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          RIFORMA PROTEZIONE CIVILE: 
     dalla S.P.A. all'accisa sui carburanti.

 

Nel corso degli ultimi mesi, la FP CGIL VVF si è impegnata in un lungo confronto politico sulle tematiche relative alla Protezione Civile e sulla necessità di riformare un sistema che non si è mai sviluppato, sin dall'istituzione del servizio nazionale, in coerenza con gli schemi immaginati e presupposti dal legislatore molti anni addietro.
 
Sembrano ormai passati decenni dal tentativo di trasformazione di una struttura dedita alla prevenzione e alla gestione delle calamità naturali in un ente appaltatore di opere pubbliche e grandi eventi, eppure, meno di due anni fa, abbiamo dovuto sostenere un duro scontro terminato con il ritiro del decreto che sanciva la nascita della "Protezione Civile Servizi Spa", grazie anche alla ferma presa di posizione della nostra organizzazione sindacale.
 
Successivamente, dopo l'insediamento del Governo Monti è affiorata di nuovo l'ipotesi di collocare in una diversa sede istituzionale il Dipartimento di Protezione Civile.
 
Tale manovra è palesemente apparsa come l'ennesima ed estemporanea invenzione politica, finalizzata ai soliti giochi di palazzo su cui, senza alcun indugio, abbiamo espresso il nostro parere contrario allo scopo di poter avviare una discussione sulla gestione di una più vantaggiosa delega in materia di soccorso, a favore del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, interessando tutti i diversi soggetti che concorrono all'attività di protezione civile nel Paese.
 
Purtroppo, oggi, il tema delle risorse rappresenta il fulcro intorno al quale si sta concretizzando il nuovo modello organizzativo del Servizio nazionale di protezione civile presentato e approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri n. 23 del 13 aprile 2011.
 
Infatti, tra i punti più salienti del testo di modifica illustrato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, innanzitutto, emerge la possibilità di delegare al solo Ministro dell'Interno le funzioni di promozione e coordinamento delle attività di Protezione Civile che, comunque, restano assegnate in capo al Dipartimento della Protezione Civile.
 
Tuttavia, la decisione di reintegrare obbligatoriamente il fondo spese impreviste attraverso le maggiori entrate derivanti dall'aumento dell'accisa sui carburanti e di trasferire la flotta antincendio della protezione civile al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, mantenendo il centro operativo aereo unificato alle dipendenze della Presidenza del Consiglio, lasciano trasparire la volontà e l'esigenza di contenere i costi e diminuire le spese di gestione di una struttura dalle dimensioni elefantiache.
 
Per quanto ci riguarda, potremo esprimere un giudizio, seppur timidamente positivo, sull'esito di questa operazione, in funzione di un tangibile miglioramento del ruolo svolto dai Vigili del Fuoco nel sistema integrato di protezione civile, unicamente nel caso in cui dovesse essere affidato al Corpo Nazionale il coordinamento e la competenza complessiva in materia di spegnimento degli incendi boschivi.
 
Naturalmente, per evitare che l'onere complessivo della su accennata attività operativa gravi totalmente sulle possibilità economiche delle Regioni, responsabili nella prevenzione e il monitoraggio del territorio, riteniamo imprescindibile individuare specifiche risorse finanziarie finalizzate anche alla definizione delle dotazioni organiche necessarie.
 
Infine, pur condividendo il pensiero del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, riguardo i valori del volontariato di protezione civile, della solidarietà e della sussidiarietà, intesa come capacità da parte delle associazioni di sostenere le istituzioni e la cittadinanza, contrasteremo decisamente ogni azione diretta al superamento delle funzioni integrative proprie di questo ruolo dal momento che, in un periodo di crisi e di tendenziale limitazione dello stato sociale, potrebbe rivelarsi molto alto il rischio di un utilizzo strumentale del volontariato come sostitutivo del lavoro e dei servizi pubblici.
 
Per tali ragioni, consideriamo prioritario il nostro impegno a mantenere un'attiva e costante pressione nei confronti dei maggiori gruppi politici affinché vengano apportate, durante l'iter parlamentare della riforma, le opportune modifiche per consentire al Corpo Nazionale di ottimizzare il coordinamento generale delle attività legate al soccorso tecnico urgente e alle operazioni di protezione civile in pieno concorso con le Istituzioni Locali.
 
In tal senso, non riteniamo ancora chiuso il confronto sul Regolamento degli uffici dirigenziali periferici del CNVVF poiché quella discussione rappresenta la chiave di volta per chiarire definitivamente l'eterno dilemma sulla direzione operativa delle componenti di protezione civile presenti sul territorio.

Alleghiamo, di seguito, i documenti relativi all'argomento oggetto di discussione.

 
 
 

Il Coordinatore  Nazionale FP CGIL VVF
Mario MOZZETTA

 



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