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Fp-Cgil, Flc-Cgil. Lavoro Pubblico: 23 aprile presidio a Piazza Vidoni con Susanna Camusso

 
23 aprile presidio per il lavoro pubblico, per i diritti dei cittadini. Dalle ore 9,00 in Piazza Vidoni i lavoratori pubblici e della conoscenza. Comunicato stampa congiunto Fp-Cgil ed Flc-Cgil

"Se licenziano il lavoro pubblico, licenziano i diritti dei cittadini", questo lo slogan del presidio indetto da Fp-Cgil e Flc-Cgil per il 23 aprile prossimo a Palazzo Vidoni, sede del Ministero della Funzione Pubblica. Al presidio nazionale, che inizierà alle ore 9:00, interverranno lavoratori pubblici e della conoscenza, i Segretari generali di Fp ed Flc, Rossana Dettori e Domenico Pantaleo, e la Segretaria generale della Cgil Susanna Camusso.

Le due categorie del lavoro pubblico della Cgil chiederanno il rinnovo dei contratti, il rilancio della contrattazione integrativa, il ripristino di un sistema di relazioni sindacali democratico e partecipato, lo sblocco delle assunzioni, la fine del precariato attraverso la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, l'abrogazione della legge Brunetta, la definizione di regole condivise sulla mobilità, la modifica del nuovo sistema pensionistico.

Dopo anni di tagli pesantissimi ai servizi pubblici e ai settori della conoscenza, i provvedimenti del Governo Monti su pensioni, liberalizzazioni, mercato del lavoro e fisco non hanno affrontato la crisi dei settori pubblici. Se il Governo pensa di introdurre ulteriori forme di flessibilità in uscita nelle pubbliche amministrazioni, la reazione sarà durissima.

Al Paese servono servizi pubblici efficienti, in grado di sostenere i più deboli, i giovani, i pensionati, le famiglie, un sistema pubblico di formazione e ricerca in grado di competere e sostenere prospettive di sviluppo. Bisogna tornare a parlare di sviluppo per tornare a crescere.
 
Roma, 19 Aprile 2012

 

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Presidio il 23 Aprile a Palazzo Vidoni - Nota di Rossana Dettori, Segretaria generale FP CGIL Nazionale

"Se licenziano il lavoro pubblico licenziano i diritti dei cittadini" è lo slogan della
manifestazione-presidio che abbiamo indetto, insieme alla FLC, per lunedì prossimo davanti al Ministero della Funzione Pubblica; uno slogan che prova a riassumere, sinteticamente come d'uso, il senso profondo della nostra mobilitazione.

La strettoia entro la quale, ancora una volta, qualcuno vuole far passare il lavoro pubblico è fra le più complicate degli ultimi tempi: da una parte l'agenda politica del governo Monti, fatta di iniquità, di pseudoriforme che riducono i diritti del lavoro e quelli di cittadinanza, di una ormai insostenibile pressione fiscale, tutta scaricata su lavoro dipendente e pensioni e, dall'altra, il permanere di un quadro già devastato da anni di leggi finanziarie sbagliate, di blocco delle retribuzioni e dei contratti di lavoro, di precariato, di riduzione dei finanziamenti per le pubbliche amministrazioni, di abbassamento dei sistemi di welfare, di controriforme.

Si può scegliere in che modo provare ad attraversare questa strettoia: ci si può provare, come qualcuno ha fatto in passato, continuando ad orientare la propria azione ad una semplice riduzione del danno, comunque a scapito dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, dei loro salari, della loro condizione materiale già duramente colpita, oppure si può confermare, rilanciare, perseguire, rappresentare il bisogno di aprire immediatamente una nuova fase nella quale si:

 
  • rimetta al centro del confronto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro quale elemento di valorizzazione del lavoro pubblico, rafforzando la contrattazione integrativa
  • aumentino le retribuzioni provando a recuperare il potere d'acquisto perso in questi anni
  • riformi davvero la pubblica amministrazione cancellando le leggi Brunetta e rilanciando il ruolo dei servizi pubblici
  • dispieghi un piano di seri investimenti finalizzati all'estensione dei diritti di cittadinanza
  • superi il precariato e si stabiliscano forme di lavoro stabili e funzioni certe
  • si sblocchi il turn over e si proceda al rilancio del lavoro pubblico attraverso un piano occupazionale credibile


Insomma si può scegliere.

Il buon senso ci dice che dalla crisi, da questa crisi, si esce realizzando azioni di equità e di giustizia sociale rafforzando il sistema pubblico e quello di protezione sociale, rilanciando il lavoro pubblico ed il sistema dei diritti ad esso legato.

Questo il (buon) senso della nostra manifestazione/presidio del 23 Aprile.

Non si può licenziare il lavoro pubblico perché così si licenzia l'idea democratica di un Paese che non intende rassegnarsi ad una politica di accordi (magari separati) tesi alla.....mera  riduzione del danno.

La Segretaria Generale Fp Cgil
Rossana Dettori


Roma, 17 aprile 2012

 




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