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FUA 2011 e 2012

 

          
 
Si è svolta ieri la prevista riunione sul Fua 2011 e sul Fua 2012: l'amministrazione, per non smentire se stessa, ci ha fornito la bozza con il solito ritardo all'ultima ora, in modo che non fosse possibile analizzare l'accordo e fare eventuali controproposte e fare un vero confronto.

Si è partiti con l'analisi del Fua relativo agli archivi notarili; abbiamo stigmatizzato la mancanza di previsione nell'ambito del fua 2011 di progressioni economiche per il personale che è rimasto fuori sia dalla riqualificazione che dalle ultime progressioni, e che dopo il 2014, quando e se verranno bandite altre progressioni, vi parteciperanno di nuovo tutti e dunque chi è stato escluso verrà nuovamente sopravanzato da chi già le ha ottenute, creando una gravissima sperequazione e ingiustizia. Abbiamo ricordato al Direttore Generale Giordano le nostre numerose sollecitazioni, con proposta di soluzione, anche relativa al differimento della assegnazione economica della progressione come previsto dalla legge, alle quali è rimasto sordo nell'ultimo anno e mezzo. Gli abbiamo altresì detto che la responsabilità della inerzia della Amministrazione degli Archivi è da ascriversi alla sua mancanza di attenzione verso le nostre richieste di incontro e proposte , e che con il suo comportamento ha condannato molti lavoratori degli archivi a non avere per molti anni nessuna progressione né economica né professionale.
        
Per quanto riguarda il Fua del Dipartimento della giustizia minorile abbiamo, in via preliminare, voluto sottolineare ancora una volta le incongruenze delle progressioni economiche previste dal FUA 2010 e del contratto integrativo, che ledono i diritti di tutti i lavoratori per cui è stata previsto per l'accesso al ruolo un nuovo titolo di studio. Ciò ha determinato per le progressioni del 2009 la mancata progressione di numerosi operatori a cui è stato riconosciuto un punteggio basso per il titolo di studio, anche nei casi in cui quello era previsto per l'accesso dal precedente ordinamento  professionale.

Questi lavoratori potrebbero essere ulteriormente discriminati nelle progressioni 2010 perché nulla è stato fatto dall'amministrazione, nonostante i nostri solleciti, per prevedere una clausola di salvaguardia per i titoli di studio previsti dal precedente ordinamento e perché l'amministrazione ha previsto la partecipazione alle progressioni del 2010 dei lavoratori in servizio al 1 dicembre 2010, con ciò venendo meno alle previsioni del CCNL 2006 - 2009, che all'articolo 18, comma 2,  prevede  espressamente che i passaggi da una fascia retributiva e quella immediatamente successiva avvengono con decorrenza fissa al 1° gennaio e al comma 5 che la permanenza nella fascia attribuita non può essere inferiore ai due anni.

Rispetto a queste osservazioni l'amministrazione, peraltro non era presente all'incontro il capo dipartimento, si è mostrata assai disinteressata e vaga senza fornire risposte esaustive.  Ciò finirà inevitabilmente per alimentare  un notevole contenzioso presso i giudici del lavoro di cui l'amministrazione avrà piena responsabilità.

 
Abbiamo anche chiesto i motivi per cui i lavoratori della giustizia minorile, unici tra  tutti i lavoratori del ministero della giustizia son stati sottoposti ad una doppia valutazione, la prima prevista dall'accordo FUA e la seconda attraverso schede di valutazione della CIVIT. In questo caso abbiamo ricevuto una risposta generica dal direttore generale del personale che ha dichiarato di aver inviato le schede perché richiesto dall'organo indipendente di valutazione, ma di non aver ancora deciso circa il loro utilizzo. Ciò a nostro avviso evidenzia quanto questa amministrazione tenga in considerazione gli interessi dei lavoratori della giustizia minorile. In questo ultimo caso sarà nostra cura chiedere la sospensione della valutazione effettuata con schede non previste dal FUA.

Per quanto riguarda  il DAP abbiamo manifestato che il ritardo con cui ci forniscono le bozze di accordo risulta essere oramai  prassi consolidata  tanto  da rendere impossibile un confronto con i lavoratori  e con la stessa amministrazione penitenziaria che elude da tempo quelle che sono le normali relazioni sindacali ed  elabora e definisce proposte che inevitabilmente risultano essere irricevibili. Abbiamo altresì contestato la evidente iniquità  apportata ai lavoratori penitenziari dalle progressioni economiche, in ultimo quelle riguardanti il 2010, che hanno comportato e comporteranno per i prossimi anni una forte sperequazione tra il personale che a causa di accordi scellerati siglati dalla minoranza delle OO.SS. non potrà vedersi  riconosciuto il passaggio  nelle fasce economiche superiori. In ultimo, consapevoli delle modalità comunicative e relazionali dei vertici del DAP, alquanto sibilline, abbiamo chiesto il confronto sulla proposta di riorganizzazione centrale e periferica dell'amministrazione che da informazioni pervenute sembrerebbe in fase di definizione .

Per quanto concerne invece il Fua dell'Organizzazione Giudiziaria, la cui bozza fornitaci risultava più o meno uguale a quello del 2010 da noi non sottoscritto, abbiamo in primo luogo stigmatizzato il fatto che era sparita dall'accordo la parte relativa ai 270 passaggi di area tra a1 e b1; a questo il Capo Dipartimento e lo staff hanno risposto in maniera vaga in prima battuta, come se questi soldi fossero improvvisamente e per magia, spariti dal fua. Non è la prima volta che l'Amministrazione si distingue per il suo dilettantismo ma certo ieri ha toccato uno degli apici più alti. Abbiamo poi stigmatizzato i punti già evidenziati nel 2010, ovvero la quota insostenibile destinata allo straordinario, la valutazione fatta su base unilaterale e in base a criteri non oggettivi, che tanti problemi ha creato e continua a cerare negli uffici, la presenza di alcune indennità che di fatto escludono la maggioranza del personale, e  che sono state inserite, su richiesta di questo o di quel sindacato firmatario, di fatto creando una sperequazione tra i vari profili professionali. Abbiamo dunque chiesto la immediata reintroduzione della parte relativa ai passaggi, tra l'altro mai avviati per la solita inerzia dell'amministrazione, tra a1 e b1; poi abbiamo chiesto, stigmatizzando il consueto comportamento reticente della Amministrazione, di rinviare il tavolo di due giorni in modo da poter contrattare direttamente con la parte politica, assente per malattia, la nostra richiesta però non è stata sostenuta da nessuna altra oo.ss.

Abbiamo ricordato alla Amministrazione che in altre Amministrazioni gli accordi, firmati in base a criteri condivisi e rispettosi del dettato contrattuale, sono stati sottoscritti anche dalla CGIL e che la grave carenza di organico dell'O.G. basterebbe da sola a firmare un accordo che tenga in considerazione le gravi difficoltà di tutto il personale che opera negli uffici giudiziari o svolge attività tecnica, senza discriminare nessuno.

Abbiamo inoltre chiesto all'amministrazione conto delle questioni in sospeso, come le piante organiche, i famigerati interpelli e altre questioni da noi sollevate come la circolare sull'Unep, alle quali sino ad oggi non è stato dato alcun riscontro.
Il Capo Dipartimento ha risposto che per il momento le piante organiche redatte sono solo quelle del personale di magistratura, e che quelle degli amministrativi verranno in seguito 'proporzionalmente' (!) a quelle approvate per la magistratura.

Sugli interpelli si è messo, con una ulteriore caduta di stile, a dare la colpa a quei lavoratori che, legittimamente, hanno impugnato l'accordo in sede giudiziaria; poi però si è smentito dicendo che l'interpello nazionale uscirà e ci stanno lavorando, senza però chiarire come questo sia possibile se non sono state licenziate le piante organiche del personale. Insomma parole al vento e contraddizioni.
Sul numero dei contenziosi in atto sull'accordo l'unica cosa da dire e che se si firmano gli accordi violando i diritti dei lavoratori la conseguenza non può che essere la loro impugnazione; il Capo Dipartimento si arrampica sugli specchi, criticando anche alcuni provvedimenti della magistratura, perché ha firmato un accordo con alcune OO.SS compiacenti sapendo che si trattava di un cattivo accordo e ancor di più, che non sarebbe stato lui a doverlo portare avanti, nella consueta logica dello scarica barile. A nostro avviso l'interpello nazionale, che pure avrebbe previsto la pubblicazione di pochissimi posti al centro nord escludendo la maggioranza del personale, non verrà bandito a breve perché l'Amministrazione è in scadenza ed ha confermato di non essere interessata né al bene dei lavoratori né a tener fede agli accordi; su questo dovrebbero interrogarsi ancora i sottoscrittori del pessimo accordo di novembre.

 
Sulle altre questioni come l'Unep il Capo Dipartimento ha detto che ci riceverà solo se lo riterrà opportuno, confermando che ormai il suo disinteresse per i i lavoratori della giustizia è  totale.
Dopo una breve pausa della trattativa l'Amministrazione si è presentata con una nuova bozza trovando, anche questa volta come per magia, 4 milioni dello straordinario elettorale da destinare a quello ordinario, e dunque diminuendo la quota destinata allo straordinario relativa al 2011,  e inserendo una indennità per i lavoratori coinvolti nei progetti telematici della DGSIA.
Tuttavia permanendo alcune questioni per noi inaccettabili per tutti i Dipartimenti, e considerato il fatto che l'Amministrazione non ha voluto prendere in considerazione nessuna delle nostre indicazioni, non abbiamo ritenuto possibile firmare gli accordi, che sono stati sottoscritti i soliti noti. Resta inoltre abbastanza discutibile la questione relativa ai passaggi da a1 a b1 ricomparsa solo nella premessa e non nell'accordo e la disinvolta gestione dei fondi fatta durante la trattativa.
Speriamo che questo sia uno degli ultimi atti di questa Amministrazione che ha creato tante ingiustizie e danni ai lavoratori della giustizia ed al servizio giustizia.
Vi terremo informati su ulteriori sviluppi anche relativi alla mobilità nella O.G.
Roma, 16 gennaio 2013
 

Grieco/La Monica/Macigno
 



 


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