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Tessera Professionale Europea (European Professional Card EPC)


L'articolo "4" della Direttiva 2013/55/UE che modifica la direttiva 2005/36/CE introduce latessera professionale europea (EPC)
Tra le professioni per le quali sarà possibile richiedere la tessera ci saranno Infermieri, Medici e Fisioterapisti.
 
La EPC  è pensata per rafforzare il mercato interno e promuovere la libera circolazione dei professionisti, garantendo contemporaneamente un più efficiente e trasparente riconoscimento delle qualifiche  professionali e per  rendere più efficiente la procedura per chi intende esercitare una professione regolamentata in altri Stati membri.
Questi obiettivi verranno realizzati mediante un maggior coinvolgimento delle autorità competenti dello Stato membro di origine e l'utilizzo di procedure elettroniche.
 
Di seguito il parere dell'EPSU (la Federazione Europea deiServizi pubblici alla quale aderisce la Fp Cgil) in merito all'introduzionedella EPC
 
Da una stima approssimativa il numero di infermieri rappresentati da EPSU è circa 1.5 milione
 
EPSU sostiene l'introduzione della EPC ma solo per gli infermieri di "assistenza generale" (*), almeno in un primo momento,  poiché questo argomento è stato già discusso e approvato all'interno di EPSU.  Mentre non c'è stata ancora alcuna discussione per quanto concerne gli infermieri"specializzati" e quindi non c'è, attualmente, una posizione  ufficiale EPSU.
 
EPSU sostiene il ruolo esteso previsto per il sistema di informazione del mercato interno (IMI) come strumento più adatto a sostenere, includere e trasferire informazioni dettagliate sul titolare della carta, per accelerare il processo di riconoscimento e di creare maggiore fiducia tra i diversi soggetti interessati.

In linea di principio EPSU sostiene l'obiettivo di accelerare il processo di riconoscimento che è nell'interesse degli operatori sanitari che chiedono il riconoscimento e il lavoro  in un altro Stato membro dell'UE. 
Per adempiere in modo corretto ed efficace ai oro compiti è indispensabile che le autorità nazionali responsabili abbiano le competenze e le risorse necessarie.

EPSU sostiene anche la natura volontaria della tessera professionale europea (EPC) e il formato proposto, una tessera /certificato elettronico virtuale collegata al sistema IMI ( Informazione del Mercato Interno)

In merito ai costi della EPC,  EPSU sostiene  che "il costo applicato agli operatori sanitari per la tessera deve essere ragionevole, proporzionato e commisurato ai costi sostenuti dagli Stati di provenienza e da quelli ospitanti e non essere un disincentivo alla richiesta della Card stessa".


(*)ndr: Attualmente in Italia esiste un solo tipo di infermiere che, pur avendo la possibilità di frequentare dei master e quindi di specializzarsi, è, dal punto di vista contrattuale, un infermiere professionale, mentre in alcuni paesi europei esistono due categorie di infermieri: gli infermieri di assistenza generale, coloro che prestano assistenza ospedaliera e ambulatoriale, e gli infermieri specializzati che sono formati per lavorare in ambiti più specifici come, ad esempio le sale operatorie, la rianimazione, ecc.
 
 
Riferimenti normativi:
 
Considerando (in merito alla tessera professionale europea(EPC) della Direttiva 2013/55/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO  del 20 novembre 2013 recante modifica della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento (UE) n.1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno («regolamento IMI»)
 
 
(4) Al fine di rafforzare il mercato interno e di promuovere la libera circolazione dei professionisti, garantendo al contempo un più efficiente e trasparente riconoscimento delle qualifiche professionali, una tessera professionale europea costituirebbe un valore aggiunto. In particolare, tale tessera sarebbe utile per favorire la mobilità temporanea e il riconoscimento ai sensi del sistema di riconoscimento automatico nonché per promuovere un processo semplificato di riconoscimento in base al sistema generale. L'obiettivo della tessera professionale europea è di semplificare il processo di riconoscimento e di introdurre l'efficienza economica e operativa a vantaggio dei professionisti e delle autorità competenti. L'introduzione di una tessera professionale europea dovrebbe tenere conto del punto di vista della professione interessata e dovrebbe essere preceduta da una valutazione della sua adeguatezza per tale professione e del suo impatto sugli Stati membri. Tale valutazione dovrebbe essere condotta in collaborazione con gli Stati membri, se necessario.
La tessera professionale europea dovrebbe essere rilasciata su richiesta di un professionista e in seguito alla presentazione dei documenti necessari e all'espletamento da parte dell'autorità competente delle corrispondenti procedure di verifica. Se la tessera professionale europea è rilasciata ai fini dello stabilimento, essa dovrebbe costituire una decisione di riconoscimento ed essere trattata come qualsiasi altra decisione di riconoscimento di cui alla direttiva 2005/36/CE. Essa dovrebbe integrare piuttosto che sostituire eventuali requisiti di registrazione legati all'accesso a una determinata professione. Non é necessario introdurre la tessera professionale europea per le professioni legali per le quali sono giàstate introdotte tessere professionali nel quadro del sistema previsto dalladirettiva 77/249/CEE del Consiglio, del 22 marzo 1977, intesa a facilitarel'esercizio effettivo della libera prestazione di servizi da parte degliavvocati (6) e dalla direttiva 98/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,del 16 febbraio 1998, volta a facilitare l'esercizio permanente della professionedi avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquistata laqualifica (7).

(5) Il funzionamento della tessera professionale europea dovrebbe essere basato sul sistema di informazione del mercato interno (IMI) istituito con regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (8). La tessera e l'IMI dovrebbero rafforzare le sinergie e la fiducia tra le autorità competenti, eliminando al contempo la duplicazione dei compiti amministrativi e delle procedure di riconoscimento per le autorità competenti stesse e creando maggiore trasparenza e sicurezza per i professionisti.

(6)Il processo di domanda e di rilascio della tessera professionale europea dovrebbe essere chiaramente strutturato e incorporare garanzie e diritti di ricorso al richiedente. È opportuno specificare mediante atti di esecuzione gli obblighi in materia di traduzione e le modalità di pagamento delle eventuali spese che un richiedente deve sostenere in modo chel'iter all'interno dell'IMI non sia perturbato o ostacolato e che il trattamento della domanda non subisca ritardi. La definizione del livello delle spese è di competenza degli Stati membri. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia comunicare alla Commissione il livello delle spese definito. La tessera professionale europea e il relativo iter all'interno dell'IMI dovrebbero garantire integrità, autenticità e riservatezza dei dati archiviati ed evitare l'accesso illecito e non autorizzato alle informazioni ivi contenute.



 


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