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Sentenza a Bergamo: sanzionati gli straordinari dei medici per carenze d'organico

Lo straordinario effettuato dal dirigente medico per coprire le carenze
di organico, e non legato al raggiungimento degli obiettivi concordati,
è sanzionato con il riconoscimento del compenso orario. Questo
l'importante risultato raggiunto dalla Fp-Cgil Medici di Bergamo, che ha
sostenuto i ricorsi di alcuni medici dell'Azienda Ospedaliera Bolognini
di Seriate. Dopo che per anni hanno prestato servizio presso i reparti
di Pediatria e Patologia Neonatale accumulando ore di lavoro
straordinario al di là di quanto contrattualmente previsto (in alcuni
casi superando anche le duemila).
Nel marzo 2009 l'Ufficio Vertenze della Fp-Cgil di Bergamo ha aperto le
procedure per il ricorso legale dopo il diniego alla corresponsione
economica da parte della direzione aziendale. Ora la sentenza favorevole
di primo grado. Per il giudice la eccessiva quantità di ore utilizzate è
verosimilmente servita all'azienda per sopperire a carenze di organico e
non per raggiungere gli obiettivi concordati con i medici per aumentare
qualitativamente i servizi, come il contratto nazionale prescrive.
Purtroppo è stato riconosciuto il diritto al pagamento solo delle ore
maturate negli ultimi 5 anni di incarico, decadendo dopo tale periodo il
diritto alla retribuzione. Anche per questo gli uffici vertenze della
CGIL suggeriscono di aprire i contenziosi tempestivamente.
"La vicenda delle colleghe dell'Ospedale di Seriate - dichiara Sonia
Ribera, segretaria regionale della Fp-Cgil Medici Lombardia ˗ mette in
luce la situazione insostenibile di molti operatori della sanità
lombarda che, per garantire l'erogazione delle prestazioni necessarie ai
cittadini, sono costrette a lavorare ben oltre l'orario di lavoro
contrattuale".
Per Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp-Cgil Medici, "questa
sentenza ha valore per l'intero Paese proprio mentre si parla di
ulteriori tagli alla sanità. La politica dei tagli riduce i servizi e le
prestazioni ai cittadini, obbligando i medici ad operare aumentando i
rischi clinici. Il caso di Bergamo purtroppo non è isolato. Nelle
regioni sottoposte a piani di rientro la situazione è perfino più
drammatica".
 



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