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Maxiemendamento: Maroni indifferente sul licenziamento di 650 lavoratori degli sportelli immigrazione. Comunicato stampa di Antonio Crispi, Segretario Nazionale Fp-Cgil

 
Un delicatissimo servizio del Ministero dell'interno in materia di immigrazione rischia di vedere ridimensionata la propria capacità di erogazione di una prestazione a favore dei cittadini extracomunitari e dei cittadini italiani che sul lavoro degli immigrati fanno affidamento.

Nel maxiemendamento in corso di approvazione non c'è traccia di un intervento diretto al rinnovo dei contratti in scadenza il 31 dicembre prossimo di 650 lavoratori a tempo determinato che svolgono, ormai da 8 anni, in maniera esclusiva la propria attività lavorativa agli Sportelli Unici per l'Immigrazione presso gli U.T.G ed agli Uffici Immigrazione delle Questure.

Il Ministero non ha voluto reperire le risorse necessarie ad assicurare la copertura di una spesa per il rinnovo dei contratti per dei lavoratori che garantiscono con professionalità i diritti di cittadinanza nel nostro Paese e non ha presentato alcun emendamento in tale senso.

Nell'impellenza di tagliare le spese nel settore pubblico sotto il commissariamento della Unione Europea si colpisce quello che non è uno spreco ma una risorsa da valorizzare e rendere, invece, stabile proprio per la delicata funzione svolta che è e deve restare pubblica.

Il Ministro Maroni al suo ultimo atto ha mostrato tutta la sua indifferenza alle sorti di 650 lavoratori e del servizio erogato da importanti strutture del Ministero.

La FP-CGIL non accetta tale ridimensionamento e avvierà tutte le iniziative possibili, confrontandosi anche con le altre organizzazioni sindacali confederali, affinché il nuovo governo si assuma la responsabilità di operare un'azione di giustizia garantendo il servizio attraverso la proroga dei contratti e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Roma, 11 novembre 2011

 
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