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Veneto: Incontro regionale sulle modifiche all'orario di lavoro

  

Venezia, 15 novembre 2011
 

Oggi si è tenuto in DRE del Veneto l'incontro sulle proposte di modifica all'orario di lavoro a seguito dell'Informativa data alle OO.SS. nazionali nello scorso aprile, della nota della DC personale del 19 settembre e del successivo Protocollo d'intesa sulla sperimentazione dell'orario di apertura al pubblico nelle grandi aree metropolitane del 14 ottobre.
 
La DR, in premessa, ha confermato il, carattere informativo dell'incontro, confermando la titolarità della trattativa in capo alle Direzioni Provinciali ed alle OO.SS. territoriali ed alle RSU delle diverse sedi, secondo quanto previsto dal CCNL. Ha peraltro comunicato che, secondo le prerogative proprie del Direttore regionale, è stato deciso:
 
 - che dal 1 febbraio 2012 l'orario di servizio di tutti gli uffici del Veneto, salvo eventuali e temporanee deroghe per specifiche necessità individuate e stabilite dallo stesso Direttore regionale, sarà dalle 8.00 alle 18.30.
Tale decisione è perentoria e non è prevista alcuna successiva trattativa per modificarla;
 - Che sono stati individuati gli uffici di Venezia 1 e 2, Padova 1 e 2, Verona 1 e 2 e Treviso che, collocandosi in province con oltre 300mila abitanti dovranno garantire un'apertura al pubblico di almeno 30 ore settimanali con orario continuato per almeno due giorni e per almeno 6 ore di apertura pomeridiana;
 - Che gli uffici di Vicenza 1 e 2, per le specifiche caratteristiche territoriali, dovranno garantire un'apertura al pubblico di almeno 26 ore settimanali e per almeno 6 ore di apertura pomeridiana;;
 - Che ANCHEgli Uffici di Belluno e di Rovigo dovranno garantire le 26 ore di apertura al pubblico;
 - Che al più presto saranno attivate le trattative nelle DP interessate.
 
È stato inoltre ribadito che orario di servizio ed orario di apertura al pubblico sono di totale competenza decisionale dell'Agenzia e che, di conseguenza, la disposizione non sarà argomento di contrattazione.
 
Appare evidente che, con tali presupposti, lo spazio di discussione è risultato oltremodo compresso, se non addirittura inesistente, per cui le immediate valutazioni delle OO.SS. sono state espresse sull'inutilità di un tavolo negoziale che non avesse altra possibilità se non quella di esprimere il proprio parere, che rimaneva però di fatto ininfluente.

 Come CGIL abbiamo dichiarato che solamente un sindacato ottuso poteva rifiutare pregiudizialmente un orario d apertura che favorisse i contribuenti o strumentalizzarlo per bassi scopi, ma che non è assolutamente accettabile che l'Agenzia proponga l'estensione dell'orario di sportello con le medesime persone e senza alcun rafforzamento degli organici. Che è impensabile oltre che irrazionale, immaginare un orario più ampio ma con un minor numero di sportelli aperti. Abbiamo denunciato che, le prospettazioni dell'Agenzia si ripetono quasi identiche ai vari livelli di contrattazione, dal nazionale in giù, promettendo evoluzioni organizzative che avranno effetti concreti solo tra un paio d'anni nelle previsioni più ottimistiche, e che gli Uffici Territoriali, soprattutto dopo la presunta riorganizzazione, si scontrano quotidianamente con una serie di emissioni di comunicazioni, di cartelle, di avvisi di accertamento da 36-ter e da 41-bis, oltre che a modifiche normative che richiedono assistenza specifica (ad es. la Cedolare secca) che vanificano qualsiasi tentativo di programmazione locale e che rendono pretestuosa qualsiasi proposta di modifica di orari di sportello. Tra l'altro, mentre per le Aree metropolitane è stata prevista una remunerazione aggiuntiva per il raggiungimento delle 32 ore di apertura al pubblico, nei sette UT regionali per i quali è prevista l'apertura per 30 ore, per il personale costretto a garantirle non vi è alcun incentivo.
La CGIL ha quindi evidenziato come le annunciate riduzioni di emissioni di notifiche ai contribuenti, quando pure ci fossero state, sono di fatto ininfluenti sulla pressione agli sportelli poiché comunque molto superiori alle reali capacità operative degli stessi. Inoltre, ha dichiarato che l'Agenzia, piuttosto che apprezzare i lavoro dei propri dipendenti e, al limite, chiederne la collaborazione, interviene pesantemente con modifiche peggiorative sulle condizioni di lavoro e di vita del personale in un momento in cui, al di là del periodo particolare dello stato del Paese, l'attacco al Pubblico Impiego secondo le modalità introdotte dal Governo, finalmente uscente, appare come l'unica soluzione ai problemi creati dall'Amministrazione stessa con le proprie inadempienze e disorganicità.
La CGIL ha quindi dichiarato di rifiutare le proposte presentate, se non verranno date in cambio in sede di decentrata, unica titolata alla trattativa, possibilità di migliorare le condizioni di lavoro, a fronte di richieste sempre più restrittive. Altrimenti, lo stato di agitazione del personale non potrà che assumere toni più alti.
 
Sulla stessa linea, per quanto con toni diversificati, sono stati i successivi interventi delle altre OO.SS. 
 
La DRE ha comunicato la propria disponibilità, tra lo scetticismo dei rappresentanti sindacali,a prendere in considerazioni proposte operative che consentano di ottemperare alle richieste della DC, e che contemporaneamente tentino di venire incontro alle esigenze del personale.
Ci è stato comunicata anche l'istituzione di un organismo dell'Agenzia che farà il tentativo (a nostro avviso arduo) di coordinare i tempi di emissione dei vari provvedimenti nei confronti dei contribuenti e dei periodi di informazione specifiche, così da diluire la pressione dei contribuenti agli sportelli, in un arco temporale più ampio.
 
A margine dell'incontro sono state date informazioni sulla prossima procedura di interpello per coprire cinque posizioni Art. 18, previste nell'organigramma regionale, per le quali non sono state individuate idonee professionalità nell'interpello precedente.
 
È stato illustrato il piano di programmazione del fabbisogno formativo per il 2012 con l'individuazione di una serie di argomenti che verranno poi proposti al personale.
A tale proposito abbiamo chiesto che sia riservata una quota del budgetassegnato ad argomenti non preventivabili ma fortemente probabili in seguito ai nuovi assetti governativi ed ai provvedimenti normativi urgenti che saranno presi e per i quali diverrà indispensabile una specifica formazione.
 
Infine, è stata data informazione sul due progetti di formazione: uno per i nuovi capi team, l'altro per sviluppare obiettivi e funzionalità degli Uffici, facendo dialogare tra loro i vari livelli organizzativi, al fine di migliorare il funzionamento degli Uffici stessi e, conseguentemente, aumentare il benessere organizzativo generale di tutto il personale.
 

          Per la CGIL-FP Veneto                               Per la CGIL-FP Veneto
Coordinamento delle Agenzie Fiscali    Delegazione Trattante AgenziaEntrate
              Carmine Ruocco                                        Agostino Di Maria



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