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Opg: finalmente si chiudano, che nessuno pensi a piccoli manicomi regionali

E' stato approvato in via definitiva il Decreto Legge 24/2013, che proroga al 31 marzo 204 i termini per il definitivo superamento degli Ospedali Psichiatrici giudiziari. Si può finalmente mettere la parola fine alla storia dei manicomi criminali, vero e proprio oltraggio alla coscienza civile del nostro Paese. Ma forte è il rischio che si aprano, al loro posto, nuovi manicomi regionali, i cosiddetti "mini OPG", in cui trasferire e rinchiudere gli internati, affidando così la responsabilità detentiva ai Dipartimenti di Salute mentale e facendo di fatto saltare i principi su cui si basa la Legge 180.
Non vogliamo strutture chiuse e mini OPG, non vogliamo che curare diventi di nuovo custodire. Lavorare bene per la salute mentale significa rivendicare la centralità del servizio pubblico, di luoghi dove si cura e non si contiene.
Chiudere gli OPG significa fare buona assistenza sul territorio, per questo abbiamo legato la loro chiusura all'apertura dei Centri di Salute Mentale 24 ore al giorno tutti i giorni. I DSM non devono avere funzioni di custodia, pena la definitiva cancellazione della 180, di tutte le buone pratiche di presa in carico, di percorsi individualizzati, di promozione sociale, che la chiusura dei manicomi ha reso possibili. Le persone che hanno commesso crimini gravi vanno detenute, in condizioni dignitose, e curate in spazi adeguati nelle carceri. Sappiamo che è necessaria la modifica del Codice Penale, laddove prevede la non imputabilità del reo folle, e per questo rivendichiamo percorsi di cura differenziati, che mettano al centro il bisogno della persona e le professionalità degli operatori e, pertanto, possano prevedere anche, ma non obbligatoriamente, percorsi in strutture residenziali, pubbliche, finalizzate al reinserimento sociale.
Sappiamo quanto una buona presa in carico sul territorio prevenga comportamenti "devianti". Chiediamo di restituire forza, centralità e dignità ai servizi pubblici di salute mentale, attraverso l'attribuzione di risorse certe, che la legge già prevede come finalizzate ai percorsi terapeutici individualizzati, e dotazioni di personale adeguato, come previsto dai Lea. Per questo la chiusura degli OPG non può che andare di pari passo con la salvaguardia dei livelli occupazionali e con il potenziamento delle dotazioni organiche dei DSM, che più di altri hanno risentito dei tagli scellerati al sistema sanitario nazionale.
 
Roma, 23 maggio 2013

 
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