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Ministero Interno: la posizione della CGIL sulle "convenzioni" universitarie

FPCGIL - Min. Interno

LA NOSTRA POSIZIONE SULLE "CONVENZIONI" UNIVERSITARIE


La Cgil non ha esitato ad esprimere una posizione fortemente critica verso le riforme del governo Berlusconi dedicate alla scuola e all'università, e l'attuale insoddisfacente realtà delle "convenzioni" dimostra ampiamente i danni a cui può portare l'estremizzazione del principio dell' "autonomia statutaria" delle istituzioni universitarie, specialmente quando questo principio è collegato ad una vocazione dell'istituzione più vicina ai valori dell'impresa, a cominciare dal profitto, piuttosto che ai valori scientifici, educativi, culturali.

Per queste ragioni non abbiamo esitato a giudicare immediatamente e pubblicamente, con un tratto di forte criticità - come testimoniato dal nostro comunicato del 17 novembre 2005, e dalle richieste avanzate al Capo Dipartimento Affari Interni e Territoriali con la lettera del 21 novembre - la vicenda delle "convenzioni", convinti che la legittima aspirazione del lavoratore al riconoscimento - anche didattico - della sua esperienza professionale debba avere, nel suo stesso interesse, una risposta seria e credibile, che difficilmente può essere data da istituzioni private portatrici di valori di parte (sul piano economico, e sul piano ideale) lontani dunque paradossalmente, e clamorosamente, dalla natura generale e antidiscriminante del servizio pubblico.

Meno che mai, potevamo inoltre condividere l'idea che fossero organizzazioni sindacali ad assumere, in prima persona, la gestione di queste iniziative, al punto da organizzare a pagamento attività formative finalizzate a sostenere esami universitari ...il sindacato è un'altra cosa, se diventa un'agenzia di servizi a pagamento perde la sua più autentica ispirazione ideale. Per questa ragione, spiace che alcune organizzazioni sindacali continuino ad addebitare la responsabilità delle convenzioni stipulate dall'Amministrazione al sindacato confederale: la Fp-Cgil mai le ha autorizzate, meno che mai stipulate, per la semplice ragione che non le condividiamo (va aggiunto, ad onor del vero, che chi ci accusa di questo sa di mentire, perché nessuna norma o contratto attribuisce al sindacato il potere di stabilire convenzioni che riguardano un ente della pubblica amministrazione, ed una università).

Quello che il sindacato invece può e deve fare, partendo dai valori che intende rappresentare, è contribuire alla costruzione di strumenti di valorizzazione - a scopo didattico-formativo - dell'esperienza professionale dei lavoratori, strumenti il più possibile culturalmente qualificati, accessibili su tutto il territorio nazionale, e caratterizzati da sostanziale omogeneità nella valutazione dell'esperienza professionale posseduta dal candidato, nella definizione del percorso didattico proposto, e nella quantificazione del contributo finanziario richiesto al candidato.

In questa prospettiva ci aiuta l'iniziativa del Ministro Mussi, che sta già lavorando ad una direttiva che stabilisce limiti all'autonomia universitaria nello stipulare convenzioni (iniziativa che risponde positivamente alle richieste del sindacato confederale, nel quadro del contrasto alla riforma Moratti che proprio la Cgil ha in questi anni coerentemente perseguito); ci aiuta l'iniziativa del Sottosegretario Pajno (delegato dal Ministro Amato agli affari del personale) che nell'incontro del 20 giugno scorso ci ha assicurato il proprio impegno a rivedere le convenzioni già stipulate; ci aiuta la nostra capacità di iniziativa, che ha già ottenuto l'allargamento delle convenzioni ad alcune università pubbliche, dislocate fuori dalla Capitale, e ora ottiene - con la firma dell'accordo sulla formazione per il 2006 - l'impegno dell'Amministrazione ad aprire entro il 30 ottobre un tavolo di trattativa per rivedere tutte le questioni relative alla formazione del personale dell'Amministrazione Civile. Sottolineiamo questa scadenza, a conferma di un impegno che poi - per la parte che riguarda la relazione tra formazione e riqualificazione - troverà compimento nel prossimo contratto integrativo di ministero, sul quale il confronto si aprirà dopo la stipula del CCNL parte normativa 2006-9 (che ci auguriamo avvenga entro il 2007).

In particolare, la nostra proposta sarà

  •  
  • Di affidare alla SSAI la regia di queste iniziative, da attuare sotto la supervisione del Capo Dipartimento, e nel confronto con una commissione paritetica di indirizzo (amm.ne, oo.ss., etc.) definita puntualmente nel nuovo accordo
  • Di stabilire nel confronto tra Amministrazione e organizzazioni sindacali (titolari del potere di contrattazione sul contenuto dei profili professionali) quale valore attribuire all'esperienza professionale, distinguendo tra posizioni economiche e profili professionali (vedi i profili del CCI), nel quadro delle direttive che darà il Ministro per l'Università, allo scopo di individuare parametri che poi divengano elemento di valutazione nei confronti delle proposte degli atenei
  • Di individuare - sempre nel confronto tra Amministrazione e organizzazioni sindacali - una fascia di costo compatibile con le condizioni medie del personale contrattualizzato dell'Amministrazione Civile, da utilizzare come parametro discriminante per l'adesione alle convenzioni.
  • Per quanto attiene la validità dei titoli conseguiti ai fini dei percorsi di riqualificazione (premesso che l'attuale quadro normativo stabilisce che la laurea "triennale" è requisito per l'accesso alle posizioni dell'area C, dunque alle funzioni direttive, mentre la laurea "magistrale" (3+2) è requisito per l'accesso alla dirigenza) proporremo nel nuovo contratto integrativo di ministero di:
  • Articolare maggiormente il punteggio, passando dalle attuali quattro possibilità (4,5,8,9 punti) ad un ventaglio più ampio, dando a ciascuna tipologia di titolo di studio un suo specifico punteggio
  • Definire finalmente attività formative interne all'Amministrazione che diano punteggio aggiuntivo ai percorsi di riqualificazione, in grado cioè di costituire - ai fini dell'aumento del proprio punteggio - una valida alternativa al percorso didattico esterno.
  • Stabilire una più puntuale corrispondenza tra profilo professionale da conseguire, e titoli di studio posseduti.

 
Sulla base di questa proposta, elaborata attraverso la discussione nell'assemblea nazionale e nella delegazione trattante, auspichiamo un capillare dibattito a livello territoriale, che consenta per il prossimo autunno la definizione di una piattaforma il più possibile condivisa.

Roma, 14 luglio 2006

Fp-Cgil, Min. Interno (delegazione trattante nazionale)



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