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Circolari progressioni - Riforma addio o arrivederci? - Circolare 66/14

 
 

 RIFORMA, ADDIO O ARRIVEDERCI? RESTANO SOLO I TAGLI
 
Con un comunicato stampa il Ministro ha informato ieri che viene sostanzialmente ritirato il DPCM di organizzazione. In sostanza il DPCM viene mantenuto per assolvere gli obblighi della spending review, quindi la riduzione di costo del lavoro e degli Uffici, ma viene a cadere tutta l'impalcatura della riorganizzazione, il cui iter viene affidato allo strumento ordinario, il DPR, e quindi si riparte, naturalmente aspettando lumi dalla crisi politica che ormai avvolge questo paese in una nebbia fitta. Sappiamo che questo atto viene accompagnato da grossi sospironi di sollievo, e riteniamo la decisione del Ministro saggia, visto la molteplicità delle criticità presenti nella schema ormai tramontato. E allo stato non sono ipotizzabili i tempi. Davvero un'occasione perduta. Ma certo la situazione non è tale da consentirci ottimismo. In sostanza si santificano tagli inutili e senza alcun risparmio significativo per il bilancio dello stato. Semplicemente ci ritroviamo cassati duemila posti di lavoro che avrebbero potuto formare un serbatoio occupazionale per i giovani e consentire lo scorrimento del personale idoneo interno. Ai giovani ed ai precari sotto i 35 anni resta l'iter di un paraconcorso che non assume, ai lavoratori vengono ridotte le prospettive di crescita professionale. Questo è il magnifico risultato della spending review, una manovra basata su calcoli ragionieristici astratti che producono risparmi virtuali. Naturalmente ci riserviamo sulla vicenda un commento più articolato all'esito della riunione odierna con il Capo di Gabinetto.
 

CIRCOLARI SULLE PROGRESSIONI: ALCUNI CHIARIMENTI

È stata emanata una ulteriore Circolare, a seguito delle nostre osservazioni (ma non solo nostre) sulla Circolare 56/2014.
Prendiamo atto che alcune nostre richieste sono state accolte, in particolare quelle riferite alla possibilità di accesso, da parte dei candidati, a tutta la graduatoria che li riguarda e la concessione di un congruo periodo di tempo, prima di procedere alla registrazione definitiva della graduatoria, per dar modo di verificare tutte le incongruenze che si ritiene di rilevare prima di attivare il contenzioso eventuale previsto dalla legge. Così come prendiamo atto dell'impegno di controllo capillare di tutti i titoli presentati. Restano due questioni che vogliamo sottolineare, ambedue riferite alla dichiarazione contenuta nella Circolare relativamente al fatto che la procedura non prevede idonei.
La prima è riferita al fatto delle circa 350 posizioni ancora da assegnare nell'ambito dei numeri previsti dall'accordo. Sarebbe stato opportuno specificarlo, nella Circolare. E, per dare ancora di più massima trasparenza all'intero processo, mettendo a tacere qualche voce malevola, noi riteniamo indispensabile che il previsto confronto sui criteri di distribuzione dei residui 350 posti avvenga prima della pubblicazione delle graduatorie.
Inoltre, noi troviamo singolare il ragionamento secondo il quale, poiché la graduatoria non prevederebbe idonei, si pubblicano solo i vincitori e la procedura si esaurisce con questo.
Noi sommessamente ricordiamo che, essendo una procedura selettiva, l'esito non può essere che la messa in chiaro di tutta la procedura e che anche i non vincitori fanno parte di una graduatoria formata sulla base della valutazione dei titoli da parte della Commissione competente. E che noi abbiamo un accordo, ricompreso nella circolare 170/2007, che prevede la durata della validità delle graduatorie selettive fino all'emanazione di bandi successivi, analogamente a quanto avvenuto per le graduatorie relative alle vecchie riqualificazioni. Pertanto, prima di definire queste modalità, è opportuno che la questione venga affrontata e discussa sul tavolo nazionale.
 

CIRCOLARE 66/2014: A GAMBA TESA SULLE LIBERTA' SINDACALI?
 
Fresca fresca è stata emanata una Circolare interpretativa nientepopodimenochè delle liberta sindacali. Al di là delle valutazioni di merito, quali il riferimento ai part time sindacali il cui trattamento è già chiaramente definito nell'accordo quadro e quindi non si comprende la finalità di questa tatuologica quanto parziale copiatura di norme,  e la decisione di non pagare più alcuna forma di salario accessorio ai cattivi sindacalisti, sull'onda di una interpretazione dell'ARAN riferita al periodo di splendore brunettiano e del tutto ignorando quanto specificatamente scritto all'art.17 dello stesso accordo quadro cui fanno riferimento. Pertanto al personale in distacco o permesso sindacale si applicano, ai fini della retribuzione accessoria, le fattispecie previste da una tabella specifica (Tabella 1 dall'allegato B al CCNL 94/97). Inoltre, visto che ci risulta che l'amministrazione ai suoi distaccati paga solo il buono pasto a seguito di un accordo interno evidentemente dimenticato dai nostri o ritenuto, a torto o a ragione, illegittimo, bastava una semplice disposizione di ufficio finalizzata a negare i buoni pasto al personale in distacco e a confermarlo al personale in permesso sindacale.
Al di là di queste prime valutazioni ci  preme in questo caso sottolineare come questa Circolare rischi di far saltare tutto il confronto appena iniziato sulle relazioni sindacali. È del tutto noto, infatti, che nel momento in cui si avvia un confronto le parti non intervengono sulle materie oggetto dello stesso, e l'esercizio delle libertà sindacali è stato chiaramente indicato dal Capo di Gabinetto come uno dei temi della discussione. Altro aspetto che ci preme rilevare è quello riferito alla disinvoltura con la quale la dirigenza amministrativa del MIBACT interviene su materie la cui regolamentazione ed interpretazione è demandata ai tavoli nazionali di comparto e non alle singole amministrazioni. Questo atteggiamento è del tutto rivelatore delle intenzioni che la nostra controparte ha nella regolazione dei rapporti con noi e la terremo bene da conto in riferimento agli attacchi continui al sistema di contrattazione integrativa, ampliando il campo delle responsabilità connesse,  responsabilità da collegare alle dirette conseguenze di questo atteggiamento.
 
Roma, 13 febbraio 2014
 
 
FP CGIL MIBACT
Claudio Meloni
 

 

  

 



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