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Quesiti medici

Trattamento economico e malattia lunga

Quesito
Come si effettua il calcolo per la decorrenza dei periodi di malattia ai fini del raggiungimento dei nove mesi etc. comportanti via via la  decurtazione della retribuzione in un dirigente medico?
 
Risposta
La normativa contrattuale è quella dell'Articolo 24 CCNL 5 dicembre 1996 modificato dall'articolo 9 CCNL integrativo 10 febbraio 2004 e dall'articolo 24 CCNL 3 novembre 2005), di seguito riportata.

Assenze per malattia
(Articolo 24 CCNL 5 dicembre 1996 modificato dall'articolo 9 CCNL integrativo 10 febbraio 2004 e dall'articolo 24 CCNL 3 novembre 2005)
1. Il dirigente non in prova, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di diciotto mesi. Ai fini della maturazione del predetto pe­riodo, l'assenza in corso si somma alle assenze per ma­lattia intervenute nei tre anni precedenti.
2. Al dirigente che ne faccia tempestiva richiesta prima del superamento del periodo previsto dal comma 1, può essere concesso di assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi, ovvero di essere sottoposto all'accertamento delle sue condizioni di sa­lute, per il tramite dell'unità sanitaria locale terri­torialmente competente ai sensi delle vigenti disposizio­ni, al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cau­se di assoluta e permanente inidoneità fisica a svolgere qualsiasi proficuo lavoro.
3. Superati i periodi di conservazione del posto previ­sti dai commi 1 e 2, o nel caso che il dirigente, a se­guito dell'accertamento di cui al comma 2, sia dichiarato permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l'azienda o ente può procedere alla risoluzione del rapporto corrispondendo al dirigente l'in­den­ni­tà so­stitutiva del preavviso.
4. I periodi di assenza per malattia, salvo quelli pre­visti dal comma 2 del presente articolo, non interrompono la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli ef­fetti.
5. Restano ferme le vigenti disposizioni di legge a tu­tela degli affetti da TBC.
6. Il trattamento economico spettante al dirigente che si assenti per malattia è il seguente:
a) intera retribuzione di cui alla tabella allegato n. 4, per i primi 9 mesi di assenza;
b) 90 % della retribuzione di cui alla lettera "a" per i successivi 3 mesi di assenza;
c) 50 % della retribuzione di cui alla lettera "a" per gli ulteriori 6 mesi del periodo di conservazione del po­sto previsto nel comma 1;
d) i periodi di assenza previsti dal comma 2 non sono retribuiti.
 
6 bis. In caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita ed altre ad esse assimilabili secondo le indicazioni dell'ufficio medico legale dell'azienda sanitaria competente per territorio, come ad esempio l'emodialisi, la chemioterapia, il trattamento per l'infezione da HIV - AIDS nelle fasi a basso indice di disabilità specifica (attualmente indice di Karnosky), ai fini del presente articolo sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia i relativi giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital ed i giorni di assenza dovuti alle citate terapie, debitamente certificati dalla competente Azienda Sanitaria Locale o struttura convenzionata. In tali giornate il dirigente ha diritto in ogni caso all'intera retribuzione prevista dal comma 6, lett. a) del CCNL integrativo del 10 febbraio 2004. Per agevolare il soddisfacimento di particolari esigenze collegate a terapie o visite specialistiche, le aziende favoriscono un'idonea articolazione dell'orario di lavoro, ove prevista, nei confronti dei soggetti interessati. La procedura per il riconoscimento della grave patologia è attivata dal dirigente ed il beneficio riconosciuto decorre dalla data della domanda di accertamento, ove l'esito sia favorevole.
Tale disciplina è estesa anche alla donazione di organi tra vivi.
7. L'assenza per malattia deve essere tempestivamente comunicata all'Azienda o Ente, alla quale va inviata la relativa certificazione medica.
8. L'azienda o ente può disporre il controllo della ma­lattia, nei modi previsti dalle vigenti disposizioni di legge.
9. Il dirigente che durante l'assenza, per particolari motivi, dimori in luogo diverso da quello di residenza, deve darne tempestiva comunicazione, precisando l'indi­rizzo dove può essere reperito.
10. Nel caso in cui l'infermità sia causata da colpa di un terzo, il dirigente è tenuto a darne comunicazione all'azienda o ente. In tal caso il risarcimento del danno da mancato guadagno effettivamente liquidato da parte del terzo responsabile - qualora comprensivo anche della nor­male retribuzione - è versato dal dirigente al­l'a­zienda o ente fino a concorrenza di quanto dalla stessa erogato durante il periodo di assenza, ai sensi del comma 6, let­tere "a", "b" e "c", compresi gli oneri riflessi ineren­ti. La presente disposizione non pregiudica l'e­ser­ci­zio, da parte dell'Azienda o Ente, di eventuali azioni diret­te nei confronti del terzo responsabile.
11. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano alle assenze per malattia iniziate successiva­mente alla data di stipulazione del contratto, nonché a quelle che pur iniziate in precedenza siano ancora in corso alla stessa data.
Infortuni sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio
(Articolo 25 CCNL 5 dicembre 1996)
 
1. In caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro o a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, il dirigente ha diritto alla conservazione del posto fino alla guarigione clinica e comunque non oltre il periodo previsto dall'art. 24, commi 1 e 2 5 dicembre 1996. In tale periodo al dirigente spetta l'intera retribuzione di cui all'art. 24, comma 6, lettera a) del CCNL del 5.12.1996.
2. Decorso il periodo massimo di conservazione del po­sto, trova applicazione quanto previsto dal comma 3 dell'art . 24 CCNL 5.12.1996. Nel caso in cui l'azienda o ente deci­da di non procedere alla risoluzione del rapporto di la­voro prevista da tale disposizione, per l'ulteriore pe­riodo di assenza al dirigente non spetta alcuna retribu­zione.
3. Nulla è innovato per quanto riguarda il procedimento previsto dalle vigenti disposizioni per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle infermità, per la corresponsione dell'equo indennizzo.
 

 



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