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Ministero Interno: elementi per una piattaforma "di Legislatura"

 
FPCGIL - Min. Interno

ELEMENTI PER UNA PIATTAFORMA "DI LEGISLATURA"

 
PREMESSA
Gli elementi di riflessione che proponiamo partono da una scelta strategica precisa: valorizzazione dell'Amministrazione Civile dell'Interno, in particolare della componente "contrattualizzata". Riteniamo che le funzioni istituzionali del Ministero dell'Interno richiedano la massima valorizzazione di tutte le sue componenti professionali: è evidente a tutti gli osservatori (in buona fede) che oggi tanto la carriera prefettizia, quanto la Polizia di Stato, sopportano carenze di organico gravissime, che - specialmente in alcune aree del Paese - mettono a rischio la qualificata presenza delle istituzioni di salvaguardia della legalità e della coesione sociale.
Essendo altrettanto evidente che tali carenze sono - in buona parte - dovute a non corretta utilizzazione della risorsa umana, nella misura in cui tanto la carriera prefettizia quanto la Polizia sono tuttora impiegate anche in mansioni amministrativo-contabili, mentre non viene opportunamente valorizzato il personale delle aree contrattualizzate (a cui comunque la legge assegna quelle funzioni), allora è naturale, giusto, opportuno, che da parte nostra ci sia una semplice e serena rivendicazione di un livello minimo di razionalità nell'affrontare l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, e dell'Interno in particolare: va bene tutto, dall'e-government alla sussidiarietà a qualunque altra utile opportunità prodotta dalla riflessione che in questi anni c'è stata sul ruolo e sul lavoro delle amministrazioni pubbliche, ma a partire da livelli minimi di rispetto delle professionalità coinvolte. In altre parole, va valorizzata la funzione di governo della carriera prefettizia, la funzione di pubblica sicurezza della Polizia di Stato, e la funzione amministrativo-contabile-professionale del personale civile.

I NODI ISTITUZIONALI
Rivendichiamo il determinante contributo dato dal sindacato confederale - parte essenziale dello schieramento referendario - alla sconfitta del tentativo di riforma costituzionale operato dal centrodestra, che consente di riprendere il lavoro di costruzione di una Amministrazione dell'Interno garante della sicurezza democratica e della coesione sociale, in un'ottica che abbiamo già autorevolmente individuato con l'iniziativa pubblica del 9 novembre scorso.
Dunque, in relazione all'Amministrazione Centrale, diciamo subito che continuiamo a non condividere la scelta - reversibile! - del quinto Dipartimento, che indebolisce l'Amministrazione Civile dividendola in due distinti centri di responsabilità privi di forme di coordinamento ... l'individuazione di un autonomo dipartimento delle "politiche del personale" avrebbe senso - ma dubitiamo che qualcuno ne abbia il coraggio politico - solo se esso divenisse l'unico centro di gestione del personale civile, cancellando in questa materia ogni ruolo del Dipartimento della P.S.
Sul territorio, va rivista l'articolazione interna degli Utg, potenziando le funzioni di sostegno alla coesione sociale, e riorganizzando in questo senso la stessa articolazione delle aree, evidenziando l'autonomia professionale dei "contrattualizzati". In particolare, ricordando che la Cgil ha espresso la necessità che vadano abrogate la legge "Bossi-Fini", e le modifiche volute da Fini alla normativa sulle tossicodipendenze, va chiarita la natura degli sportelli per l'immigrazione, in rapporto alle competenze del Ministero del Lavoro, e a quelle degli enti locali, e al tempo stesso vanno chiusi i Cpt; va dunque valutato con esattezza quanto ricada strutturalmente tra le funzioni dell'Interno, al fine di riprendere e implementare il protocollo d'intesa firmato con il governo precedente; e va infine rivisto il ruolo degli assistenti sociali, inquadrato in un intervento sociale ad ampio spettro, a prescindere dall'aspetto che assumerà il contrasto alla tossicodipendenza.
Per quanto riguarda le funzioni del personale civile negli uffici centrali e periferici della Polizia di Stato, fermo restando tutto il valore della legge 121/81, e in particolare dell'art.36, il percorso che intendiamo seguire in tutti i diversi livelli dell'organizzazione del Dipartimento della P.S. è quello indicato dall'accordo sull'Ufficio Tecnico Logistico provinciale - tuttora in fase di ratifica, ma per quanto ci riguarda chiuso - con quei contenuti resi pubblici (e irrinunciabili) di puntuale individuazione dei livelli di responsabilità del personale civile; senza tralasciare, sul piano quantitativo, la necessità di attuare la nuova dotazione organica del Ministero procedendo, nella cosiddetta "spalmatura territoriale" delle piante organiche di posto di lavoro, ad un riaccentramento degli organici civili nelle questure (che, senza mettere in discussione la possibilità di mobilità sul territorio del dipendente civile, corregga gli eccessi della pianta organica del dicembre 2003 che ha caricato sulle specialità della P.S. - polfrontiera, polmare, reparti mobili, stradale - una eccessiva dotazione di personale civile).

FORMAZIONE E RIQUALIFICAZIONE PROFESSIONALE COME LEVE STRATEGICHE
Anche la recente vicenda delle convenzioni universitarie rilancia la questione della inadeguatezza delle politiche formative, che soffrono di carenza drammatica di risorse, in un quadro privo di impostazione strategica ... sarà dunque necessario - attraverso un nuovo accordo sulla formazione - intervenire sulla SSAI per l'ottimizzazione degli investimenti, e un vasto e autorevole programma di formazione territoriale, anche negli uffici centrali del Viminale (dove, paradossalmente, in questi anni si è fatta meno formazione decentrata che in "periferia"); va con urgenza definito un nuovo indirizzo sulle convenzioni, alla luce del quale rivedere quelle in atto, e allargare l'offerta futura; e soprattutto, è necessario aumentare il peso del momento formativo nei processi di riqualificazione, che vanno comunque resi più incisivi, per raggiungere la completa corrispondenza tra qualifica conseguita e funzioni effettivamente svolte.

RISORSE UMANE E FINANZIARIE
E' pregiudiziale che il nuovo Ministro assuma l'impegno a interrompere il ricorso agli interinali, e alle altre forme di precarietà, avviando un percorso di ricognizione delle effettive esigenze, e di individuazione di percorsi di stabilizzazione, nel quadro di un più generale processo di ricostituzione degli organici - oggi drammaticamente carenti. Ciò significa in particolare avviare un piano condiviso di reclutamento, sul doppio binario delle assunzioni e della mobilità volontaria. Ciò significa, anche, un accordo strategico sulla valorizzazione delle nuove tecnologie, sugli investimenti nel settore, sulla limitazione delle esternalizzazioni. In particolare, vanno annullate le convenzioni (per gli immigrati, per i passaporti) con Poste Spa: a fronte di immaginari recuperi di efficienza, l'amministrazione pubblica consente profitti ad una società di diritto privato che - finché rimane di proprietà del Tesoro - porta entrate nelle casse pubbliche, attraverso la discutibile monetizzazione di un servizio che invece dovrebbe restare pubblico, e meno oneroso possibile per il cittadino, ma semmai questa società diventasse effettivamente privata, consentirebbe un ingiustificato guadagno sulla pelle dei cittadini.
Va data certezza agli aspetti economici della contrattazione integrativa di ministero, attraverso l'aumento delle risorse - soprattutto per la contrattazione decentrata, e in primo luogo dando certezza ai limitati investimenti aggiuntivi ottenuti dal precedente governo. Ci rendiamo conto del quadro di finanza pubblica, ma siamo ugualmente convinti che attraverso una attenta razionalizzazione delle risorse disponibili si possa aumentare il salario accessorio delle lavoratrici e dei lavoratori del Ministero, anche individuando nuove fonti di entrata (per esempio, nel settore della depenalizzazione).
Va infine introdotta la dirigenza amministrativa e "professionale", a partire dal settore informatico, potenziando al tempo stesso l'attuale dirigenza "contabile". Si tratta, in altre parole, di passare concretamente, anche a livello dirigenziale, dalla vecchia "carriera di ragioneria" alla nuova area dirigenziale contrattuale del Ministero dell'Interno, con dentro tutte le professionalità, favorendo così il processo di riforma della carriera prefettizia che dovrà infine assumere solo e soltanto la vera e propria "funzione di governo". E' evidente che senza questo intervento, perde di credibilità tutto il percorso di rinnovamento che proponiamo: sarebbe come dire a migliaia di lavoratrici e lavoratori che il loro impegno di oggi non merita una prospettiva per il futuro ...
Su queste linee, frutto della discussione sviluppata in assemblea nazionale e in delegazione trattante, è importante che si sviluppi un dibattito - il più ampio possibile - per attrezzarsi alle vertenze che lanceremo nel prossimo autunno.

14 luglio 2006

Fp-Cgil, Min. Interno (delegazione trattante nazionale)



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