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C.C. Civitavecchia N.C. - Urgente e non più ulteriormente rinviabile il rinforzo di organico di Polizia Penitenziaria

 Roma, 3 Agosto 2011
 

Al Direttore Generale
del Personale e della Formazione
dott. Riccardo Turrini Vita
e, per conoscenza,
Al Capo del Dipartimento A.P.
Pres. Franco Ionta
 
                            Al vice Capo vicario del Dipartimento A.P.
                            Dott. Emilio di Somma
                           
                            All'Ufficio del Capo del Dipartimento
                            Ufficio per le Relazioni Sindacali
                            dott.ssa Pierina Conte
 
Al Provveditore Regionale A.P. Lazio
dr.ssa Maria Claudia Di Paolo
 
Alla Segreteria Regionale FP Lazio
 
ROMA
 

Alla Direzione della casa Circondariale N.C.
                                     
Al Segreteria territoriale FP CGIL
 
Ai Delegati e Iscritti Fp Cgil Polizia Penitenziaria
 
CIVITAVECCHIA

 

 OGGETTO: C.C. Civitavecchia N.C. - urgente e non più ulteriormente rinviabile il rinforzo di organico di Polizia Penitenziaria.-
 

Egregio Direttore,
 

immaginiamo sia noto anche a codesta Direzione generale che per ragioni di politica penitenziaria interne a codesta amministrazione sia stato deciso di aprire presso la Casa circondariale di Civitavecchia - con irragionevole fretta a nostro giudizio -, altre due sezioni di detenuti A.S.3. oltre a quella già presente.
 

In proposito, oltre all'inopinato aumento dei carichi di lavoro individuali e alle pesanti implicazioni di natura organizzativa che ricadranno sul residuo personale di Polizia Penitenziaria rimasto ancora disponibile in servizio, anche considerato il piano ferie in atto, ciò che preoccupa fortemente la scrivente O.S. è che nel quadro più generale di una perdurante grave carenza di personale codesto Dipartimento abbia scelto di disporre il trasferimento di detenuti A.S.3 - che da notizie informali sembra peraltro essere imminente - prima che siano terminati i lavori di ristrutturazione delle due sezioni e, soprattutto, in assenza di un congruo numero di unità di Polizia Penitenziaria di rinforzo; un supporto che riteniamo indispensabile a garantire la sicurezza dell'istituto, quella del particolare servizio affidato e, soprattutto, la piena esigibilità dei diritti contrattuali del personale coinvolto, già oggi messi in discussione in funzione della grave emergenza penitenziaria in atto nel Paese.
 

Da questo punto di vista, se questa è la decisione assunta, reputiamo indispensabile invitare codesta Direzione generale a distaccare il personale necessario - stimato in non meno di venti unità - in quell'istituto penitenziario prima dell'apertura delle predette sezioni, da scegliere tra quello che ha già manifestato l'intenzione di essere trasferito a domanda alla Casa circondariale di Civitavecchia, aderendo all'interpello per il piano di mobilità nazionale annuale promosso da codesta amministrazione centrale ovvero, se del caso, anche a promulgare con la massima celerità un interpello straordinario tra il personale di Polizia Penitenziaria in servizio in tutti gli istituti e servizi penitenziari del Paese.
 

Siamo certi che non potrà sfuggire a codesto Dipartimento il grande impegno che viene attualmente profuso dagli operatori di polizia per fronteggiare le criticità che il forte sovraffollamento della struttura penitenziaria di Civitavecchia, al pari di altre realtà parimenti gravate, impone; come pure, auspichiamo, lo sforzo da loro compiuto per compensare la grande carenza di personale che a tutt'oggi caratterizza l'organico reso disponibile all'amministrazione locale.
 

Allo stesso modo, però, v'è la necessità impellente che la Direzione generale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria dimostri con atti concreti la propria vicinanza agli operatori in servizio presso quell'istituto, garantendo pari impegno nel predisporre gli adeguati e immediati piani di intervento strutturali richiesti, capaci di sostenere il cambiamento radicale imposto a quella realtà, il miglioramento delle condizioni di lavoro dei poliziotti e il rispetto dei loro diritti contrattuali.
 

Per quanto ci riguarda, se opportunamente coinvolti, siamo fin da subito pronti ad offrire il nostro solito e responsabile contributo al tavolo di confronto, come del resto abbiamo sempre fatto e siamo abituati a fare quando l'amministrazione che abbiamo di fronte dimostra responsabilità e adeguata sensibilità istituzionale.
 

Se, però, anche questi ultimi presupposti vengono meno, è bene che si sappia che la scrivente O.S. è pronta, come peraltro ha già avuto modo di anticipare al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria in un recente incontro al tavolo sindacale nazionale, a scendere in piazza nel mese di settembre per difendere i diritti degli operatori rappresentati.
 

Restiamo in attesa di cortese urgente riscontro.
 

Cordialmente

Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
                                                                                                                Francesco Quinti           



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