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RIUNIONE AL MINISTERO DEL LAVORO: RINVIATA LA CONCILIAZIONE
 


Si è svolto ieri il tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro, convocato a seguito dell'avvio delle procedure per la proclamazione dello sciopero nel MIBACT. La riunione ha avuto un esito interlocutorio, rinviando la decisione finale ad una ulteriore riunione, convocata per il 22 ottobre p.v.. Nel corso della riunione abbiamo rappresentato alla controparte presente (il dr. Angelini e la dr.ssa Passarelli) i punti di vertenza nazionale, a cui abbiamo naturalmente aggiunto il famigerato decreto legge che interviene sulla legge che regolamenta il diritto di sciopero nei servizi pubblici.
 In particolare abbiamo rappresentato quanto segue:
·sulle modalità di pagamento dei fondi di salario accessorio. Preso atto dell'avvenuto finanziamento del maturato 2014 e 2015 abbiamo chiesto garanzie in ordine al pagamento concreto entro massimo il mese di novembre delle competenze arretrate. Abbiamo chiesto inoltre conferma del progetto di pagamento dei fondi per le turnazioni, a partire dal febbraio 2016, entro il mese successivo a quello della loro maturazione. L'amministrazione ci ha risposto assicurando il pagamento entro la tempistica richiesta e confermando la decisione di garantire il pagamento mensile delle turnazioni maturate nell'anno prossimo. Ancora manca l'individuazione dello strumento preciso, ovvero se si intende procedere per via amministrativa oppure con una norma specifica;
· sul DM organici: abbiamo rappresentato il grave squilibrio che a nostro avviso ha determinato nella distribuzione previsionale dei fabbisogni, in particolare per l'indebolimento insostenibile delle linee e dei settori che si occupano di tutela del patrimonio, ribadendo la necessità che il previsto decreto di rettifica contempli risposte adeguate ai problemi sollevati. Abbiamo inoltre rappresentato la situazione di perdurante caos organizzativo nella periferia, dove ancora oggi intervengono provvedimenti unilaterali dei singoli dirigenti del tutto in contrasto con le linee concordate della gestione transitoria. Abbiamo poi sottolineato la necessità di chiudere al più presto la partita dei passaggi orizzontali, senza limitazioni rispetto alle vacanze in organico accertate e garantendo il diritto di tutti coloro che hanno maturato i requisiti al passaggio anche in assenza di posti nella dotazione organica. Per quel che riguarda la mobilità volontaria abbiamo ribadito che le conclusioni della Commissione tecnica devono essere sottoposte alla verifica del tavolo nazionale sui criteri previsti prima di definire assegnazioni di punteggi e titoli di preferenza, considerato che quelli proposti noi non li riteniamo percorribili. L'Amministrazione ha riconosciuto la situazione di mancato governo rispetto alla fase di trasformazione organizzativa e la difficoltà a reperire dati nell'ambito della ricognizione della situazione degli organici sul territorio. Ha comunque sottolineato che la fase ricognitiva si concluderà in questa settimana e già la prossima loro saranno in grado di fornirci i dati che abbiamo richiesto nell'ultima riunione nazionale. Relativamente alla questione dei passaggi orizzontali si sono limitati a richiamare i vincoli normativi sulla materia, affermazione che a noi pare del tutto insufficiente a risolvere con soddisfazione questo delicato passaggio. Sulla questione della mobilità volontaria si sono invece detti disponibili a modificare la tabella presentata. Su questi due punti vi sarà un approfondimento specifico nella prossima riunione ritenendo anche alla luce dei dati di monitoraggio che perverranno al tavolo che dovranno essere incrociati con i dati di distribuzione territoriale delle istanze di passaggio, informazione pervenuteci ieri e che vi alleghiamo. Infine l'Amministrazione ha ribadito l'intenzione di verificare con noi le modifiche che si intenderanno apportare al decreto organici;
·sul piano occupazionale: abbiamo chiesto di fornire ulteriori chiarimenti circa l'annunciato inserimento in legge di stabilità di un finanziamento aggiuntivo al budget assunzionale esistente, ovvero la quantificazione economica complessiva del budget disponibile, i criteri e le professionalità destinatarie di detto provvedimento, l'inserimento nel piano della possibilità di attingere alle graduatorie degli idonei interni ai sensi dell'art.24 del D.Lgs. 150/2009. L'Amministrazione non è stata in grado di quantificare al momento le risorse aggiuntive che si reperiranno tramite il ddl stabilità e ancora sono stati vaghi e fumosi sull'inserimento degli idonei interni nel processo. Confermando solo l'intenzione dell'Amministrazione di procedere ed inserire nel piano anche lo scorrimento degli interni e chiarendo che il piano occupazionale si rivolgerà esclusivamente a professionalità della terza area;
·sulle riforme e in particolare sulla riforma Madia: abbiamo sottolineato che il Ministero è già stato sottoposto ad una riforma la cui complessità è evidente. Quindi abbiamo chiesto che i beni culturali non vengano sottoposti al processo che prevede la confluenza negli Uffici Territoriali dello Stato, mantenendo la propria specificità organizzativo ed evidenziando l'incoerenza di quella riforma anche con l'attuale. Per quel che riguarda il silenzio assenso ed i tempi previsti dalla legge abbiamo rappresentato che l'attuale modello organizzativo, distogliendo il personale tecnico-scientifico dalle competenze di tutela, non consentirà mai il rispetto dei tempi previsti dalla norma. L'Amministrazione ci ha detto che è un preciso impegno del Ministro garantire alla struttura amministrativa territoriale del MIBACT la necessaria autonomia e quindi un intervento in sede di predisposizione dei decreti legislativi di attuazione della riforma Madia. Un impegno che francamente ci arriva nuovo, visto che non abbiamo mai registrato alcuna dichiarazione del Ministro al riguardo;
·sul decreto legge: abbiamo ribadito che il decreto è un atto ingiustificato e illiberale, evidenziando che le sue conseguenze pratiche saranno l'impedimento ai lavoratori del ministero dell'esercizio del diritto di sciopero, con particolare riferimento ai numeri che i documenti di prevenzione dei vari istituti prevedono come condizione di sicurezza minime in regime di apertura al pubblico. Abbiamo inoltre chiesto di bloccare alcuni tentativi avvenuti in periferia di applicare il decreto in caso di assemblea ed in assenza di accordo sui servizi minimi. Abbiamo inoltre chiesto di fornire una prima proposta di individuazione dei servizi minimi in applicazione di questa norma, ovvero come intendono garantire ai lavoratori l'esercizio dei loro diritti costituzionali. L'Amministrazione si è impegnata a presentare una proposta. In conclusione abbiamo chiesto che l'Amministrazione fornisse un documento scritto nel quale formalizzi gli impegni assunti, ne indichi la concreta percorribilità e gli strumenti relativi, ci fornisca una valutazione degli effetti del decreto. Per tale motivo ci siamo riconvocati per il 22 Ottobre.   Sempre sul decreto vi trasmettiamo un articolo del Sole 24 Ore, giornale certamente non vicino a noi, che offre una puntuale disanima degli effetti sconvolgenti di questo atto non solo sul diritto di sciopero dei lavoratori dei beni culturali, ma sull'esercizio generale di questo diritto costituzionale nei servizi pubblici. Siamo certi che lo avrà letto pure il Ministro Franceschini, anche se dubitiamo si sia reso conto di aver prodotto uno degli atti più illiberali della storia nostra repubblicana. Sicuramente ha rafforzato le nostre convinzioni su una sua sostanziale inadeguatezza rispetto alla sfida che propone la gestione delle politiche culturali nel nostro paese: non bastano annunci spot e autoincensamenti. Il vero nodo sono i mancati investimenti organizzativi e finanziari anche a fronte di un progetto di riorganizzazione complesso e apparentemente ambizioso. E in questi anni la spesa per la cultura è rimasta ai livelli post tagli, come indicano le classifiche internazionali, che ci vedono ai gradini più bassi. E il vero nodo sta venendo al pettine, anche nella percezione dell'opinione pubblica. A cui si aggiunge il capolavoro politico della creazione di un baratro con i suoi lavoratori e con le organizzazioni sindacali "nemiche dell'Italia". Complimenti!
Di seguito il link: http://www.quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/art/servizi-pubblici/2015-09-28/sciopero-beni-culturali-dubbi-d-incostituzionalita-dl-146--124719.php?uuid=ABFYSxr&refresh_ce=1      

FP CGIL NAZIONALE MIBACT
Claudio Meloni 

 
 
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