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Giustizia: "Far West negli appalti, il Ministro Palma non si occupa del rispetto dei contratti e della sicurezza delle trascrizioni degli atti processuali". Comunicato stampa Fp-Cgil, Fiom-Cgil e Filcams-Cgil

 
Da anni il Parlamento discute di intercettazioni e l'attuale maggioranza blatera di fughe di notizie. In tutto questo sembra che nessuno conosca davvero il funzionamento del sistema di trascrizione e fonoregistrazione degli atti giudiziari, gestito dal Ministero della Giustizia con appalti al massimo ribasso e senza garanzie sulle condizioni di lavoro di centinaia di operatori impegnati in questa attività.

Dopo numerose sollecitazioni e una nota congiunta inviata al Ministro Francesco Nitto Palma da Fp-Cgil, Fiom-Cgil e Filcams-Cgil, con l'intento di ottenere clausola sociale e rispetto dei Contratti collettivi nazionali di lavoro nel prossimo bando di appalto, la scorsa settimana il Ministro ha fatto sapere, tramite il suo staff, che non ci sarebbe stato alcun incontro e che a quei lavoratori l'amministrazione non è interessata in quanto non rientrano nel suo organico.

Parliamo di una galassia di appalti che il Ministero non controlla e che rappresenta un'enorme zona grigia. Aziende che licenziano liberamente, non pagano per mesi gli stipendi, non applicano i contratti e utilizzano centinaia di lavoratrici e lavoratori che spesso operano da remoto, ovvero dalle proprie abitazioni, con contratti parasubordinati e in condizioni di precarietà che agevolano il dumping contrattuale e mal si conciliano con la sensibilità dei dati trattati.

Non verificando le condizioni di lavoro di chi offre un servizio così delicato per il sistema giustizia e non pretendendo dalle società appaltanti il rispetto di leggi e contratti, il Ministro Nitto Palma non solo viene meno agli obblighi di legge che sono in capo al suo Dicastero in qualità di stazione appaltante ma, allo stesso tempo, dimostra di non essere per nulla preoccupato dei rischi che questo sistema dissestato comporta per la sicurezza dei dati degli uffici giudiziari.

Da un lato, con le ultime manovre economiche varate dal Governo, si tagliano quasi 300 milioni di euro al sistema giustizia. Dall'altro, una massa enorme di informazioni sensibili viene gestita da società che sfruttano il lavoro dei propri dipendenti e, in questo modo, non garantiscono che questi dati vengano trattati con la dovuta accortezza.

Sorge una domanda: non c'è forse una contraddizione tra i proclami relativi al disegno di legge sulle intercettazioni e la poca attenzione del Ministro della Giustizia sul tema della sicurezza dei dati relativi agli atti giudiziari?

Roma, 25 ottobre 2011

 


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