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Maltempo-Messina: nessuna calamità. Mancano prevenzione e progettazione - Comunicato stampa di Rossana Dettori, Segretaria Generale Fp-Cgil nazionale

 
Ci si è ormai assuefatti alle grave situazione di dissesto idrogeologico che attanaglia larghe aree del Paese. Sembra che il susseguirsi di tragedie, prima Genova e La Spezia, ora Messina ed il reggino, sia un fatto normale, un problema legato alla gente che vive in quei territori. Così succede che nessuno, a eccezione della magistratura, rivendichi l'accertamento delle responsabilità, prima di tutto di quelle politiche, che più nessuno chieda conto delle dichiarazioni e delle promesse assunte in occasione di analoghe tragedie.

Nel periodo 2008-2012 i tagli operati dal Governo Berlusconi ai fondi del Ministero dell'Ambiente sfiorano il 90% e i piani di intervento per affrontare l'emergenza idrogeologica, a cominciare dai territori recentemente colpiti dalle alluvioni, sono rimasti inattuati. La stessa sorte toccata ai fondi straordinari promessi per la tragedia di Giampilieri di due anni fa: dopo l'annuncio davanti alle telecamere dei tg nazionali, condito da pelosa commozione, una gelida nota della Ragioneria Generale dello Stato ne ha dichiarato la  "cancellazione".

Va cambiato approccio, a partire dalla programmazione e dalla prevenzione, da investimenti certi e dotazioni di personale idonee alla mole di lavoro. Il fatto che a soccorrere i cittadini messinesi, in un'area così vasta (oltre 30 km di lunghezza per 23 Comuni), con altre zone della provincia in allerta meteo, ci siano solo una cinquantina di uomini dei Vigili del Fuoco impegnati h24, e che in quelle condizioni di assoluta emergenza operino precari della Protezione Civile con contratti in scadenza al 31 Dicembre, da la dimensione del problema. Un numero francamente esiguo di uomini e mezzi, in una provincia ad alto rischio e con una lunga scia di tragedie alle spalle.

È l'assenza dello Stato, l'emergenza fai da te, che vanno superate e in fretta. Le immagini di studenti armati di vanga e mossi dalla solidarietà ci riempiono il cuore, ma ci parlano di un'Italia profondamente debole e diseguale, di uno Stato incapace di proteggere i propri cittadini.

Sono passati solo due anni dai fatti di Giampilieri, 31 morti e oltre 2000 sfollati, ma sembra che sia passato un secolo. Perché si parlasse del dramma della costa tirrenica della provincia di Messina c'è stato bisogno che si registrassero delle vittime. A volte l'indifferenza fa male più del fango.

Roma, 24 novembre 2011


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