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Lettera della S.G. al Ministro Cancellieri

 

Roma 25 Novembre 2011
 
                                                                                                    
                                                                                              AL MINISTRO DELL'INTERNO
                                                                                              Prefetto Anna Maria Cancellieri

  

Sig. Ministro,

vogliamo esprimere a lei i nostri auguri per l'incarico ricevuto di dirigere un Dicastero fondamentale come quello del Ministero dell'interno in una fase nella quale le condizioni politiche e sociali pongono fortemente il problema di una seria e reale riforma condivisa ed utile al Paese delle Pubbliche Amministrazioni.
Il Ministero da lei guidato, allo stato attuale, potrebbe essere interessato nella ridefinizione delle sue articolazioni territoriali alla luce delle riforme costituzionali che prevedono il superamento del sistema delle province, investendo quelle materie che sono oggetto delle missioni istituzionali del Ministero dell'interno.
Il tema della legalità e della sicurezza non può e non deve essere, a nostro avviso,   argomento di politiche esclusivamente di ordine pubblico ma affrontato anche come sistema di regole certe e trasparenti che garantiscano i diritti di cittadinanza nel nostro Paese.
Un rapporto con il territorio più snello ed efficace che permetta la costruzione di una rete diffusa delle diverse competenze dello Stato centrale in relazione alle esigenze dei cittadini.
La questione immigrazione che deve vedere attuate non solo iniziative di contenimento dei processi immigratori ma, in rapporto con altre istituzioni centrali e locali, anche politiche di integrazione e di status dei nuovi cittadini anche attraverso una innovazione della legislazione in materia di  cittadinanza.
Per adempiere a tali fondamentali compiti occorrono forti segnali di discontinuità con il passato che devono vedere necessariamente un forte investimento nel settore pubblico e nel lavoro pubblico in termini di risorse umane e finanziarie attraverso percorsi di ingresso nella Pubblica Amministrazione e di recupero del potere di acquisto dei salari.
Ed è in tale prospettiva che riteniamo utile rappresentarle alcune questioni che riguardano il personale dell'Amministrazione civile dell'interno.
Nella manovra di luglio/agosto proprio in relazione al progetto di riforma costituzionale di abolizione delle province, sono state previste norme attinenti la mobilità del personale interessato dalla riorganizzazione delle funzioni centrali sul territorio.
E' stato previsto, infatti, che alla soppressione di taluni uffici di altre Amministrazioni sarebbe seguita una mobilità forzata di personale su base regionale e, solo per il Ministero dell'interno, la mobilità avrebbe interessato l'intero territorio nazionale sulla base di esigenze individuate discrezionalmente dalla dirigenza senza alcuna possibilità di contrattazione.
Come può ben immaginare tali norme non possono essere condivise dalla Scrivente O.S., in quanto tali disposizioni investono non solo aspetti organizzativi e gestionali degli Uffici ma anche le condizioni materiali di lavoro e di vita di lavoratori che si vedono sempre più spesso ridurre il potere di acquisto delle proprie retribuzioni, sono sottoposti a procedimenti di valutazione che non hanno alcuna attinenza con le attività lavorative svolte e che incidono sulla costruzione del salario e che potrebbero diventare oggetto di processi di mobilità rispondenti a criteri non controllabili.
 A nostro avviso è necessario che le norme in questione vengano rimosse e la riorganizzazione delle dotazioni organiche degli Uffici venga affrontato con progetti condivisi   tutelando le esigenze dei lavoratori e quelle dell'Amministrazione.
L'efficienza dei servizi pubblici è argomento che questa O.S. ritene elemento fondamentale per la riorganizzazione di qualsiasi Ufficio, ed è per questo che, per quanto ci riguarda,  assume rilevanza la situazione in cui verseranno gli Sportelli Unici per l'Immigrazione e gli Uffici Immigrazione delle Questure dal 1 gennaio 2012.
Come è noto tali Uffici sono stati istituti per la regolarizzazione delle posizioni dei cittadini extracomunitari presenti sul territorio italiano e presso i quali sono impiegati 650 lavoratori a tempo determinato assunti con concorso pubblico nel 2008 e la cui scadenza del contratto è stabilita al 31 dicembre 2011.
Dal 1 gennaio prossimo si presenterà il problema di garantire servizi che fino ad oggi sono stati resi, con professionalità, da questi lavoratori verso i cittadini extracomunitari ed i cittadini italiani che sul lavoro degli immigrati fanno affidamento nonchè quello della perdita del posto di lavoro di 650 persone che da otto anni svolgono questa attività.
Fino ad oggi la regolarizzazione del  fenomeno immigrazione è stata affrontata con  la "decretazione emergenziale" delle ordinanze di protezione civile ricorrendo sempre più al lavoro precario.
Riteniamo questa scelta inaccettabile ed, invece, indispensabile la strutturazione degli Uffici  con dotazioni organiche certe al fine di assicurare un servizio di qualità e per questo è necessario che  i 650 lavoratori a tempo determinato vengano confermati nei loro contratti, avviando, altresì, il superamento delle norme che attualmente impediscono  processi di stabilizzazione.
Alla luce delle tematiche sopra esposte, le chiediamo, pertanto, l'apertura di un confronto che permetta di affrontare le questioni poste e ricercare le possibili soluzioni.
Nel restare in attesa di un riscontro, si porgono distinti saluti.

                                  La Segretaria Generale FP-CGIL
                                             Rossana Dettori
 

 

 

 
 


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