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Ansa-scheda/ sanita':per 20mila medici visite strutture private stime cgil su intramoenia allargata; solo toscana tutto pubblico

 
    (ANSA) - ROMA, 6 MAR - Circa 20mila medici, uno su quattro
dei camici bianchi del servizio sanitario nazionale, praticano
la libera professione fuori dalle mura delle strutture
pubbliche. E' una stima elaborata dalla Cgil medici, secondo cui
a optare per l'esclusivita' del rapporto di lavoro con il Ssn e'
il 95% dei professionisti, anche se poi chi esercita
effettivamente anche la libera professione, in regime appunto di
intramoenia, e' ''solo'' il 50%.
   In termini assoluti, i medici del Ssn sono circa 105mila di
cui solo circa 5mila (il 5%) optano per il rapporto non
esclusivo. Dei circa 100mila medici che invece optano per
l'esclusiva (percependo un'indennita' mensile che varia dai 178
euro lordi per un neoassunto ai 1.300 euro lordi dei direttori
di struttura complessa, gli ex primari) secondo la Cgil sono
appunto circa 50mila quelli che praticano oltre all'attivita'
nel servizio pubblico anche l'attivita' libero professionale, e
di questi una percentuale tra il 40 e il 50%, circa 20mila
appunto, quelli che praticano l'intramoenia allargata, cioe'
fuori dalle strutture pubbliche.
   La libera professione intramoenia 'allargata' era stata
pensata come regime 'transitorio' per permettere alle Regioni di
adeguare le strutture, regime che di proroga in proroga e'
arrivato fino al 30 giugno 2012, termine ultimo stabilito dal
Milleproroghe da poco approvato dal Parlamento.
   Ma ad oggi, dopo la sua introduzione nel '99 e la sua
regolamentazione con la legge 120 del 2007, l'intramoenia
'pura', cioe' la libera professione esercitata dentro le
strutture pubbliche, si registra solo in Toscana (e nella
provincia autonoma di Bolzano), dove tutti i medici visitano a
pagamento i pazienti all'interno delle strutture pubbliche,
mentre ci sono Regioni che pure le strutture le hanno adeguate,
come ad esempio la Liguria o le Marche, dove sono comunque
moltissimi i camici bianchi che si spostano nello studio privato
(rispettivamente, secondo la Cgil, otto medici su dieci in
Liguria, e sei su dieci nelle Marche, tra quelli che esercitano
anche la libera professione).
   Esempi 'virtuosi' di adeguamento alla legge si possono
riscontrare anche in Emilia Romagna e Veneto dove solo il 5% di
chi fa intramoenia 'esce' da Asl e ospedali, o in Lombardia dove
uno su 5 visita nello studio privato. Mentre in Sicilia pratica
la libera professione il 35% circa dei medici, e di questi uno
su due lo fa negli studi privati.
   Tra le Regioni con il maggior numero di camici bianchi che
affianca al lavoro pubblico anche l'attivita' privata il Lazio e
il Piemonte, con il 70% dei medici, dei quali esercitano fuori
dalle strutture pubbliche rispettivamente l'80 e il 60%. (ANSA).

 



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