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Intersindacale scrive a Governo e Regioni sul Patto per la Salute

 
ANAAO ASSOMED - CIMO-ASMD - AAROI-EMAC - FP CGIL MEDICI - FVM - FASSID - CISL MEDICI - FESMED - ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI - UIL FPL FEDERAZIONE MEDICI - SDS SNABI - AUPI - FP CGIL SPTA - SINAFO - FEDIR SANITA' - SIDIRSS - FIMMG - SUMAI -SNAMI - INTESA SINDACALE - SMI - FIMP - CIMOP - UGL MEDICI FEDERSPECIALIZZANDI

 
Al Prof. Renato Balduzzi Ministro della Salute
Al Dott. Vasco Errani
Coordinatore Presidenti delle Regioni
Ai Presidenti delle Regioni e Province autonome
Agli Assessori alla Salute delle Regioni e Province autonome

LORO E-MAIL
Prot. n. 18/2012/snrm
Roma 24 gennaio 2012

Oggetto: PATTO DELLA SALUTE

Il sistema sanitario italiano rappresenta non solo un agglomerato di spesa ma un grande contenitore di competenze professionali ed innovazioni tecnologiche, che può fare da volano essenziale per la stessa crescita. Oggi la filiera della salute produce, con la più alta concentrazione di occupati, circa il 12% del PIL, con una spesa inferiore alla media dei paesi industrializzati e numerosi indicatori positivi. Eppure, mai come oggi è palpabile una situazione di disagio diffuso e di malessere dei professionisti che quotidianamente operano nelle aziende sanitarie, tenuti ai margini dei processi decisionali, derubricati a mero fattore produttivo da contenere e controllare più e prima degli altri. Tanto da concepire l'esodo pensionistico quale unica via di uscita da una condizione professionale sempre più difficoltosa e da un sistema che scarica su di loro diverse contraddizioni di gestione.
Le condizioni di lavoro diventano sempre più gravose e rischiose a causa della carenza di risorse umane a fronte di una domanda crescente,e sempre più complessa, e di un contenzioso legale che, in attesa di un provvedimento legislativo che dorme nei cassetti da tre anni, alimenta una preoccupante deriva verso una costosa ed inappropriata pratica di medicina difensiva. Le manovre economiche del 2010-2011, compreso il decreto salva-Italia, hanno prodotto in ospedali e studi medici una miscela esplosiva che aspetta solo un detonatore per esplodere.
La necessità di mantenere livelli adeguati di tutela della salute attraverso un Servizio Sanitario Nazionale "universale", "equo" e "solidale", insieme con la coesione sociale ed organizzativa in un Paese in cui le differenze tra le Regioni ormai interessano la stessa efficacia e sicurezza delle cure, ci appare oggi, ancora e più che mai, un obiettivo irrinunciabile. Difficile da centrare senza il rispetto e la valorizzazione del lavoro che svolgiamo tutti i giorni e tutte le notti per rispondere a domande e bisogni dei cittadini, la affermazione di principi di trasparenza e merito professionale in un nuovo modello di governo clinico, una rilettura dei processi produttivi alla luce della appropriatezza contro sprechi ed inefficienze.
Un nuovo patto per la salute non può, perciò, limitarsi ad un incontro istituzionale. La sostenibilità non solo economica del servizio sanitario richiede un vero patto sociale che recluti le intelligenze e le competenze dei professionisti agli obiettivi che si intendono raggiungere senza negare le prerogative della contrattazione.

Eppure, mai come oggi è palpabile una situazione di disagio diffuso e di malessere dei professionisti che quotidianamente operano nelle aziende sanitarie, tenuti ai margini dei processi decisionali, derubricati a mero fattore produttivo da contenere e controllare più e prima degli altri. Tanto da concepire l'esodo pensionistico quale unica via di uscita da una condizione professionale sempre più difficoltosa e da un sistema che scarica su di loro diverse contraddizioni di gestione.
Le condizioni di lavoro diventano sempre più gravose e rischiose a causa della carenza di risorse umane a fronte di una domanda crescente,e sempre più complessa, e di un contenzioso legale che, in attesa di un provvedimento legislativo che dorme nei cassetti da tre anni, alimenta una preoccupante deriva verso una costosa ed inappropriata pratica di medicina difensiva. Le manovre economiche del 2010-2011, compreso il decreto salva-Italia, hanno prodotto in ospedali e studi medici una miscela esplosiva che aspetta solo un detonatore per esplodere.
La necessità di mantenere livelli adeguati di tutela della salute attraverso un Servizio Sanitario Nazionale "universale", "equo" e "solidale", insieme con la coesione sociale ed organizzativa in un Paese in cui le differenze tra le Regioni ormai interessano la stessa efficacia e sicurezza delle cure, ci appare oggi, ancora e più che mai, un obiettivo irrinunciabile. Difficile da centrare senza il rispetto e la valorizzazione del lavoro che svolgiamo tutti i giorni e tutte le notti per rispondere a domande e bisogni dei cittadini, la affermazione di principi di trasparenza e merito professionale in un nuovo modello di governo clinico, una rilettura dei processi produttivi alla luce della appropriatezza contro sprechi ed inefficienze.
Un nuovo patto per la salute non può, perciò, limitarsi ad un incontro istituzionale. La sostenibilità non solo economica del servizio sanitario richiede un vero patto sociale che recluti le intelligenze e le competenze dei professionisti agli obiettivi che si intendono raggiungere senza negare le prerogative della contrattazione.
I livelli di assistenza sanitaria sono, a nostro parere, inscindibili dai livelli organizzativi delle strutture ospedaliere e territoriali e la definizione degli standard dimensionali ed organizzativi della spesa sanitaria non può prescindere dalla individuazione di livelli organizzativi minimi. Necessari anche per assicurare la coerenza della medicina ospedaliera con la riorganizzazione delle cure primarie e della prevenzione.
Se il patto per la salute non si traduce in un nuovo compromesso sociale tra Stato e Professionisti, e se Stato e Regioni non aprono linee di confronto e di credito con loro, i risultati saranno prevedibilmente scarsi e la sanità continuerà a rincorrere di manovra in manovra le ragioni della propria sopravvivenza acuendo il disagio dei cittadini.
Per questo chiediamo al Ministro della Salute ed al Presidente della Conferenza delle Regioni di consentirci di esprimere valutazioni sulle aree tematiche di nostro interesse che possano arricchire i contenuti del Patto.

Distinti saluti.

Costantino Troise ANAAO ASSOMED
Riccardo Cassi CIMO ASMD
Vincenzo Carpino AAROI-EMAC
Massimo Cozza FP CGIL MEDICI
Aldo Grasselli FVM
Alessandra Di Tullio FASSID
Biagio Papotto CISL MEDICI
Carmine Gigli FESMED
Raffaele Perrone Donnorso ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI
Armando Masucci UIL FPL FEDERAZIONE MEDICI
Alberto Spanò SDS SNABI
Mario Sellini AUPI
Lorena Splendori FP CGIL SPTA
Antonio Castorina SINAFO
Antonio Travia FEDIR SANITA'
Franco Socci SIDIRSS
Giacomo Milillo FIMMG
Roberto Lala SUMAI
Angelo Testa SNAMI
Massimo Cozza, Roberto Lala,
Mauro Mazzoni, Biagio Papotto INTESA SINDACALE
Salvo Calì SMI
Giuseppe Mele FIMP
Fausto Campanozzi CIMOP
Ruggero Di Biagi UGL MEDICI
Daniele Indiani FEDERSPECIALIZZANDI

 



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