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SE TRE ORE DI ASSEMBLEA VI SEMBRAN TROPPE


COMUNICATO

 

La canea mediatica che si è scatenata a seguito di una assemblea del personale del Colosseo, propedeutica alle iniziative di mobilitazione nazionale che si stanno svolgendo in questi giorni, lascia spazio a riflessioni amare sia sulla qualità della nostra informazione che sulla conoscenza da parte di molti delle problematiche che affliggono il MIBAC e il lavoro pubblico in generale.
Una assemblea dei lavoratori scambiata per uno sciopero, dichiarazioni allucinanti da parte di Federalberghi e Confcommercio, media assedianti in cerca di sapere unicamente se le nostre iniziative di mobilitazione chiudano o meno i siti. Uno spettacolo assai indecoroso, ove l'unica preoccupazione sarebbe quella di aprire ad ogni costo (l'invocazione della forza pubblica per aprire i cancelli del Colosseo è la chicca del Codacons: ma lo sanno che il personale di vigilanza non apre solo i cancelli ma mantiene la sicurezza, sulla base di protocolli specifici, su un sito che fa decine di migliaia di visitatori al giorno?). Solo sprazzi di corretta informazione, ove vengono riportate le  legittime ragioni della mobilitazione, per il resto attacchi indecenti ai diritti fondamentali dei lavoratori.
Ci chiediamo e chiediamo a lor signori: i lavoratori del Colosseo, e degli altri siti,  hanno il diritto di riunirsi in assemblea per discutere i loro problemi per 12 ore l'anno o questi diritti vengono sospesi? E se vengono sospesi, sulla base di quale principio?
Dobbiamo dire che qualche nostro collega sindacalista, in cerca di visibilità, ha concretamente prodotto un aiutino a lor signori, inserendo in mezzo alle mobilitazione nazionale una assemblea su motivi estranei alla vertenza nazionale. Ma questo fa parte del gioco, pur esulando dai principi di correttezza nei rapporti tra i sindacati. Noi prendiamo atto e ci regoliamo, nei rapporti con la FILP, di conseguenza. Ma questo non può certo comportare che si accettino attacchi  barbari ai lavoratori del Colosseo, ai quali va tutta la nostra solidarietà.  E se i vari esponenti  di categorie produttive nonché i presunti rappresentanti dei consumatori si chiedessero quanto può durare questa situazione in rapporto alla gravità dei problemi che denunciamo, forse dovrebbero essere al nostro fianco per una battaglia che rilanci i servizi e assicuri la ricettività  nei suoi livelli potenziali nella fruizione di tutto lo straordinario patrimonio  culturale romano e non solo del Colosseo.
Così come il Sindaco che invoca la Protezione Civile, che pure non ha portato bene al suo predecessore, ha oggi l'occasione di avviare finalmente un programma di integrazione funzionale tra i beni gestiti dal Comune e quelli di competenza dello stato, per garantire quanto meno una fruizione integrata, oggi inesistente.
Infine gli annunci del Ministro: va bene l'impegno a retribuire gli arretrati sul salario accessorio entro luglio, impegno che, viste le scadenze sul cedolino unico, verificheremo già nei prossimi giorni.
L'altro annuncio è la convocazione dell'incontro con lo stesso Ministro, previsto per l'otto luglio, accompagnato dall'invito a sospendere lo stato di agitazione per evitare disagi all'utenza.
Noi vogliamo ricordare al sig. Ministro che c'è una richiesta di incontro inviata unitariamente dai Segretari Generali delle categorie del pubblico impiego che è datata otto maggio. Alla quale sarebbe stato opportuno dare il riscontro dovuto e non far apparire l'incontro come una concessione generosa. E che le vertenze comprendenti iniziative di mobilitazione si sospendono solo dopo aver verificato impegni precisi e puntuali su tutti i punti che noi abbiamo posto a base della vertenza unitaria. E che i punti di vertenza unitaria non si esauriscono solo nella previsione di un incontro, ma sulla base dell'avvio di un confronto costruttivo che abbia al centro la riorganizzazione dei servizi ed il riconoscimento dei diritti contrattuali dei lavoratori.
Pertanto noi, unitariamente, abbiamo confermato le iniziative previste per venerdì prossimo ed invitiamo tutti i lavoratori dei musei e delle aree archeologiche a far sentire la propria voce, a difendere la propria dignità ed i propri diritti.
Agli altri semplicemente l'invito ad un maggior rispetto per i lavoratori, a documentarsi meglio sulle cause dei problemi che denunciamo, ad avere la giusta attenzione per i diritti democratici dei lavoratori, a non seguire la politica degli annunci, che tanti guasti ha causato a questo disgraziato paese.
 
Roma, 25 giugno 2013
 
 
FP CGIL MIBAC
Claudio Meloni
 

 



 
 
 


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