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681 MILIONI DI EURO DESTINATI AL SUD: UNA BUONA NOTIZIA PER IL NOSTRO PATRIMONIO.

Non è facile di questi tempi poter dare buone informazioni, e la notizia è che il Ministero per la coesione territoriale, con a capo Fabrizio Barca, ha rimodulato i fondi POINS, fondi europei destinati alla programmazione interregionale e li ha indirizzati per buona parte ai progetti di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale del Sud. Questi piani sono finanziati per 681 milioni, sono progetti cantieriabili, e riguardano interventi su gran parte del patrimonio presente nel Mezzogiorno d'Italia, da Pompei a Napoli e Caserta, da Sibari a Reggio Calabria, da Bari a Taranto.
Vengono indicati tempi di realizzazione stretti, avvio entro l'estate e conclusione entro il 2015. Nel dettaglio gli interventi allo stato programmati  riguarderanno per la Campania, in primis Pompei, il cui finanziamento è stato elevato a 150 milioni di euro, Caserta, dove il restauro della Reggia prevede un finanziamento di 20 milioni, Napoli con circa 44 milioni di euro, con interventi al Museo Archeologico Nazionale e Palazzo Reale (15 milioni), il Real Bosco di Capodimonte, la cui riqualificazione impegnerà 10,7 milioni, il complesso del Museo e Certosa di San Martino Castel S'Elmo (8 milioni), villa Floridiana (5 milioni), a cui aggiungere i10 milioni di euro previsti per il recupero alla fruizione del Castello di Baia, previsti anche per il restauro del Castello di Carlo V di Crotone.
Per la Calabria abbiamo interventi previsti per circa 45 milioni di euro, di cui 21 destinati all'area archeologica di Sibari, devastata dalla recente esondazione del Crati, 11 milioni vanno a Locri per la riqualificazione del Parco Archeologico e del Museo Archeologico, 7,5 al Museo Archeologico di Reggio Calabria. A cui si aggiungono  i 100 milioni provenienti dal Piano per il Sud e destinati al recupero dell'area archeologica di Kroton, sempre che la Regione Calabria riesca a spenderli. Quota sostanziosa anche per la Puglia, a cui sono destinati circa 40 milioni di euro, di cui 15 destinati a Taranto (al Museo Nazionale archeologico, al parco archeologico delle Mura messianiche di Manduria), 6 milioni a Bari e Lecce (Museo Archeologico di Santa Scolastica e Castello di Carlo V), 3,5 a Castel del Monte,  3 milioni al Castello di Copertino, 1,5 a Monte Santangelo.
Abbiamo voluto elencare parte dei progetti per dare l'idea dell'importanza di questo disegno ai fini di un recupero di flussi di risorse verso i processi di tutela, conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio e, per migliore informazione di questa nostra sommaria, vale la pena di andare sul sito del Ministero della Coesione Territoriale e scaricare il documento che definisce linee di indirizzo, strategie e programmi operativi per l'utilizzo dei fondi europei e nazionali da destinare ai piani di sviluppo territoriale.
Il documento lo potete scaricare dal seguente link: http://www.dps.tesoro.it/documentazione/QSN/docs/PO/In%20adozione/POIN_Attrattori_Deciso.pdf
Come potrete notare si tratta di un mattone di 220 pagine ma, per coloro che avranno voglia e pazienza, assai istruttivo per quello che riguarda una avviata riflessione programmatica sulle linee di sviluppo su cui indirizzare le politiche di investimento. Che riguarda le emergenze del Mezzogiorno, ma anche le linee generali di una politica di sviluppo sostenibile.
In sostanza uno dei punti programmatici centrali è la costituzione di poli interregionali a forte attrattività culturale, tramite la riqualificazione paesaggistica e dei beni presenti nelle aree considerate accompagnata da interventi miranti a qualificare e migliorare la loro fruizione ed allo stesso tempo finalizzati alla incentivazione dello sviluppo dei settori produttivi collegati, dalla filiera del turismo a quella delle infrastrutture, ricomprendendo i processi di innovazione e di ricerca connessi a tutti i cicli dei beni e delle attività culturali.
Noi seguiremo con profondo interesse l'evoluzione di questo progetto, nella speranza che non finisca 'all'italiana', sia perché riteniamo comunque una idea buona il fatto che si torni a pensare strategicamente alla conservazione ed alla valorizzazione del nostro straordinario patrimonio e sia per gli effetti benefici indotti che lo stesso potrebbe avere sull'attuale impasse che vive il MIBAC. Che non a caso in questo contesto sembra avere al massimo un ruolo da comprimario. Snodi centrali di questo progetto sono gli interventi programmati di restauro e gli interventi di costruzione-riqualificazione dell'offerta di servizi connessa alla fruizione del bene una volta reso disponibile in connessione ai Poli attrattori individuati.
Nell'attuale condizione organizzativa, ci chiediamo, in che misura il MIBAC sarà posto in grado di assumere il ruolo operativo che gli compete?
 

Per tornare al quotidiano vi informiamo che è stato convocato per il giorno 8 febbraio il tavolo di contrattazione nazionale ed avrà come temi il FUA 2012/2013 e la nuova dotazione organica. All'esito di questo confronto tireremo le somme su tutte le problematiche in essere.
 

                                                                FP CGIL MIBAC
                                                               Claudio Meloni
 

 



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