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Carenza di personale di Polizia penitenziaria - Sospensione provvedimenti

Prot. n. CS 141/2007
 
Al Capo del Dipartimento A.P.
Pres. Ettore Ferrara
R o m a

e, p.c
Al Ministro della Giustizia
Sen. Clemente Mastella
R o m a

Ai Vice Capo del Dipartimento A.P.
Dr. Emilio di Somma
Cons. Armando D'Alterio
R o m a

Al Direttore della Direzione Generale del Personale
Dr. Massimo De Pascalis
R o m a

All'Ufficio del Capo del Dipartimento
Ufficio Relazioni Sindacali
R o m a

Alle Strutture regionali e territoriali FP CGIL

Ai delegati ed iscritti FP CGIL
Polizia penitenziaria

Egregio Presidente,
abbiamo nei giorni scorsi ricevuto la nota n. 157178 del 17 maggio u.s. con cui la Direzione Generale del Personale e della Formazione - considerate giustamente allarmanti, anche in vista dell'approssimarsi del piano ferie estivo, le condizioni di estremo disagio operativo rappresentate dagli istituti penitenziari del nord del Paese a causa della cronica carenza di personale di Polizia penitenziaria - comunica l'intenzione di avviare una condivisibile strategia di interventi finalizzata al superamento delle criticità accertate in quelle regioni.
Preliminarmente, siamo lieti di constatare che - almeno in linea di principio - codesto Dipartimento, recependo le reiterate istanze avanzate in tal senso anche dalla FP CGIL, manifesta concretamente un adeguato livello di attenzione e sensibilità istituzionale verso quelle articolazioni periferiche, troppo spesso rimaste colpevolmente inascoltate nel recente passato.
Sull'iniziativa assunta, però, ci consenta di sottoporre alla Sua attenzione almeno due questioni.
La prima, attiene al metodo utilizzato nell'occasione dalla predetta Direzione Generale che, di fatto, per quanto condivisibile nel merito possa essere la strategia d'intervento ideata, ha completamente eluso il tavolo negoziale sulle procedure di mobilità del personale di Polizia penitenziaria, previste dalla normativa contrattuale vigente.
La seconda, riguarda le temporanee e generalizzate procedure di sospensione dei provvedimenti di assegnazione provvisoria disposte nei confronti del personale di Polizia penitenziaria fino al prossimo 30 settembre, inique e profondamente penalizzanti.
Intendiamo innanzitutto soffermarci sui distacchi richiesti per gravissimi e documentati motivi di carattere personale e familiare disposti da codesta Amministrazione ai sensi dell'articolo 7 del C.C.N.L., recepito con D.P.R. n. 254/99.
Si tratta, in questo caso, di un istituto contrattuale rispetto al quale l'Amministrazione - una volta verificata la sussistenza delle ragioni documentate poste a fondamento della richiesta del dipendente - non può e non deve avere alcun atteggiamento discrezionale, tanto meno prevedere illegittime sospensioni temporanee, più semplicemente deve ottemperare senza indugio e riserva alcuna.
Diversa e ormai indispensabile è invece, a giudizio della FP CGIL, la sospensione dei numerosissimi provvedimenti di distacco indebitamente disposti da codesta Amministrazione centrale negli ultimi anni - invero finanche negli ultimi giorni - nei confronti del personale di Polizia penitenziaria posto in servizio presso il Ministero della Giustizia, il Dipartimento A.P., il G.O.M., l'U.S.P.E.V., i P.R.A.P, la Scuola di Via di Brava e i servizi centrali.
Ciò, essenzialmente, per tre motivi:

a) tranne quelli disposti su ordine di servizio del Capo del DAP, quei provvedimenti sono tutti illegittimi, perché fondamentalmente non previsti da alcun istituto normativo (diverso sarebbe stato il ricorso a provvedimenti di missione);
b) si tratta di personale che può essere immediatamente utilizzato e che, nella stragrande maggioranza dei casi, è in carico proprio a quegli istituti che oggi lamentano forte carenza di personale;
c) dal punto di vista numerico, si tratta di un contingente assolutamente rilevante e adeguato a fronteggiare l'esigenza.

Per quanto sopra, signor Presidente, la FP CGIL La invita a far tenere alla Direzione Generale del Personale i necessari correttivi alla disposizione emanata nei giorni scorsi, provvedendo a modificarla nei sensi indicati nella presente missiva e, soprattutto, ad adoperarsi concretamente per il rientro nelle sedi di provenienza del personale di Polizia penitenziaria indebitamente distaccato presso le sedi centrali testé indicate.
Del resto, certo rammenterà, all'inizio del Suo mandato Le avevamo posto l'esigenza di offrire al sistema un deciso cambio di rotta, una discontinuità amministrativa che avrebbe dovuto sostanziarsi anche nella pratica quotidiana dell'Amministrazione, finalmente credibile, trasparente e, soprattutto, rispettosa delle regole stabilite, valide per tutti non solo per i più sfortunati, come invece accade ancora oggi. Ponga con fermezza e autorità - signor Presidente - un argine al nepotismo sfrenato che ha caratterizzato e sta ancora distinguendo negativamente l'attività di parte del Dipartimento da Lei diretto e alle intollerabili ingiustizie che da anni si stanno consumando ai danni dei poliziotti penitenziari impegnati negli istituti di pena.
Questo Le chiede la FP CGIL.
Diversamente, sappia che questa O.S. si riterrà libera di ricorrere all'attivazione di tutti gli strumenti di lotta a propria disposizione, compresa la possibilità - niente affatto remota - di adire la competente autorità giurisdizionale.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.
Cordialmente

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL
Polizia penitenziaria
Francesco Quinti

Roma, 30 maggio 2007
 

 


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