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Sulla chiusura delle Province bisogna fare chiarezza: Entriamo nel merito. Bene iniziativa UPI con Consigli Provinciali aperti il 31 gennaio. Comunicato stampa FP CGIL Lombardia

Il cosiddetto Decreto "Salva Italia" (DL 201/2011) di sicuro non salva le Province che, con l'art. 23, di fatto vengono cancellate, o meglio svuotate.
Il DL prevede di mantenere soltanto un Consiglio Provinciale e un Presidente, eletti non più dai cittadini ma dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia interessata, con funzioni di indirizzo politico e di coordinamento (materie e limiti saranno stabiliti da legge statale o regionale) di questi stessi Comuni. L'esatto contrario dell'autonomia. E con sentore di conflitto d'interessi: il controllato controlla il controllore...
 

Le Province attualmente svolgono funzioni di primaria importanza: dalla manutenzione delle strade alla formazione professionale, dal collocamento al lavoro agli interventi per l'edilizia scolastica, dall'agricoltura ai controlli ambientali (aria e rifiuti), per nominarne alcune. Gli attuali dipendenti, con le risorse finanziarie e strumentali seguirebbero, secondo il decreto,  le funzioni trasferite a Regioni e Comuni; mentre presso i Consigli rimarrebbe personale strettamente di supporto.
 

"Si può demandare di colpo ai singoli comuni funzioni di questo tipo? - commenta Mavì Gardella, Segretaria FP CGIL Lombardia Responsabile del Comparto Autonomie Locali - Quegli stessi comuni su cui di continuo si fanno ricadere nuovi servizi, quegli stessi comuni ingessati in un Patto di stabilità che sempre più è freno per lo sviluppo e la corretta gestione del territorio? E le Regioni come affronteranno il tema delle nuove funzioni a loro demandate? Occorre invece prima riprendere il concetto di 'funzione pubblica' - prosegue la sindacalista -, intesa come quei compiti che per la loro rilevanza devono essere necessariamente svolti dalla Pubblica Amministrazione, e poi si deve stabilire quali siano le funzioni da far svolgere a ciascun livello di governo. Deve essere ripreso e discusso il 'Codice delle Autonomie'. Un'operazione complessa a cui devono partecipare anche le parti sociali, perché le conseguenze delle scelte operate ricadranno sulla collettività. Altrimenti l'unico risultato sarà l'esternalizzazione di funzioni, la diminuzione dei controlli sul territorio, la riduzione delle tutele (con aumento del disagio) dei cittadini. Apprezziamo in tal senso l'iniziativa dell'UPI di aprire i Consigli Provinciali il 31 gennaio".
 

Florindo Oliverio, Segretario Generale FP CGIL Lombardia, dichiara: "Ancora una volta ci troviamo di fronte all'inadeguatezza di provvedimenti che mostrano mancanza di visione. Con la cancellazione delle Province e una riduzione dei costi della politica tutta da verificare aumenteranno i costi sociali a carico degli utenti dei servizi. Da tempo chiediamo al governo di aprire un confronto vero sulla riorganizzazione utile delle Amministrazioni pubbliche. A partire dalle conoscenze e dall'esperienza concreta di chi fino a oggi ha fatto funzionare i servizi è possibile passare dalla politica del fare senza progetto a quella del fare per rafforzare e aumentare la civiltà del paese. Per questo le lavoratrici e i lavoratori pubblici, a partire da quelli delle Province, possono diventare i protagonisti di una nuova stagione di rilancio dei servizi pubblici. Il progetto per il quale siamo impegnati in queste settimane chiedendo il voto ai nostri candidati nel rinnovo delle RSU".
 

Milano, 27 gennaio 2012
 
 



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