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FP CGIL NEWS 2 ottobre 2013.

Da Torino innovazioni tecnologiche: il nuovo drug buggy.

Un incremento tecnologico nelle carceri torinesi arriva dal nuovo WC Drug Buggy Compact, Water Closed che permette il recupero degli ovuli contenenti droga dai soggetti trasportatori, garantendone l'incolimità. È spesso un problema estrarre gli ovuli dal corpo di chi viene perquisito perché la loro rottura può portare alla morte del soggetto per overdose, così invece il Drug Buggy Compact farà il difficile del lavoro mediante dei getti d'acqua appositi. Attualmente ne sono stati installati tre, uno al Lorusso e Cutugno, uno al Ferrante Aporti e l'ultimo al Centro di Prima Accoglienza Radaelli. 

Cuneo: assolto agente della Polizia penitenziaria accusato di aver fatto sparire un registro del carcere.

 
Aveva in corso un procedimento disciplinare per non aver portato a termine un servizio entro l'orario di lavoro.
Assolto perché i fatti non sussistono. Questa la sentenza del tribunale di Cuneo nei confronti di un agente capo di Polizia penitenziaria imputato per aver fatto sparire uno dei registri perquisizioni del carcere cuneese di Cerialdo. Nello specifico, i capi d'accusa erano soppressione, distruzione, occultamento di atti veri, e furto.
Il registro era sparito nell'agosto 2011. L'agente aveva in corso un procedimento disciplinare per non aver portato a termine un servizio entro l'orario di lavoro: "Ho trent'anni di servizio, sempre avuto giudizi ottimi a fine anno. Io il registro l'ho preso, l'ho dichiarato, ma solo per verificare una frase che l'ispettore aveva scritto, ovvero che io non venivo mai impegnato in perquisizioni e non venivo distolto dalle mie consuete attività all'ufficio spesa", aveva spiegato l'imputato. "L'ho portato nel mio ufficio, e per non perdere troppo tempo volevo fotocopiare la pagina in cui si diceva che non avevo fatto una perquisizione, ma la macchina non funzionava, poi ho riportato il registro dov'era, passando dalla cucina e l'ho lasciato nella sala degli ispettori". La manovra sarebbe servita "per dimostrare che avevo fatto le perquisizioni, anche se il mio collega aveva scritto che non avevo partecipato". Del registro se ne sono poi perse le tracce, probabilmente sparito con la spazzatura della cucina.
Troppo lavoro, e pochi agenti, più mansioni anche per l'imputato, che veniva addetto costantemente, oltre che alla distribuzione del vitto, anche alle perquisizioni nelle celle : "Da tanto mi lamentavo con il comandante per essere sempre da solo. Non riuscivo a controllare tutti i detenuti nell'atrio. Le perquisizioni durano minimo anche un'ora e oltre".
In una nota sul procedimento disciplinare contro l'agente sarebbe risultato invece che non era addetto a perquisizioni: "Avrò sbagliato a non scrivere la parola perquisizione", ha rettificato l'ispettore che preparò la relazione, "però rischiava al massimo due o tre giorni di riduzione della paga".  
Fonte: http://www.targatocn.it
 
IMPERIA: RISSA ALL'INTERNO DEL CARCERE

Ancora violenza e tensione nelle carceri liguri. Ultimo evento critico, in ordine di tempo, è una violenta rissa scoppiata tra detenuti stranieri nel carcere di Imperia. Lunedì mattina è scoppiata una rissa nel cortile dell'ora d'aria dove erano presenti diversi detenuti. Si sono affrontati una decina di detenuti, albanesi e rumeni, uno dei quali è poi dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso dove gli sono stati applicati diversi punti di sutura. La rissa, breve ma violenta, non ha avuto pericolosissime conseguenze grazie al tempestivo intervento degli Agenti di Polizia Penitenziaria.
 
ARRESTATI UNA COPPIA AD AFRAGOLA: SI SPACCIAVANO PER POLIZIOTTI PENITENZIARI.

Arrestati ad Afragola,  Lanna Mario, 52 anni e Costanzo Concetta, 50 anni, entrambi residenti a Caivano e incensurati.
Durante la  perquisizione nella casa dei due dove sono state trovate tre carte identità contraffatte, un falso atto costitutivo di società, una placca metallica riproducente l'appartenenza alla DIA e due tesserini di riconoscimento della Polizia Penitenziaria intestati a Lanna, contraffatti.
 

TAR: ENNESIMA CONDANNA AI DANNI DELL'AMMINISTRAZIONE PENITEZIARIA.
 
Un ex Generale di Brigata del disciolto corpo degli Agenti di custodia propone ricorso contro l'amministrazione penitenziaria accusando la stessa come "inadempiente" nei suoi confronti. Lamentava di non essere mai stato adibito alle mansioni che gli sarebbero spettate, subendo, quindi  una grave dequalificazione professionale, Lo stesso aggiungeva di essere divenuto l'oggetto di una attività ritorsiva, a causa delle iniziative giudiziarie che aveva intrapreso nei confronti dell'amministrazione, manifestatasi attraverso: la destinazione a ruoli di subordinazione rispetto a dirigenti di fascia, la mancata comunicazione di circolari, l'imposizione indebita dell'obbligo di registrare orari di ingresso e di uscita dalla sede di lavoro e da ultimo il mancato riconoscimento della promozione al grado superiore contestualmente alla cessazione dal servizio. Il TAR ha accolto il ricorso del Generale ritendendo valide le sue motivazioni e sentenziando un risarcimento danni pari a 167.800,00euro. 

Redazione CGIL Polizia Penitenziaria


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