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Accordi di apertura salvi, malgrado il Ministero della Funzione Pubblica

 

   COMUNICATO


Contrariamente alle nostre previsioni e ben felici di esserci sbagliati a farle, oggi abbiamo sottoscritto definitivamente gli accordi che regolarizzano l'apertura di Archivi e Biblioteche effettuata il 16 Dicembre e quelle prossime di Musei e Siti archeologici previste per Natale e Capodanno.

Aperture fortemente a rischio per la precisa responsabilità di alcuni burocrati del Dipartimento della Funzione Pubblica che, sulla base di strumentali osservazioni, stavano per bloccare importanti iniziative di valorizzazione del nostro Patrimonio Culturale negando la registrazione degli accordi relativi.

Noi vi alleghiamo il parere di questi esegeti della normativa brunettiana perché possiate leggerlo e misurare la siderale distanza che li separa dalla realtà effettuale. In sostanza i nostri negavano la validità di questi accordi perché non coerenti con il D.lgs. 150, in particolare rispetto alle prerogative della parte sindacale in materia di contrattazione, negando il nostro diritto ad entrare nell'articolazione del progetto, verificarne gli obiettivi, insomma fare quello che occorre fare in una società democratica, dove le parti si incontrano, discutono, litigano, e poi fanno magari accordi finalizzati a tentare di regolare, con reciproca soddisfazione, gli interessi specifici di ogni singola parte.
Questo non si può fare, secondo i brunettisti di ritorno, perché i sindacati non possono contrattare l'organizzazione del lavoro e, poiché con il progetto di organizza il lavoro, l'unica cosa che avremmo dovuto fare noi sindacati in preda ad un eccesso di potere è quella di mettere i soldi, al buio. E in alternativa si propone un modello di meritocrazia astratta, dove impera la valutazione discrezionale e non si valuta la produttività.
Da questo ragionamento, infatti, è del tutto assente ogni valutazione sul merito del progetto, sul livello di efficacia che assicura, sull'offerta di servizi che determina. Il fatto che migliaia di lavoratori abbiano deciso, naturalmente dietro compenso, di sacrificare una domenica e presentare in tutta Italia iniziative bellissime che mettono in luce una parte significativa e poco conosciuta del nostro patrimonio, o che a Natale e a Capodanno, invece di passarli con i propri cari, decidano, volontariamente e sempre dietro compenso, di garantire l'apertura dei musei e dei siti archeologici, è un particolare quasi irrilevante per i signori del controllo a distanza. Così come è per loro irrilevante l'indubbio beneficio complessivo che la fruizione di queste iniziative comporta tra i cittadini e sul territorio mortificato dall'ampiezza della crisi economica.
Ma dobbiamo dire che questa volta l'ingerenza è stata tanto pesante ed ingiustificata da indignare la nostra controparte, al punto da portarla ad assumere una posizione di vera fermezza che ha impedito la mancata registrazione degli accordi e ci ha consentito di sottoscrivere l'accordo definitivo modificandolo in senso rafforzativo rispetto alla sua natura di accordo tra le parti autonomo e responsabile. Un gesto assai apprezzabile che ci rende più sereni circa il prosieguo del confronto e vista la difficoltà degli scenari prossimi futuri.
Così come siamo convinti che elemento determinante rimane la compattezza del fronte sindacale unitario, oggi fermissimo nel respingere il tentativo di destrutturare la contrattazione integrativa.
E diciamo basta a questa mortificazione costante di un sistema di controlli burocratico e senza senso, che sta producendo ritardi e distorsioni oltremodo, ponendo ostacoli e proliferazioni procedurali. Si impone una riflessione politica che tenda a modificare e semplificare queste inaccettabili sovrapposizioni e duplicazioni di organi che fanno tutti la stessa cosa, controlli di legittimità formale che poco hanno a che vedere con la produttività reale, misurata dai servizi che si offrono ai cittadini.
Quindi nessun problema per le aperture di fine anno, e se dovesse proseguire questa sorta di tiro al piccione della contrattazione integrativa e di tira e molla nei pagamenti del salario accessorio, ci attrezzeremo di conseguenza con iniziative di mobilitazione e di protesta.
Invitiamo pertanto tutti i lavoratori interessati all'adesione, ci risulta che alcuni importanti siti non apriranno e noi pensiamo che semplicemente in un momento come questo non ce lo possiamo permettere, che dobbiamo dimostrare, anche a costo di qualche sacrificio, che i nostri servizi funzionano, a dispetto dei burocrati e dei patiti delle Fondazioni.
 
Oggi abbiamo inoltre sottoscritto l'accordo che prolunga al 31 marzo 2013 l'accordo sull'art.12 del CCIM, ed inerente gli orari disagiati. Entro quella data si è deciso di procedere all'inserimento stabile di questo accordo nell'ambito della vigenza del contratto integrativo, senza più procedere a rinnovi annuali.
Abbiamo infine avuto la conferma della imminente pubblicazione delle graduatorie definitive dei passaggi di area ma non si farà in tempo a far sottoscrivere i nuovi contratti individuali entro l'anno. Una questione sollevata alla luce della esigenza di maturazione dei due anni necessari per accedere alle future progressioni economiche, che comunque non saranno ragionevolmente attuabili nella vigenza del blocco dei rinnovi contrattuali. Mentre per le progressioni la data di pubblicazione della graduatorie sarà il mese di luglio 2013, al termine dei sei mesi indicati come il tempo limite per il controllo documentale che dovranno effettuare le sub Commissioni regionali.
 
Ne approfittiamo infine per inviare a tutte le lavoratrici ed i lavoratori del MIBAC i nostri più sentiti auguri per delle feste serene e per un nuovo anno migliore di questo.
 
Roma, 18 dicembre 2012
 
 
FP CGIL MIBAC - Il coordinatore nazionale
Claudio Meloni
 

 

ACCORDI SOTTOSCRITTI



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  1. RT @FPCGILER: È importante esserci per non dimenticare #stragediBologna #2agosto1980 https://t.co/LB1RN1OJh3... 13 ore fa 02/08/2021 10:17 1422109320590811136
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