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CDM approva Testo Unico sulla tutela salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Comunicato n. 74 - 13 aprile 2007 - MINISTERO DELLA SALUTE
Il Consiglio dei Ministri approva il nuovo "Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro". Turco: una riforma di "civiltà": lavorare, senza morire e in salute


Il nuovo "Testo unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro", predisposto dai Ministri del Lavoro e Previdenza Sociale e della Salute e approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, rappresenta una pietra miliare nella lotta agli infortuni sul lavoro e alle morti bianche che ancora oggi presentano un tragico bilancio di oltre mille morti all'anno (i casi di morte sul lavoro sono stati 1250 nel 2006, su un totale di 1 milione di infortuni e nei primi 2 mesi del 2007 si sono verificati 144 infortuni mortali e 132.972 infortuni).
La novità maggiore dell'impianto normativo del disegno di legge, da cui scaturiranno appositi decreti delegati del Governo per la definizione di dettaglio delle norme in materia di prevenzione e lotta agli infortuni, è senza dubbio quella di aver introdotto tra i suoi obiettivi principali anche la lotta al lavoro sommerso e irregolare che è tra le cause primarie degli incidenti e degli infortuni e dove le stesse condizioni di salute dei lavoratori sono spesso scarsamente tutelate o del tutto ignorate.
Si estendono infatti i campi relativi alla salute e alla sicurezza poiché le nuove norme riguarderanno tutti i settori, tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, indipendentemente dalla qualificazione del rapporto di lavoro che li lega all'imprenditore.
"E' una riforma di civiltà che punta a garantire che si possa lavorare senza morire e in salute in qualsiasi realtà lavorativa. Per questo - specifica il Ministro Livia Turco - oltre al lavoro subordinato, sarà finalmente tutelato con specifiche misure anche il lavoro flessibile e autonomo. Particolare attenzione - aggiunge - viene riservata ad alcune categorie di lavoratori come i giovani, gli extracomunitari, i lavoratori avviati con i cosiddetti contratti interinali, e per alcune lavorazioni in relazione alla loro pericolosità, come ad esempio quelle svolte nei cantieri. La legge responsabilizza inoltre in modo significativo le aziende che dovessero ricorrere a sub appalti, introducendo norme volte a ricondurre la responsabilità della sicurezza, e quindi degli eventuali infortuni, all'azienda appaltante e non più solo a quella sub appaltatrice. Questo aspetto è particolarmente significativo perché ben l'85% degli infortuni con esito mortale avviene proprio nell'ambito dei sub appalti dove le attuali leggi non sempre riescono a risalire alle effettive responsabilità".
Altro aspetto centrale è rappresentato dalle cosiddette politiche "premiali" che andranno a vantaggio delle aziende che sapranno ridurre in modo consistente gli infortuni nelle proprie attività (aspetto che verrà definito con apposita successiva normativa nelle forme e negli incentivi per esempio priorità nell'assegnazione di appalti).
Verranno inserite inoltre misure di semplificazione (accorpamento e semplificazione degli adempimenti delle scadenze fiscali e contributive), specie per le piccole e per le medie imprese, e sarà previsto il miglioramento del collegamento delle reti informatiche di Enti ed Istituzioni.
Nel Testo approvato verrà anche valorizzato il ruolo della bilateralità tra datore di lavoro e organizzazioni sindacali nella definizione degli aspetti organizzativi e in materia di piani per la sicurezza, anche quale necessario supporto ai datori di lavoro per l'adempimento degli obblighi di sicurezza per il miglioramento delle tutele negli ambienti di lavoro e un ruolo fondamentale sarà affidato alla formazione come strumento di prevenzione e di tutela.
E' infatti previsto l'inserimento della materia della salute e sicurezza sul lavoro nei programmi scolastici e universitari nei percorsi di formazione finalizzati alla sensibilizzazione e alla informazione dei giovani.
"Una riforma - ha sottolineato il Ministro Turco - che interverrà tra i lavoratori e le lavoratrici per la promozione della salute, non solo nei luoghi di lavoro, ma anche rispetto alle condizioni di vita dei cittadini e delle cittadine".



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