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CCIAA e spending review - Prime considerazioni

Il decreto legge 6 luglio 2012 n. 95 all'art. 14 "riduzione delle spese di personale" prevede esplicitamente  anche per le CCIAA il "regime vincolistico assunzionale" analogo a quello delle altre PP.AA., ovvero:
-          dal 2012 fino al 2014, assunzioni nel limite del 20%;
-          dal 2015  il limite sale al 50%;
-          dal 2016 il reintegro completo del personale cessato;
-          per il 2012 la norma si applica con l'entrata in vigore  del decreto.
 

Le misure, come precisa la relazione di accompagno al decreto, nel caso delle CCIAA non producono un risparmio sui saldi della finanza pubblica, ma sono disposizioni strumentali al raggiungimento di obiettivi di contenimento della spesa corrente delle CCIAA. Le CCIAA si finanziano con risorse proprie.
Relativamente agli altri provvedimenti previsti dal decreto, le CCIAA non sembrano essere considerate nell'art. 2 "riduzione delle dotazioni organiche", né in quanto previsto nel titolo IV "Razionalizzazione e riduzione della spesa degli Enti Locali", mentre rientrano nelle norme generali di contenimento della spesa della P.A., qualora non avessero già provveduto,  ovvero  art. 1 "acquisto beni e servizi", art. 3 "patrimonio pubblico e locazioni", art. 4 "liquidazione e privatizzazione di società pubbliche", art. 5 "riduzione di spese" (auto blu, buoni pasto, ferie, incarichi di studio e consulenza), art. 8 " riduzione spesa" (informatizzazione).
Le CCIAA, in quanto Autonomie funzionali, sono entrate, peraltro, in  un processo di riordino con la Legge n. 23 del 5 febbraio 2010. Riordino che ha istituzionalizzato il "Sistema camerale", composto da Unione Nazionale, Unioni regionali, CCIAA, aziende speciali che ha previsto all'interno del sistema la possibilità di forme di coordinamento di funzioni a livello nazionale e regionale nel rispetto delle esigenze territoriali. Non a caso il Presidente di Unioncamere, nella relazione alla 135ª Assemblea dei presidenti  delle CCIAA il 6 luglio  di questo anno relativamente ad un nuovo modello organizzativo  del Sistema camerale, ipotizza che le 105 CCIAA non necessariamente debbono fare tutte "le stesse cose e allo stesso modo". Perché alcune funzioni sono più efficienti quando seguono economie di scala. Per altre è meglio adottare economie di rete; per cui la dimensione delle Camere non può essere pensata in funzione al territorio, alla popolazione e al numero dei comuni "ma deve essere funzionale alle logiche della comunità imprenditoriale di cui è espressione". Ovvero, si può ipotizzare un nuovo modello organizzativo che mantenga "il presidio territoriale" e standardizzi "una serie di procedure" attraverso la tecnologia "per guadagnare efficienza e liberare risorse". "In questo quadro la dimensione della Camera deve essere quello che serve meglio alle imprese. Se necessario le Camere potranno legare insieme più territori sul modello delle reti e dei distretti".
L'Unione  Nazionale sta da tempo lavorando su un nuovo modello organizzativo: nell'aprile di questo anno la Consulta dei Segretari Generali ha prodotto uno studio sulla centralizzazione di alcuni processi, i processi scelti sono quelli in cui si è ritenuto possibile un intervento di centralizzazione, ovvero quelli interni e di supporto, quali la tutela legale, la  gestione documentale, la comunicazione esterna, l'acquisizione e gestione delle risorse umane, ecc. La centralizzazione dei processi, secondo lo studio  citato, avrà come effetto una riduzione dei costi e una riallocazione di risorse umane/professionali in altri settori.
Per le CCIAA, la spending review si è aperta già da tempo prima del decreto 95/2012. Il processo di mutamento del modello organizzativo è in atto da tempo ed è su questo che come Centro Nazionale stiamo lavorando. Ed è per questo che pensiamo che sia importante rivitalizzare i Coordinamenti Regionali delle CCIAA ed aprire tavoli di concertazione con le unioni Regionali, se è possibile unitariamente, per concertare le politiche del Sistema camerale nel territorio, dati i nuovi compiti  di coordinamento, programmazione  delle funzioni  e confronto istituzionale con le Regioni che la Legge n. 23 del 2010 affida alle Unioni Regionali.
 
       Il Segretario Nazionale FP CGIL              Il Responsabile Nazionale CCIAA FP CGIL
               Federico Bozzanca                                      Marco Benedetti


 
 
 
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