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Democrazia e rappresentanza. documento dei segretari nazionali Fp Cgil

 
Gennaio 2011/Gennaio 2014: una sola direzione.
Centralità al contratto, potere alle lavoratrici e ai lavoratori, ruolo delle RSU.


I Segretari nazionali della Fp Cgil, con questo documento, intendono offrire le proprie valutazioni in merito al testo unico su "democrazia e rappresentanza" approvato recentemente dal Comitato Direttivo della Cgil, innanzitutto sottolineandone la coerenza con il primo documento sul tema approvato dal Comitato Direttivo Cgil il 15 Gennaio 2011.
 
Gli obiettivi che il CD affidò alla delegazione trattante con quell'ordine del giorno del 2011 hanno attraversato e segnato tutte le fasi della trattativa, a cominciare dagli accordi del 28 giugno 2011 e del 31 maggio 2013, terminando con il Testo Unico del 10 gennaio scorso: "certificare il grado di rappresentatività delle organizzazioni sindacali", "definire percorsi certi di consultazione dei lavoratori", "estendere e diffondere le RSU", "rendere esigibili la loro elezione", "sancire il suffragio universale", "prevedere la possibilità del ricorso al referendum da parte dei lavoratori per abrogare un accordo firmato", "rafforzare le garanzie di cogenza degli obblighi contrattuali reciproci", erano solo alcuni dei principali punti declinati allora dal C.D. della Cgil.
 
Il Testo unico, realizza nei fatti il dettato dell'articolo 39 della Costituzione e il principio dell'erga omnes per i contratti, sostanzia quel mandato e introduce un sistema di regole innovativo e di rottura fondato, da una parte sulla definizione della rappresentanza/ rappresentatività, da un'altra, sulle procedure per la stipula di contratti collettivi nazionali di lavoro e, infine, dall'ultima parte riguardante il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori e dei loro rappresentanti eletti sia nei processi negoziali, sia nella definizione ultima di un giudizio sugli accordi e sui Contratti.
 
Sulla parte che attiene alla misurazione della rappresentatività ed all'esercizio della rappresentanza, così come definito dal testo unico, l'esperienza della categoria (con già 5 tornate elettorali  per i rinnovo delle RSU alle spalle) e le ripetute criticità verificatesi nei settori privati (e non solo) della funzione pubblica in occasione  di contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti senza accertamento alcuno sul reale grado di rappresentatività dei soggetti contrattuali, non possono che confermare il giudizio di necessità sulle scelte che il Testo unico realizza: la misurazione reale della rappresentatività attraverso il mix deleghe/voti anche per i settori privati del lavoro pubblico è stato uno degli obiettivi principali della nostra azione sindacale. 
 
Sulla parte che attiene alle procedure negoziali ed in particolar modo al nuovo principio della maggioranza  (il 50% + 1), indispensabile per sottoscrivere accordi, i Segretari nazionali giudicano il testo unico, per questo aspetto, semplicemente decisivo: impedire il ripetersi di accordi separati (non solo nei settori privati) che non godono del consenso "preventivo" delle organizzazioni che, sole o nel loro insieme, rappresentano la maggioranza dei lavoratori interessati è stato, anche qui, uno dei punti centrali di tutte le piattaforme rivendicative elaborate dalla Funzione pubblica negli ultimi anni. 
 
E, a riguardo, la segreteria giudica determinante che la regola del 50%+1 sia prevista ed estesa anche alla contrattazione di II° livello. Il fatto che a questo principio, elementare per ogni sistema realmente democratico, siano affiancate previsioni sanzionatorie, riferite comunque ai diritti contrattuali e non ai singoli lavoratori, tutte da sostanziare con la contrattazione collettiva nazionale e il cui obiettivo dichiarato è l'applicazione di un contratto/accordo che ha passato tutte le "certificazioni" (50% +1 delle OO.SS., consenso delle RSU e delle lavoratrici e dei lavoratori interessati), è giudicato come un ulteriore elemento di certezza e serietà  per il  nuovo sistema di regole.
         
Sulla parte, infine, che attiene al ruolo attivo delle lavoratrici e dei lavoratori e a quello dei soggetti da essi stessi eletti (le RSU), i segretari nazionali Fp Cgil esprimono un giudizio positivo: uscire da una spirale entro la quale era continuamente negata finanche la possibilità che lavoratrici e lavoratori esprimessero un giudizio sugli accordi che li riguardavano era e resta, almeno fino alla totale estensione ed applicazione del nuovo modello a tutti i settori privati e pubblici della Funzione Pubblica, una delle esigenze più stringenti per la nostra azione.
         
Con il testo unico del 10 Gennaio è sancita chiaramente e senza ombra di dubbio la nuova regola che vede un contratto collettivo nazionale di lavoro o un accordo essere considerato valido e quindi pienamente applicabile solo a fronte del consenso della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.
 
Il nuovo regolamento apre, quindi, con nettezza una nuova stagione nella quale, spostando l'asse della rappresentanza dagli iscritti alle lavoratrici e ai lavoratori, l'idea di confederalità generale del lavoro torna pienamente al centro della scena, nelle nostre concrete disponibilità. 
 
I Segretari nazionali Fp Cgil, quindi, giudicano positivamente i contenuti del testo unico del 10 gennaio, così come positivo è il giudizio di merito sull'intero negoziato, sulla coerenza del processo con gli obiettivi affidati dal Comitato Direttivo della Cgil nel gennaio 2011 e si impegnano affinché nelle successive fasi di trattativa, nelle elaborazioni delle piattaforme e nelle azioni di politica sindacale, il tema dell'estensione di quel testo a tutti quei settori privati ancora esclusi diventi punto centrale, così come la richiesta, che dal testo unico esce rafforzata, di una legge generale sulla rappresentanza del mondo del lavoro.
 
Si impegnano inoltre, per la parte che riguarda la consultazione su contratti e accordi, affinché il tema della certificazione ultima da parte di lavoratrici e lavoratori sia punto ir-rinunciabile   della rivendicazione   della Funzione   Pubblica anche per quel che attiene i settori pubblici. 
 
In coerenza con quanto appena affermato e nel rispetto delle decisioni che il Comi-
tato Direttivo della Cgil adotterà nei prossimi giorni, i Segreteri nazionali assumono come prioritaria l'esigenza che sul nuovo regolamento la consultazione avvenga in tutti i setto-ri, pubblici e privati, afferenti alle responsabilità della categoria.
 
Roma 10 Febbraio 2014
 
La Segreteria Generale Fp Cgil - Rossana Dettori
I Segretari Nazionali Fp Cgil - Concetta Basile, Federico Bozzanca, Salvatore Chiaramonte, Fabrizio Fratini, Alfredo Garzi, Cecilia Taranto.

 


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