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LA SOLITA INACCETTABILE CORSA AD OSTACOLI PER IL PAGAMENTO DEL SALARIO ACCESSORIO

COMUNICATO

   Ancora una volta registriamo ritardi inaccettabili nei tempi di pagamento del salario accessorio. Ci risultano ritardi in diverse regioni sul pagamento del salario accessorio 2014 e non si hanno notizie dell'avvenuta certificazione dell'accordo sul FUA 2015, a distanza di ben 5 mesi dalla data di sottoscrizione dell'accordo stesso. Una situazione che ormai ha superato ogni limite di decenza e non trova alcuna giustificazione che non sia la protervia degli organi di controllo in rapporto alla debolezza dell'Amministrazione, che non riesce minimamente a modificare un comportamento volutamente dilatorio rispetto ai tempi di certificazione degli accordi e agli  interventi unilaterali da parte di MEF e compagnia bella. In allegato vi inviamo la nota unitaria spedita in data odierna alla controparte che esplicita la nostra dura presa di posizione e preannuncia un inasprimento delle forme di mobilitazione già a partire dai prossimi giorni, se non si avranno risposte certe.

 Riforma e dintorni
 Sul fronte riforma in questo mese dovranno essere portate a termine le procedure per il riconoscimento dei passaggi orizzontali e dovrà essere emanato il bando di mobilità volontaria propedeutico alla composizione degli organici. Due passaggi importanti e molto attesi dai lavoratori sui quali ci pare opportuno fornire alcuni chiarimenti a seguito di numerosi quesiti che ci sono giunti:
-   la copertura dei passaggi orizzontali deve essere valutata nell'ambito delle previsioni relative alla capienza dei profili di destinazione a livello regionale e non a livello dei singoli uffici. Al riguardo ribadiamo che le criticità allo stato rilevate dall'Amministrazione, ovvero la ridondanza di domande rispetto alla capienza dei profili,  riguardano tre Regioni (Campania, Lazio e Toscana). Nel corso della discussione sul tavolo nazionale si è ipotizzato, per queste tre Regioni,  uno scorrimento progressivo rapportato ai pensionamenti previsti nei profili interessati. Questo significa che chi ha maturato i requisiti ma non trova posto per l'indisponibilità dei posti deve continuare a svolgere le mansioni del profilo verso il quale si intende transitare fino al verificarsi della situazione che determina il passaggio. Questo sulla base dei criteri di precedenza che sono stati discussi in sede tecnica e che saranno valutati e ricompresi in uno specifico accordo nazionale;
-    per quanto riguarda il bando di mobilità volontaria in sede tecnica sono stati definiti dei criteri che saranno anch'essi sottoposti al vaglio del tavolo nazionale per poi essere ricompresi nel bando. Al riguardo vi invitiamo a segnalare eventuali iniziative unilaterali attivate sulla materia da singoli Uffici o Segretariati Regionali. Tali iniziative non sono legittime e sono fuori del contesto degli accordi raggiunti sul tavolo nazionale e pertanto vanno contrastate e opportunamente segnalate a noi ed alle Direzioni Centrali. Specifichiamo infine che, stante lo stato di agitazione in atto, noi attiveremo il confronto solo su questi due punti per i riflessi importanti e evidenti che gli stessi comportano sulla tutela dei diritti dei lavoratori in questa delicata fase di assestamento degli organici. Di conseguenza non parteciperemo ad alcun confronto ulteriore  relativo all'attuazione del DM sugli organici, perlomeno sino a quando non otterremo risposte fattive e concrete sulle questioni che abbiamo posto alla base della vertenza, in primis la vicenda irresponsabile dei mancati pagamenti del salario accessorio e la mancata attuazione degli scorrimenti tra le aree.

 Prosegue la mobilitazione            
la mobilitazione contro la destrutturazione delle linee di tutela del patrimonio culturale prosegue e segna un importante saldatura con intellettuali e associazioni che hanno inviato appelli alle massime cariche dello Stato contro l'applicazione della legge Madia di riforma della PA che prevede la confluenza degli Uffici periferici statali nell'Ufficio Territoriale dello Stato alle dipendenze dei prefetti. Le motivazioni alla base della dura presa di posizione contenuta nell'appello a firma di Settis, Montanaro, Dario Fo e illustri costituzionalisti, ma anche in altri appelli, come quello dell'Associazione Bianchi Bandinelli, contemplano temi che sono parte centrale della nostra vertenza, come quello occupazionale e quello relativo all'indebolimento strutturale dei processi di tutela conseguente alla distribuzione delle nuove previsioni organiche degli Uffici. Abbiamo letto con piacere nel corso di questo mese analisi puntuali sullo stato del degrado organizzativo del Ministero che coincidono con le nostre e riteniamo che la nostra battaglia, che comprende  rivendicazioni specifiche come quella sul salario accessorio e sui riconoscimenti professionali tramite la riapertura degli scorrimenti tra le aree, sia parte fondamentale di una vertenza complessiva che anche a nostro avviso riguarda la difesa dei principi fondanti contenuti nell'articolo 9 della Costituzione. Il 2 settembre scorso vi è stata una grande e partecipata manifestazione dei lavoratori veneti dei beni culturali in occasione della inaugurazione della Mostra Cinematografica di Venezia. Manifestazione ignominiosamente ignorata nelle cronache nazionali dei media, peraltro sempre pronti a buttarsi su presunte assemblee selvagge, ma ricca di contenuti e partecipazione. Che ha avuto come seguito un incontro con lo stesso Ministro Franceschini, al quale i  rappresentanti territoriali CGIL, CISL e UIL hanno illustrato le ricadute specifiche sul territorio veneto delle gravi deficienze organizzative del MIBACT. Occorre proseguire su questa strada e già dai prossimi giorni saranno concordate ulteriori iniziative di protesta e mobilitazione da attuare congiuntamente con i sottoscrittori di questi appelli. Restiamo convinti che la vicenda del lavoro nei beni culturali non possa essere disgiunta dall'idea della fruizione del patrimonio culturale come diritto fondamentale dei cittadini e certo non mancherà il nostro fattivo sostegno a questa battaglia.  

 Il caso Piemonte.
 L'estate è famosa per i delitti e quello che si sta consumando in Piemonte ci pare particolarmente efferato. In sostanza, come avevamo preannunciato in tempi non sospetti, si sta concretizzando l'operazione di alienazione da parte del Ministero del patrimonio culturale, prefigurando questo Circuito delle residenze Sabaude che avrà a capo la Fondazione Venaria Reale, alla cui direzione è stato destinato il per noi mitico dr. Turetta. Un protocollo di intesa che definisce un  programma di valorizzazione di fatto sottraendo il compito al neo costituito Polo Regionale che non si comprende quale funzione potrà rivestire in relazione ai compiti che la riforma Franceschini gli assegna. Rischiando di rimanere una scatola vuota e di prefigurare un modello, che a Roma stiamo verificando con il famigerato Consorzio dell'Area archeologica centrale, che sostanzialmente mira a sottrarre il patrimonio alla diretta gestione statale. Vi alleghiamo al riguardo sia il testo del Protocollo che una nota di valutazione a firma di CGIL e UIL territoriali, nota di cui condividiamo i contenuti alla virgola. Anche questa problematica naturalmente rientra a pieno diritto tra i temi di vertenza generale.

       Claudio Meloni 
 FP CGIL NAZIONALE MIBACT

 
 
 



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