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Emilia Romagna: No alle modifiche unilaterali dell'orario di lavoro - Comunicato

Ci vengono segnalate iniziative unilaterali da parte di alcuni dirigenti finalizzate a introdurre diverse e nuove articolazioni dell'orario di lavoro, senza alcun confronto con le OO.SS. e le RSU, come invece previsto dall'informativa nazionale dell'Agenzia che aveva elevato il confronto in materia al rango di contrattazione.
 
Rammentiamo che come FP CGIL non abbiamo firmato il "PROTOCOLLO D'INTESA RELATIVO ALLA SPERIMENTAZIONE DEL NUOVO ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO NEGLI UFFICI TERRITORIALI DELLE GRANDI AREE METROPOLITANE", firmato invece a livello nazionale da altre organizzazioni sindacali, perché, ancorché sperimentale, eravamo consapevoli dei rischi e dei pericoli che i dipendenti corrono a causa dei vincoli posti dalla Direzione Centrale: apertura anticipata dei front-office, aumento delle ore di apertura degli sportelli, previsione di un orario continuato di apertura al pubblico, riduzione della flessibilità in entrata e in uscita e così via.
Il protocollo d'intesa del 14 ottobre 2011, riguardante la sperimentazione dei nuovi orari nelle grandi aree metropolitane (Roma - Napoli - Torino - Milano) è stato preceduto da un'informativa nazionale alle OO.SS. del mese di aprile 2011 sulla disciplina dell'orario di lavoro e dalle disposizioni del Direttore Centrale del Personale del 19 settembre 2011.
 
In molti territori sono state avviate trattative, subito interrotte, perché fortemente condizionate dalla direttiva nazionale sull'orario di lavoro che incide pesantemente su una materia riservata alla contrattazione locale.
Nel nostro sito sono presenti numerosi documenti e verbali di assemblea del personale che spiegano le ragioni della nostra contrarietà a cambiamenti che peggiorano le condizioni di vita dei lavoratori.  
 
Per la FP CGIL l'orario di lavoro non è materia da trattare in maniera autoritaria. Il vigente CCNL demanda espressamente alla contrattazione integrativa di livello locale la definizione delle modalità di attuazione dell'orario flessibile, tenendo conto "sia delle esigenze di servizio sia delle esigenze del personale" (art. 36 comma 1 CCNL). Auspichiamo l'apertura di trattative corrette, trasparenti e attente alle esigenze dei lavoratori. L'adozione di provvedimenti unilaterali, soprattutto in assenza di effettive e comprovate esigenze di servizio, non solo potrebbe non portare quei benefici che l'amministrazione si attende da modifiche dell'orario non condivise, ma ci troverebbe pronti ad intraprendere tutte le iniziative a tutela dei lavoratori.
 
Bologna, 10 dicembre 2012
                                                                FP CGIL - Emilia Romagna
                                                                  Coord. Reg.le Agenzia E



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