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Turco, basta una firma per 3mila medici precari della medicina generale

Dichiarazione di Massimo Cozza, segretario nazionale FP CGIL Medici e di Nicola Preiti, coordinatore nazionale medicina generale FPCGIL Medici

Lanciamo un appello alla Ministra della Salute Livia Turco per dare una speranza di lavoro a circa 3mila medici costretti al precariato ma senza diritto a lavorare stabilmente nella medicina generale. Basta una sua firma.

Nei prossimi giorni il Ministero della Salute dovrà infatti definire il testo di recepimento della Direttiva 2005/36/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativa all'accesso alla medicina generale.

La stessa normativa europea prevede la possibilità per gli stati membri di rilasciare il titolo di formazione in medicina generale, anche attraverso una formazione complementare equivalente rispetto all'attuale corso per la medicina generale, nei fatti irraggiungibile per migliaia di medici precari della medicina generale, che hanno raggiunto e superato i 35 anni.

La Turco non dovrebbe far altro che firmare un testo che, come già in vigore in Europa, istituisce anche per l'Italia una formazione complementare regionale in medicina generale, articolata in 1600 ore di attività didattiche teorico- pratiche, per i medici con un'esperienza professionale certificata di 3200 ore, svolta anche non continuativamente nell'ambito della medicina generale.

Così per circa 3mila medici si aprirebbe la possibilità di accesso alle graduatorie regionali, per poi un domani, poter avere un rapporto di lavoro sostanzialmente stabile, senza costringere i nostri medici ad emigrare in altri paesi comunitari, per acquisire un titolo che l'Europa riconosce.

E' una occasione unica per dare finalmente una risposta concreta ad una drammatica situazione di precariato che vede migliaia di medici lavorare da anni in qualità di sostituti, precari e sottopagati, e con il rischio di trovarsi, con il passare degli anni, perfino senza alcun lavoro.

Si tratta di una scelta in linea con la normativa europea, con la politica del Governo orientata verso la stabilizzazione del precariato, e già condivisa da numerosi autorevoli parlamentari, come Sanna, Boato, Burtone, Cancrini, Carta, Grassi, Lo Monte, Palumbo, Pellegrino, Samperi, Satta, Schirru, Trupia, Canotti, che già hanno presentato uno specifico progetto di legge alla Camera dei Deputati.

Roma, 6 giugno 2007



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