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8 Marzo - Giornata internazionale della donna

Roma, 7 Marzo 2014
 
Quest'anno, in occasione della festa della donna, la CGIL aderisce alle manifestazioni indette a sostegno della lotta delle donne spagnole contro i gravi attacchi alla libertà delle donne di scegliere sul proprio corpo.
 
È recente, in Spagna, la proposta di legge del governo del partito popolare conservatore di Rajoy che, oltre a riaffermare l'obiezione di coscienza per tutto il
personale medico, introduce drastiche limitazioni alla possibilità di interrompere la gravidanza, attribuisce l'esclusiva decisione ai medici e riporta l'aborto a essere un reato.
 
Nella stessa direzione si colloca la bocciatura da parte del Parlamento europeo della risoluzione "Estrela", che intendeva impegnare gli Stati della UE a mettere al centro delle proprie politiche sociali i diritti sessuali, la lotta alle discriminazioni basate su genere e orientamento sessuale e l'autonomia di scelta delle donne.
 
Anche in Grecia, fra le pesanti limitazioni del welfare dovute alle politiche di austerity, l'interruzione volontaria di gravidanza è stata eliminata dalle prestazioni gratuite e garantite dal sistema sanitario nazionale.
 
L'ovvia conseguenza di queste limitazioni e privazioni sarà l'aumento degli aborti clandestini, ai quali saranno maggiormente esposte le donne migranti.
 
In Italia, le regioni Piemonte, Lazio, Veneto e Lombardia sono state usate come "banco di prova" nella prospettiva di ridefinire la legislazione nazionale in materia di interruzione volontaria di gravidanza, e, con il sostegno delle Giunte Regionali di centro-destra, i movimenti antiabortisti si sono fatti strada all'interno di consultori, ospedali pubblici e, recentemente, anche nei luoghi della formazione.
 
Questa tendenza è conseguenza di una strategia politica, che ripudia il principio di laicità dello stato e mira a ridurre gli spazi di autonomia e libera scelta di poter vivere liberamente la propria sessualità, non solo delle donne ma di tutti.
 
Invece di limitare la libertà di scelta, è necessario creare una società che includa le donne e le metta in condizioni di poter scegliere davvero. Bisogna spogliarsi delle ipocrisie e dare delle risposte concrete per migliorare le condizioni materiali di vita delle donne: garantire un welfare e un lavoro che consenta loro di essere indipendenti, un sistema di tutele sul lavoro che permetta alle donne che lo scelgono di essere madri.
 
Questo 8 marzo, in tante città europee il movimento delle donne ha deciso di reagire per costruire una rete che ci unisca tutte a difesa del principio di autodeterminazione.
Sul corpo delle donne, decidono le donne!
 
Laura MAZZETTI - Componente CUG Nazionale per la FP CGIL - CFS
Francesca CASALUCCI - Coordinatrice Nazionale FP CGIL - CFS
 

 
 


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