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Manovra-Sciopero: vi fareste operare in emergenza notturna da un 66enne ? Oltre un medico su 3 over 55, costretti ad operare anche di notte. Il 19 sciopero

 
La manovra del Governo Monti porterà i medici a lavorare fino ai 66 anni e in diversi casi anche oltre, con turni notturni sempre più frequenti a causa del blocco del turn over. La stessa manovra non affronta il nodo della stabilizzazione dei precari, penalizzando oltre 10mila giovani. Medici sempre più anziani dovranno continuare a fare gli stessi turni notturni in sala operatoria o in sala parto, nei reparti o nei pronto soccorso. Se reperibili, correre di notte per arrivare in meno di trenta minuti in ospedale per un'urgenza come quando avevano 30, 40 o 50 anni. Viene anche alzata l'asticella dei requisiti anagrafici per il lavoro usurante (da 59 anni a 62 nel 2012, 63 nel 2013, più un anno di attesa per la finestra) ma solo per coloro che svolgono almeno 64 turni notturni per almeno sette anni negli ultimi dieci di vita lavorativa.

Il conto annuale 2010 della Ragioneria Generale dello Stato fotografa già adesso un'età media elevata dei medici del Ssn: solo 678 medici oltre i 65 anni con l'attuale regime pensionistico, ma 9.341 tra i 60 e i 64 anni, 38.894 tra i 55 e i 65 anni, più di un medico su tre (34,91%), mentre i medici tra i 30 e i 40 anni sono 14.040 (12,60 %), poco più di uno su dieci.

"Oggi il lavoro del medico - afferma Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici - è molto più faticoso, per i turni più frequenti e più lunghi, con una crescente pressione psicologica per l'aumentato rischio di denunce. C'è un lento logoramento psicofisico che colpisce in modo maggiore i medici più anziani, che avrebbero bisogno di tempi di recupero maggiori senza essere costretti a turni notturni sempre più numerosi. E' equo costringere un medico a continuare con le guardie notturne dopo i 60 anni e chiudere la porta d'ingresso a migliaia di giovani medici? Un cittadino si farebbe operare di notte da medici di 66 anni forzati a rimanere in servizio?".

"Siamo in presenza di una tassa intergenerazionale, si chiedono sacrifici ai medici più anziani senza dar nulla alle giovani generazioni, le più colpite dalla crisi del sistema. Chiediamo - continua Cozza - un intervento che destini una parte delle risorse risparmiate con la stangata sui soliti noti, che secondo noi andrebbe comunque alleggerita, vedi l'allungamento dell'età pensionabile a importi più bassi e la decurtazione media di 250 euro per l'irpef regionale nella retribuzione di gennaio, per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani medici. Un patto intergenerazionale equo potrebbe vedere l'esenzione dai turni notturni per i medici più anziani, processi di stabilizzazione e superamento del blocco del turn over per assumere i giovani medici e garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini."

"Anche per cambiare queste norme - conclude Cozza - e per avere un tavolo di confronto con il Governo Monti, ad oggi inesistente, i medici parteciperanno allo sciopero nazionale del pubblico impiego di lunedì 19 dicembre 2011 indetto da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa."
 



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