1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione

Io Lavoro Pubblico

 
 
Consulta On line.
 
 

 
 
Esperto risponde.
 

 
 

 
 

 
 

 
 
 

 
Rassegna stampa.
 
Contenuto della pagina

News

Carceri-Polizia Penitenziaria: al via il confronto con la Ministra Severino. Comunicato stampa di Fabrizio Fratini, Segretario Nazionale Fp-Cgil e Francesco Quinti, Responsabile Comparto Sicurezza Fp-Cgil

 
Stamane si terrà il primo confronto tra le organizzazioni sindacali della Polizia  Penitenziaria e la nuova Ministra della Giustizia Paola Severino. Un appuntamento importante nel quale cercheremo di capire come la neo Ministra voglia portare avanti quanto anticipato alla stampa. Molte delle proposte che abbiamo letto vanno nella giusta direzione, incrociando le nostre rivendicazioni. Attendiamo di capire quale sia la strada che il nuovo Governo intende percorrere, ma le premesse ci fanno sperare in un cambio di rotta radicale rispetto alla precedente gestione.

Sono urgenti misure deflattive che diminuiscano le presenze in carcere, soprattutto per il transito dei detenuti in attesa di giudizio, 100mila uomini e donne che ogni anno trascorrono brevissimi periodi di detenzione ingolfando le carceri e aumentando a dismisura i carichi di lavoro della Polizia Penitenziaria per poi essere in gran parte assolti e scarcerati. Allo stesso modo vanno previste pene alternative come ad esempio la messa alla prova per gli incensurati direttamente nella fase processuale e, come proposto già dalla Ministra, fermi che permettano di evitare il trauma della carcerazione. La Fp-Cgil ha lanciato più di un anno fa le proprie "10 proposte per uscire dall'emergenza". Le presenteremo alla Ministra e cercheremo convergenze. Siamo aperti al confronto.

Vanno certamente affrontati alcuni nodi mai sciolti: stanziamenti economici, edilizia penitenziaria, dotazioni organiche e mezzi in uso alla Polizia Penitenziaria. Ma bisogna andare oltre. Vanno rimosse alla radice alcune delle ragioni dell'esplosione delle presenze, leggi liberticide come la Bossi-Fini sull'immigrazione e la Fini-Giovanardi sulle droghe, vere e proprie norme sulla reclusione del disagio, e i vari sciagurati pacchetti sicurezza. Bisogna sforzarsi affinché il sistema penitenziario ritorni a occuparsi del recupero e del reinserimento sociale dei detenuti, con particolare attenzione alla qualità e alla sicurezza del lavoro nelle carceri, perché oggi sono luoghi di tortura per chi vi è recluso e per chi vi lavora.
 
Roma, 23 Dicembre 2011  



  1. Stampa
 

Lavoro Pubblico