'intranet regionale.
Peccato che nessuno degli impiegati l'avesse mai "incrociato" sul sito intranet e se lo cercaste oggi non lo trovereste sulla directory "Personale", ma già nell'archivio delle notizie di giugno: insomma una caccia al tesoro che non ci fa granché piacere, ma molto pensare su trasparenza e rispetto dei ruoli.
In alcuni casi l'attuale composizione dei nuovi team o reparti sembra non essere aderente alle norme contrattuali, perché inferiore alla consistenza minima: bene che la Direzione provveda a colmare il gap, non vorremo dover verificare che le posizioni di coordinamento e di responsabilità possano esistere anche senza attività di coordinamento e responsabilità.





                               CRISI ECONOMICA, CONTRATTAZIONE E FINANZIARIA

Scontiamo, ma questo è sotto gli occhi di tutti, l'ipocrisia di questa fase della vita economica e sindacale: c'è chi con vista lunga ha denunciato l'arrivo della crisi economica sin dal 2008, quando il governo vedeva nell'esplosione della bolla dei mutui subprime solo il drammatico effetto di una stranezza tutta statunitense, c'è chi in coerenza ha lottato per difendere la contrattazione e il ruolo e il prestigio dei dipendenti pubblici e ha denunciato le contraddizioni e l'inutilità della riforma Brunetta.
C'è chi, al contrario, ha pensato che negando la crisi si potesse "scollinare" e chi prima ha avallato la cancellazione della contrattazione, salvo poi gridare allo scandalo di fronte alla mano libera della politica sulla P.A. e sulla dirigenza pubblica e di fronte alla macelleria sociale che travolge i ceti medio-bassi con più di due milioni di addetti della P.A. senza alcun aumento stipendiale fino al 2017 (diconsi duemiladiciassette).

L'autunno sarà caldo, dice. Prepariamoci!



                                                                                         p. FP CGIL Firenze
                                                                                            Dato - Majeli



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