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Legge di Stabilità: tagliati i ricorsi per i medici ex specializzandi, ma non ci arrendiamo

 
La Legge di Stabilità prevede la drastica riduzione dei tempi di prescrizione per il mancato recepimento delle direttive comunitarie, penalizzando decine di migliaia di medici, ex specializzandi negli anni 83 -91, che rischiano così di perdere ogni risarcimento per il mancato pagamento della frequenza alle scuole di specializzazione.

Tutti gli emendamenti sono stati infatti ritirati, compresi quelli soppressivi del comma taglia-ricorsi promossi dalla Fp-Cgil Medici. È stato approvato comunque un ordine del giorno bipartisan a firma De Lillo-Bassoli, che impegna il Governo a considerare la prescrizione decennale a decorrere dal recepimento degli obblighi comunitari.

La Legge di Stabilità, fissando in cinque anni dal verificarsi del fatto i nuovi tempi di prescrizione,  prova ad annullare il principio fissato dalla Cassazione, che aveva emesso sentenze basate su un tempo di prescrizione decennale a partire dalla data di recepimento delle direttive comunitarie, il 27 ottobre 1999.

Una perdita di decine di migliaia di euro per ciascun medico, a cui si aggiunge il rischio, dopo aver sostenuto spese legali per processi lunghi anche più di dieci anni, di esser costretti a restituire i soldi ottenuti dopo la sentenza di primo grado.

"Si tolgono ai medici i diritti sanciti dall'Europa - ha dichiarato Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici - e conquistati con le sentenze della Cassazione. E' l'ennesimo tributo che si vorrebbe far pagare ai medici, già duramente colpiti da tutte le precedenti manovre, e contro il quale continueremo la nostra battaglia".

"Ma non ci arrendiamo e a questo punto - ha affermato Nicola Preiti, promotore per la Fp-Cgil Medici del ricorso per gli ex specializzandi - valuteremo la possibilità di rivolgerci agli organismi europei, senza escludere il ricorso alla Corte di Giustizia Europea, per far valere il diritto al giusto risarcimento, trattandosi di una scelta legislativa incompatibile con le normative comunitarie. Si prolungherà così il contenzioso, paradossalmente con un maggiore costo per lo Stato".
 
Roma,  11  novembre 2011



 


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