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Comunicato su bando di mobilità Giustizia
 

  
  

Vi inoltriamo il link del bando di mobilità pubblicato ieri sul sito del Ministero della Giustizia (https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_16_1.wp?previsiousPage=homepage&contentId=NEW1113401).


Il bando in questione è stato da noi contestato poiché in forte contrasto, nell'individuazione dei profili professionali e nelle modalità di emanazione, con qualsivoglia negoziazione su organizzazione e riqualificazione del personale interno, unico del comparto stato a non aver effettuato, negli ultimi 20 anni, alcuna progressione in carriera.
Abbiamo considerato la decisione del Ministro Orlando e del Governo tanto grave da dover ricorrere alla proclamazione dello stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Giustizia.
Il bando - oltretutto - presenta ulteriori gravi criticità che ne mettono in discussione l'effettiva attuazione.
Pur essendo formalmente aperto agli altri comparti, esso in realtà non permette alcuna mobilità extracompartimentale, in particolare se si analizza la cosiddetta clausola di salvaguardia che stabilisce che "Il personale appartenente ad amministrazione diversa dai ministeri dovrà allegare una dichiarazione della propria amministrazione, con la quale la stessa si impegna "a procedere al versamento delle risorse corrispondenti al 50% del trattamento economico spettante al personale interessato al trasferimento". 
Risulta chiaro come questa clausola di fatto impedisca qualsiasi effettivo processo di mobilità da altri comparti extra comparto e rappresenti, dunque, ulteriore motivo per far ritirare il bando e riportare la questione al tavolo della trattativa con le organizzazioni sindacali, in maniera che venga gestito in maniera equilibrata e coerente con i necessari processi di riqualificazione del personale, salvaguardando i livelli occupazionali di tutte le amministrazioni, con particolare riferimento a quelle che presentano problemi di mobilità.
Questo modo di agire del Ministro Orlando (sostenuto in queste ora dalla stessa Ministra della PA), rappresenta per noi proprio ciò che non va fatto, per governare con efficacia e razionalità i processi complessi e drammatici di ricollocazione e valorizzazione delle risorse umane determinati dalle riorganizzazioni in corso.
Manca nella testa di questo governo ogni idea coordinamento e regia, né si trova traccia alcuna di partecipazione e negoziazione, strumenti per noi indispensabili per salvare la qualità del lavoro pubblico e rilanciare servizi pubblici strategici per il Paese, a partire da quelli della Giustizia.
Roma, 22 gennaio 2015
 

Il Segretario Nazionale FPCGIL
Salvatore Chiaramonte
 


 
 
 

 
 


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